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mercoledì 12 agosto 2026

CHORYUJIN METAL SERIE POSE PLUS - THE KING OF BRAVE GAOGAIGAR

NOME DEL MODELLO: CHORYUJIN

PRODUTTORE: POSE PLUS/AWAKEN STUDIO

ANNO DI RILASCIO: 2025

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 82.280

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ESTETICA: 8

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 7

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 7

CONFAZIONE - DIMENSIONI: 50 x 36 x 13 cm

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PRO

il vero all in one

tecnicamente incredibile

buon compromesso estetico

buona mobilità

CONTRO

manca la testata E-99

alcune articolazioni non al top

prezzo molto elevato

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Ci sono progetti che nascono dal cuore e che vengono portati a termine solamente grazie alla passione ed alla perseveranza di chi li ha concepiti. La recensione che state per leggere è dedicata ad uno dei comprimari più famosi della serie The King of Braves GaoGaiGar, il CHORYUJIN. Sul sito di Pose Plus c'è una bellissima lettera di Mister Lu dedicata a tutti, ma proprio tutti, i collaboratori del suo staff. Nelle due pagine scritte traspare tutta la passione e la dedizione profusa per la realizzazione del mecha rosso/blu. Mister Lu ringrazia per il supporto di questo ambizioso progetto durato ben 5 anni! Lui voleva assolutamente realizzare un modello che riproducesse le trasformazioni senza dover togliere e sostituire parti perché, dice testualmente, CHORYUJIN è sempre stato il suo personaggio preferito da bambino di questa serie, pronto sempre a sacrificarsi per gli altri! Insomma, per Mister Lu è lui che incarna il vero spirito dell'eroe. Il prodotto finale realizzato da Pose Plus è qualcosa di davvero incredibile e, per certi aspetti, stupefacente.

 CONFEZIONE

La scatola, in dimensione, è identica a quella del GaoGaiGar. Sulla parte frontale abbiamo due immagini del CHORYUJIN, una a figura intera ed una seconda in primo piano. Sul lato opposto vengono raffigurate le varie configurazioni che si possono realizzare ed alcune pose iconiche del personaggio. All'interno un contenitore in polistirolo e due blister in plastica trasparente. Con grande sorpresa nel polistirolo troviamo il CHORYUJIN già assemblato, mancano solamente gli avambracci, i fermi per i piedi ed il pettorale che si trovano nei blister della dotazione accessori. Qui, secondo noi, abbiamo una scelta che va in contraddizione con la natura del prodotto. Trovare il modello già completamente assemblato ci sembra una scelta che va ad annullare tutto il grande lavoro svolto dal team di Pose. Per un collezionista “pigro” questa scelta rappresenta la scorciatoia perfetta per non avventurarsi nelle sequenze delle trasformazioni e, di conseguenza, non apprezzare tutte le peculiarità che offre la produzione Pose Plus. Credeteci, sarebbe un grandissimo errore non provare almeno una volta tutte le sequenze del SYSTEM CHANGE e della SYMMETRICAL DOCKING! Nella confezione troviamo anche un vero è proprio libro istruzioni composto da ben 52 pagine. Nel corposo manuale vengono mostrate minuziosamente tutte le sequenze per realizzare le trasformazioni, ma non solo, vengono anche mostrate le possibilità delle articolazioni ed i posizionamenti degli accessori. E' doveroso però far notare che, pur ottimamente realizzato, il manuale istruzioni sia più ostico da seguire rispetto al video tutorial realizzato dalla stessa Pose, di cui troviamo i QR code all'interno del manuale stesso. Vedere le sequenze svolte nel video può semplificare notevolmente lo svolgimento di tutte le operazioni.

HYOURYU ED ENRYU

Pur essendo già assemblato, noi scegliamo di partire dai due robot separati. HYOURYU (Drago di ghiaccio) è il mecha blu ed è in grado di trasformarsi anche in modalità veicolo con le sembianze di una grande auto gru con tanto di braccio estensibile dotato di gancio. ENRYU (Drago della fiamma) invece è il mecha rosso e, come il fratello, è in grado di assumere la forma veicolo diventando una grande autoscala dei pompieri. Anche qui abbiamo il braccio allungabile con alla sua estremità un pistola idrante. I due modelli realizzati da Pose Plus sono alti 20 cm con un peso di circa 460 grammi ciascuno, sono realizzati in plastica e metallo. Data la natura del prodotto, le parti esterne sono ovviamente in plastica, mentre la maggior parte delle articolazioni e punti di connessione mobili sono in metallo. La colorazione è molto bella e ben eseguita su entrambi i robot, dopo un'attenta analisi non si è mai riscontrato nulla, nemmeno una piccola imprecisione. I colori principali sono in prevalenza in finitura lucida con l'inserimento di qualche parte opaca, ma la cosa non genera alcun tipo di imperfezione visiva. Le sezioni grigie, bianche e nere sono invece tutte in tonalità opaca. Scelta fatta con motivazione precisa dato che la maggior parte di queste vengono movimentate durante le fasi delle trasformazioni. Il contrasto visivo qui si nota di più, ma a nostro parere non intacca minimamente l'estetica dei due fratelli robotici.

Cominciamo ad entrare nel vivo della produzione analizzando le articolazioni ed i loro effetti nella modalità dei due mecha separati. Ovviamente tutto è identico, sia per HYOURYU che per ENRYU la mobilità è a specchio. La scelta del team è stata per una prevalenza di articolazioni ad attrito generalmente abbastanza resistenti, tranne purtroppo per quelle al bacino. In ambedue le sezioni abbiamo riscontrato un grado di resistenza meno incisivo rispetto a tutte le altre. Quelle presenti nel collo, nelle braccia, nelle ginocchia e nelle caviglie invece ci hanno convinto pienamente mostrandoci davvero un'ottima affidabilità, anche dopo svariati movimenti di sollecitazione. Un focus più attento rivela la presenza di due sezioni con movimento a scatto nelle braccia, più precisamente quelle che vanno a gestire salita e discesa dei bicipiti all'interno delle spalle, mentre la seconda risiede in quelle che gestiscono la rotazione degli avambracci. I due modelli hanno anche la possibilità, molto ridotta, di ruotare il busto. Questo può avvenire solamente sganciando il pannello posteriore della schiena che svincola la parte concedendo quella minima rotazione. Rimanendo sulla zona posteriore troviamo ovviamente le due braccia estensibili che svolgono una duplice funzionalità. Aiutano strategicamente i due modelli nel mantenere posizioni più estreme e, ruotando in avanti, essere utilizzate come armi aggiuntive. Ma quindi in definitiva come se la cavano i due fratelli robotici sul fronte della posabilità?.....Possiamo dire che il risultato ottenuto da Pose Plus è ottimo, HYOURYU ed ENRYU possono riprodurre bellissime posizioni dinamiche senza particolari problemi, ci siamo davvero divertiti molto nel cercare di replicare anche alcune delle scene più iconiche della serie animata. Come detto poco sopra, si è rivelato di grande aiuto la presenza del braccio allungabile dell'auto gru e dell'autoscala che hanno contribuito nel sorreggere i due mecha in posizioni più estreme.

ACCESSORI NE ABBIAMO?

E' presente una dotazione accessori riservata ai due robot blu e rosso. Abbiamo 3 coppie di mani alternative con l'inserimento di due singole diverse, a destra per HYOURYU ed a sinistra per ENRYU. Le armi da fuoco a disposizione sono due, le PENCIL LAUNCHER, le due pistole FREEZING GUN blu e la MELTING GUN rossa. Come aggiunta per il solo ENRYU abbiamo il MIRROR SHIELD. Per completare la lista accessori, Pose ha inserito anche due volti con espressioni diverse per ciascuno dei fratelli. Uno con la bocca aperta ed un secondo con una sorta di smorfia molto divertente. Quello già presente sui modelli è il classico con la bocca chiusa. In realtà possono essere adibiti all'uso di scudi protettivi per le braccia, le quattro piastre nere modulari che poi, durante la trasformazione finale, diventeranno i piedi del CHORYUJIN. E' molto importante far notare che la volontà del team di sviluppo è stata quella di poter utilizzare qualsiasi parte in ognuna delle forme che può assumere il modello. Chiaramente questo non può avvenire per i vari set di mani.

SYSTEM CHANGE – GRU E AUTOSCALA

Come sappiamo HYOURYU ed ENRYU possono trasformarsi in due veicoli quasi identici. Oltre a differire nella colorazione, i due camion hanno anche utilizzi diversi. HYOURYU è una potente auto gru, mentre ENRYU è di fatto un'autoscala. La sequenza della trasformazione in veicoli, come del resto per le altre, è davvero incredibile perché si basa completamente sulla movimentazione di pannelli e parti interne mobili. I passaggi per formare le cabine dei due mezzi ci è piaciuta tantissimo. I piedi dei robot scompaiono all'interno della struttura rimanendo completamente invisibili una volta chiusi i pannelli esterni. Altro particolare davvero fondamentale è la presenza di specifici blocchi per ogni sezione, la dove due parti si vanno ad allineare o in sovrapposizione, c'è uno specifico incastro che mantiene il tutto perfettamente in posizione. Una volta ottenuti i due veicoli si montano le braccia estensibili che ovviamente ruotano, si allungano e si alzano. Arriviamo in estensione a ben 35 cm, mentre la lunghezza complessiva dei due camion arriva all'incirca intorno ai 20. Come già sottolineato per la modalità robot, anche per questa configurazione vengono utilizzati tutti gli accessori di connessione e non solo. Sono davvero questi particolari che fanno capire il grande studio fatto per questa produzione da parte di Pose Plus, ogni cosa ha una collocazione ben precisa.....ribaltando i due veicoli troviamo, questi sotto alle cabine di guida, anche gli avambracci del CHORYUJIN!

SYMMETRICAL DOCKING

Ed eccoci finalmente alla trasformazione finale dei due fratelli HYOURYU ed ENRYU. Nella serie televisiva, quando il SympaRate dei due Super Ai Robot è al 100% (sincronizzazione totale), al grido di Symmetrical Docking inizia la sequenza di unione che porta alla forma finale del CHORYUJIN. I due modelli cominciano, questo come nella “vera” sequenza, alzando le braccia ed iniziando a muovere e ruotare tutta la loro struttura. Dall'alto verso il basso tutte le sezioni iniziano la loro “danza” tecnologica! La spina dorsale sono i due femori del CHORYUJIN ed è su di essi che tutto ruota e si muove, la connessione fondamentale fra le parti alte e basse dei due mecha. Proseguendo nelle varie fasi della trasformazione si rimane semplicemente a bocca aperta e ci si domanda come sia stato possibile solamente pensare a determinate soluzioni. Il tutto si svolge con estrema fluidità e, questo arrivando alle due sezioni finali, ci fa comprendere come tutto quello che avevamo davanti poco prima, si sia completamente ribaltato! Le braccia di HYOURYU ed ENRYU ora sono i piedi, i femori sono diventati il busto, mentre il resto delle gambe formano ora le spalle del grande robot! Ora tutto è pronto per la vera e propria unione. Trasformando la cabina grigia di comando della gru nella testa, si procede alla sequenza finale di aggancio. Dall'interno di ognuna delle sezioni (blu e rossa) vengono fatti fuoriuscire dei perni, questi connetteranno nel finale le due metà. Importantissimo il primo passaggio che vede il fissaggio della sezione con la testa, successivamente si procede con la medesima operazione per la seconda parte. Unito il corpo non resta che collocare il fermo grigio sotto al bacino, inserire gli avambracci (FREEZING GUN/MELTING GUN) e le due braccia estensibili sui fianchi, la piastra pettorale (MIRROR SHIELD) e bloccare i due connettori neri sotto la pianta dei piedi. Signore e Signori collezionisti Habemus CHOOORYUUUJINNN!

IL MODELLO FINALE

Quello che abbiamo davanti a noi è un modello alto 25 cm e pesante 930 grammi. Come già detto in precedenza per HYOURYU ed ENRYU, i materiali che compongono il CHORYUJIN sono gli stessi. Abbiamo plastica all'esterno con la prevalenza di articolazioni in metallo. L'unica parte in diecast che si può osservare è la piastra di connessione dove appoggia la testa. Per la configurazione finale abbiamo in più le articolazioni a scatto alle anche, ai femori, alle ginocchia ed alle caviglie. Le prime onestamente non offrono un alto grado di resistenza, ma svolgono egregiamente il loro lavoro riuscendo a far stare il CHORYUJIN in piedi anche su di una gamba sola (vedere foto di riferimento). Quelle delle ginocchia invece sono piuttosto rigide e mantengono molto saldamente ogni posizione, risultano fondamentali per la stabilità del modello in posizioni più dinamiche. La rotazione sull'asse dei femori è un'altra delle soluzioni top adottate da Pose, in questa sezione davvero molto resistenti e rigide, bisogna esercitare una discreta forza per farle scattare nella posizione scelta. E' ben specificato nelle istruzioni come movimentare queste articolazioni, quindi sempre attenzione nel rispettare ciò che viene indicato dalla casa produttrice, questo per non incappare in spiacevoli danneggiamenti. Per quanto riguarda invece la parte bassa, ovvero caviglie e piedi, abbiamo anche qui, come accennato in precedenza, articolazioni a scatto che gestiscono l'inclinazione (caviglie) e la rotazione dei piedi. Pur non offrendo un'altissima mobilità, bisogna riconoscere ed apprezzare lo sforzo fatto dal team di produzione per garantire al modello una solida base di appoggio a terra.

Tutta la parte alta del CHORYUJIN è invece gestita da soluzioni ad attrito di ottima fattura con la sezione del busto che merita davvero un grandissimo riconoscimento ai progettisti di Pose Plus. La testa è molto mobile, la possiamo ruotare ed inclinare davvero tanto. Alla base del collo c'è un piccolo asse mobile che consente di sollevare tutta la testa, questo permette di osservarla sempre in modo chiaro, anche quando si guarda il modello dal basso verso l'alto. Le spalle si sollevano ma non possono ruotare insieme alle braccia, è questo probabilmente uno dei limiti a cui non si è riusciti a trovare una soluzione. Per consentire però il movimento delle braccia si è trovata comunque un'ottima variante. I pannelli dove sono collocate le ruote si alzano concedendo così lo spazio necessario per la movimentazione degli arti. Non abbiamo ovviamente la possibilità di ruotare a 360 gradi, ma dobbiamo riconoscere che, i movimenti realizzabili, sono soddisfacenti. E' possibile oltretutto ruotare le braccia sul proprio asse, piegare i gomiti, ruotare indipendentemente gli avambracci e inclinare i polsi. Passiamo ora a quella che noi reputiamo la soluzione più incredibile concepita sul CHORYUJIN, quella per la mobilità del busto. Questa parte del modello è costituita da quelli che sono i femori di HYOURYU ed ENRYU! Molto importante è la chiusura ed il bloccaggio delle due sezioni realizzate su ognuna delle parti, non osservando questo passaggio il sistema non funzionerà, questo è un focus molto ben evidenziato nelle istruzioni ed anche nel video tutorial. Una volta completata questa operazione ecco la magia! Le quattro parti grigie ruotano, s'inclinano e si piegano simultaneamente rivelando al loro interno dei piccoli pistoni sui quali basano tutti i movimenti! E' davvero incredibile osservare il modello compiere torsioni e rotazioni del busto in modo semplice ed addirittura appagante visivamente. Pose ha sapientemente nascosto dietro alla pettorina la parte più grande del sistema andando di fatto a nascondere possibili inestetismi dovuti ai vari posizionamenti! In caso di errati movimenti con il distacco delle parti, è stata prevista addirittura una manovra per riposizionare correttamente il tutto. Nel libro istruzioni ed anche nel video tutorial viene mostrata tutta la sequenza per rimettere al posto giusto tutte le sezioni.

Il CHORYUJIN non possiede un vero e proprio arsenale di armamenti, quindi anche nella dotazione del modello Metal Series non c'è molto con cui “giocare”. Le due braccia estensibili sui fianchi vengono utilizzate in modi differenti e, in definitiva, diventano gli strumenti di attacco principali del mecha. Denominati POWER CRANE & POWER LADDER, le due prolunghe vengono ruotate in avanti ed utilizzate come arma da fuoco con i raggi UL-TECH. Alla loro estremità può essere fissata la piastra pettorale MIRROR SHIELD portandola alla massima estensione. Sganciandole dalle sedi sui fianchi e ruotando la base di aggancio, possiamo collocare la POWER CRANE e la POWER LADDER sulle braccia del modello in due posizioni differenti. In questa modalità vengono utilizzate per l'attacco e, in fase di esposizione, occupano anche meno spazio offrendo una diversa soluzione. Volendo è possibile agganciare alle gambe i due fucili PENCIL LAUNCHER, questo per dare un qualcosa in più esteticamente al modello. Nella confezione ci sono anche 3 set di mani alternative insieme alla mano dedicata alla friendly pose da utilizzare con il GaoGaiGar. Chiude la lista accessori la base espositiva con l'asta di sostegno in metallo. Questa è l'esatta copia di quella che abbiamo all'interno del set Star GaoGaiGar DX che abbiamo recensito su queste pagine. Questo display stand non è nulla di particolare, si compone unendo le due piastre nere tramite gli appositi fissaggi. Al centro viene infilata l'asta metallica con il supporto in plastica da posizionare sul modello. Non c'è nessuna scritta, è una semplicissima basetta nera sulla quale esporre il CHORYUJIN. Manca stranamente all'appello la Testata E-99 che nella serie animata compare molte volte in formati diversi.

Volutamente non abbiamo ancora parlato del lato estetico di questa produzione Pose Plus perché rappresenta una fattore molto importante e, di conseguenza, una variabile fondamentale per deciderne l'eventuale acquisto. Come per il GaoGaiGar anche il CHORYUJIN è una reinterpretazione del design visto nella serie televisiva. Bisogna dire però che, a differenza del mecha protagonista, questo è nettamente più somigliante all'originale, almeno nella forma CHORYUJIN. I tratti del mecha non sono stati alterati in modo pesante ed il risultato finale è decisamente apprezzabile. Certamente alcune sezioni “pagano” il dazio della complessa trasformazione. I piedi sono decisamente più lunghi ed hanno una forma lineare mentre i femori hanno una fessura centrale per la fuoriuscita dei fermi utilizzati per la conversione nei due veicoli. Se poi lo guardiamo lateralmente si notano le dimensioni più pronunciate della parte bassa delle gambe, effetto dovuto alla sovrapposizione dei vari pannelli mobili di cui è dotato. La parte alta è sicuramente più fedele con testa, spalle, busto e braccia più in linea con l'estetica della serie tv. Quelli che in definitiva hanno un aspetto decisamente alterato sono i due fratelli HYOURYU ed ENRYU! La loro estetica è totalmente cambiata quasi in ogni parte del corpo. Solamente la testa ed in parte le spalle, ricordano il disegno animato. Il problema principale risiede nella sezione posteriore delle gambe, dove rimangono diversi vuoti ed anche ben in vista tutte le articolazioni interne. Si possono addirittura vedere i bicipiti della versione CHORYUJIN. Anche la forma dei veicoli ovviamente non rispecchia il design classico, soprattutto nelle sezioni posteriori dove le ruote spariscono letteralmente dietro alla struttura formata da tutti i pannelli mobili.

 CONSIDERAZIONI FINALI

 E' stato difficile recensire questa produzione Pose Plus, ma allo stesso tempo ci siamo divertiti nel mettere alla prova questo incredibile modello. Il lavoro di progettazione e di realizzazione svolto da Mister Lu e tutto il suo team, è qualcosa di davvero incredibile. La volontà di realizzare questo personaggio senza dover sostituire parti, fa capire con quanta passione è stato concepito e realizzato il CHORYUJIN Metal Series. Il risultato ottenuto lo consideriamo sbalorditivo, anche se con qualche, direi inevitabile, inestetismo. Il nostro lavoro di recensione, unitamente al servizio fotografico realizzato, vuole anche essere un piccolo omaggio a Mister Lu ed a tutte le persone che lavorano per questa azienda. Per chi è amante della serie GaoGaiGar e dei modelli di casa Pose, questo è un acquisto caldamente consigliato, anche se il prezzo richiesto è abbastanza elevato. E' un qualcosa di davvero particolare da poter esporre nelle proprie collezioni.

Come sempre un grandissimo ringraziamento a Giustino ed a tutto lo staff di Metalrobot che ha reso possibile la realizzazione di questa recensione.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA CHORYUJIN METAL SERIE 

 


 

 

 

 

giovedì 23 gennaio 2025

GX112 REPLIGAIGAR & OPTION SET - BANDAI SOUL OF CHOGOKIN

NOME DEL MODELLO: GX112 REPLIGAIGAR & OPTION SET

PRODUTTORE: BANDAI SPIRITS - TAMASHII WEB SHOP

ANNO DI RILASCIO: 2024

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 30.800

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ESTETICA: 8

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 9

ACCESSORI: 7

ARICOLAZIONI/POSABILITA': 7

CONFEZIONE/DIMENSIONE : 41 x 35 x 18 cm

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PRO

pezzo importante della serie Final

altra occasione per avere lo Stealth Gao 2

nella versione Repli Star GaoGaiGar è molto bello

due miniature di Mamoru nella confezione

CONTRO

mancano sempre gli avambracci

per ottenere la versione finale bisogna avere almeno un Gx68 in più

prezzo un po' alto

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Bandai e GaoGaiGar, un binomio vincente che, nella serie Soul of Chogokin, ci ha regalato modelli di buona qualità e fattura. Le diverse ristampe del GX68 dimostrano la grande richiesta ed il continuo apprezzamento verso il prodotto realizzato dalla casa nipponica. L’universo di GaoGaiGar è ricco di mecha comprimari che man mano compaiono durante i vari episodi e, ovviamente, vengono riproposti anche nella seconda serie GaoGaiGar Final. La nostra recensione analizzerà il GX112 RepliGaiGar & Option Set, tratto proprio dalla serie Final. Si tratta della copia del mecha di Guy con una colorazione completamente chiara, guidato però dal finto Mamoru. Dopo aver effettuato la Final Fusion con lo Stealth Gao 2 e le altre Gao Machine, assume le sembianze del Repli Star GaoGaiGar. Ne scaturisce un combattimento contro Guy, qui al comando del GaoFighGar che culmina con la distruzione del Repli Star  GaoGaiGar e del falso Mamoru.

La realizzazione di questo set è targata Tamashii Web Shop, quindi con una tiratura più limitata rispetto alle edizioni normali della serie Soul of Chogokin. La confezione giunge quindi con il brown box in cartone che contraddistingue queste produzioni. All’interno la vera e propria scatola corredata come sempre da bellissime immagini, realizzate per la presentazione del prodotto in tutte le sue peculiarità. Aprendola troviamo un contenitore in polistirolo con all’interno il grande Stealth Gao 2 ed il leone Galeon. Un blister in plastica invece contiene tutto il resto degli accessori disponibili per questo set. Uno Stand espositivo con targa nominale, le diverse coperture per le sezioni Ultech Engine, un volto e tre coppie di mani alternative per il GaiGar, due diverse miniature di Mamoru, una testa GaoGaiGar e due supporti per gli armamenti degli avambracci. Chiude come sempre il libretto illustrativo.

Diciamolo subito, quello a cui ci troviamo davanti è semplicemente un copia/incolla di ciò che già ben conosciamo, sia per il Galeon/GaiGar che per lo Stealth Gao 2, peraltro già prodotto due volte con i set GX68X e GX68X The Ultimate King of Brave version. Sul fronte tecnico dunque nessuna novità o miglioria, le uniche differenze sono la diversa colorazione del mecha, qui bianco perlato e grigio. Ad essere precisi quella realizzata da Bandai non è l’esatta gamma di colori visti nella serie. Nell’episodio dedicato il Repli Gaigar è totalmente bianco, probabilmente Bandai ha optato per l’inserimento delle parti in grigio per non far apparire il modello troppo piatto dal punto di vista estetico. Tale scelta si rivela comunque azzeccata e ben studiata perchè diversifica le sezioni centrali del mecha e ben si amalgama con il bianco perlato delle altre parti. La trasformazione da Galeon a GaiGar è ovviamente la medesima vista nel GX68, si esegue molto semplicemente con la stessa sequenza, ma per chi non si ricordasse il procedimento, può ricorrere al libretto istruzioni per il corretto svolgimento.

Lo Stealth Gao 2 è riproposto nella sua prima versione realizzata, ovvero con le parti in color oro opaco. Questo set, come la stessa Bandai scrive sul proprio sito, è anche “l’ultima” occasione per completare il GX68 GaoGaiGar, dato che la Gao Machine è ovviamente compatibile. Per chi non avesse mai visto dal vivo lo Stealth Gao 2, ricordo che l’ingombro di questo accessorio è notevole e necessita di un bello spazio espositivo. La sua apertura alare è di ben 42 cm nella sua massima estensione! Nella confezione lo troviamo separato dai due propulsori Ultech Engine che vanno semplicemente uniti al corpo centrale. Queste sezioni hanno coperture differenti, nere quando lo Stealth Gao 2 viene utilizzato a terra e verde trasparente quando utilizzato in volo. Queste ultime sono chiaramente le più coreografiche perché mostrano i bellissimi dettagli interni dei propulsori. La fase di aggancio al GaiGar, sia come supporto di volo che per la Final Fusion, avviene esattamente come per la versione 1 del GX68, quindi anche qui nessuna novità. Da sottolineare purtroppo, come per le precedenti versioni uscite, l’assenza degli avambracci del GaoGaiGar e del casco all’interno del vano di aggancio. Per completare la Final Fusion e realizzare il Repli Star GaoGaiGar è necessario possedere una o più copie del GX68. Una volta assemblato, il Repli GaoGaiGar può replicare le classiche pose della serie e, grazie al supporto in dotazione, realizzare il lancio del Broken Phantom utilizzando uno degli anelli dorati posti sui propulsori delle ali. Da notare una cosa molto importante, il peso dello Stealth Gao 2 è notevole e in alcune posizioni mette a dura prova le articolazioni del modello. Bisogna quindi ben bilanciare i pesi “giocando” con i movimenti delle caviglie e delle gambe.

Lo stand espositivo a corredo del GX112 è identico a quello realizzato per la versione GX68X, manca solamente il supporto per Goldion Hammer che, per questa versione, non è previsto. La base si compone con l’assemblaggio di tre parti e con il fissaggio del supporto centrale che sostiene il modello. Questa parte è molto grande ed ha al suo interno un’asta in metallo per rinforzare tutta la struttura. Oltre al GaoGaiGar può anche sostenere il solo Stealth Gao 2 o il GaiGar.

Il set proposto da Bandai contiene, come già citato all’inizio, due miniature, veramente molto piccole, di Mamoru. La prima è dotata di una propria mini basetta fissa e lo raffigura con la PasQ Machine in mano. La seconda invece lo raffigura nella classica posizione utilizzata per riportare il malcapitato di turno alla sua forma umana dopo l’estrazione del nucleo Zonder. Ovviamente questa versione di Mamoru va utilizzata sul GaoGaiGar classico e, tramite apposito supporto, si applica all’interno della bocca di Galeon. L’effetto delle due miniature è tutto sommato carino, ma essendo in scala con il modello ne ha ridotto veramente tanto le dimensioni. Aggiungiamo anche la loro realizzazione in plastica trasparente verde rende un po’ difficile la loro visualizzazione una volta posizionate. Rimangono comunque una gradevole aggiunta al set realizzato da Bandai.

Il GX112 RepliGaiGar & Option Set, vista la sua tiratura TWS, è un set chiaramente dedicato agli appassionati dell’universo di GaoGaiGar che va assolutamente esposto accanto al suo antagonista, il GX104 GaoFighGar. Come detto non porta nessuna novità di carattere tecnico riproponendo le medesime soluzioni usate per le precedenti realizzazioni della serie e questa personalmente la trovo una notevole pecca. Anche il fatto di dover possedere almeno una copia del GX68 per poter realizzare il Repli Star GaoGaiGar, non rende questa uscita particolarmente appetibile al collezionista generico a cui può piacere il set. Al netto di questi due fattori la realizzazione Bandai si attesta su di un buon livello qualitativo riproponendo, anche se in colorazione differente ed in minima parte, uno dei GX della serie Soul of Chogokin più riusciti di sempre.
 
 

 

lunedì 6 maggio 2024

GX104 GAOFIGHGAR SOUL OF CHOGOKIN BANDAI

NOME DEL MODELLO: GX104 GAOFIGHGAR

PRODUTTORE: BANDAI SPIRITS

ANNO DI RILASCIO: 2023

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 40.700

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ESTETICA: 10

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 9

ACCESSORI: 9

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 7

CONFEZIONE - DIMENSIONI: 40 x 38 x 20 cm

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PRO

fedele alla serie OVA

trasformazione riprodotta alla perfezione

modello imponente

dotazione accessori ampia

CONTRO

posabilità limitata

pessima gestione sulle istruzioni di alcune fasi cruciali

manca il dividing driver

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Otto anni dopo l’uscita del GX68 Gaogaigar, Bandai decide di realizzare per la famosa serie Soul of Chogokin, il GX104 Gaofighgar. Tratto dall’OVA di otto episodi, Gaogaigar Final, il nuovo mecha pilotato da Guy rappresenta l’evoluzione del Gaogaigar. Dopo la partenza di Mamoru con il leone Galeon per lo spazio, vengono realizzate sulla terra tutte le nuove Gao Machine per la formazione del nuovo Gaofighgar.

La confezione è stilisticamente molto curata ed in linea con quella delle precedenti uscite dedicate alla serie “The King of Braves”. Ad aumentare sensibilmente è lo spessore della scatola perché all’interno troviamo diverse cose in più rispetto al “vecchio” GX68. Estraendo il contenuto possiamo osservare il tanto amato box in polistirolo con tutte le Gao Machine al suo interno. Ogni navicella è protetta da un foglio di carta velina bianca e bloccata da barre in polistirolo per impedirne il movimento durate il trasporto. Due grandi blister trasparenti contengono tutti gli accessori che vanno a completare la ricca dotazione concepita da Bandai. Nel primo troviamo tre paia di mani per il GaoFar, le mani articolate, quelle unite ed il pugno con il simbolo G-Stone per il Gaofighgar, più un volto sostitutivo (GaoFar) e una seconda testa per la configurazione Gaofighgar. La dotazione comprende tre stand dedicati al Phantom Gao/GaoFar, al Linear Gao II ed allo Stealth Gao III. Completano il tutto diversi supporti da usare sulle Gao Machine, l’utilissimo uncino per aprire pannelli e parti mobili ed il supporto con l’anello gigante per la riproduzione del Broken Phantom. Il secondo blister invece accoglie le parti per formare il sontuoso display stand per esporre in grande stile il nuovo GX104 con relativa targhetta nominativa. In aggiunta ci sono anche i pettorali sostitutivi per la realizzazione della mossa finale con le quattro parti verdi da applicare allo Stealth Gao III in apertura alare.

Come abbiamo già detto, il GaoFar è la nuova Gao Machine creata per sostituire Galeon. Nella confezione la troviamo nella versione aerea Phantom Gao. La parte superiore ha il tettuccio apribile che, nella serie animata, serve per la fusione con Guy. Sono stati anche riprodotti i due carrelli di atterraggio posti sul retro delle ginocchia. Questi due supporti offrono una miglior stabilità per la posa a terra. Per completare la forma Phantom Gao dobbiamo estrarre le ali nascoste all’interno delle parti nere al bacino e le due più piccole poste all’interno dei femori. Possiamo esporre la nuova Gao Machine sull’apposito supporto inserito da Bandai nella confezione. La seconda modalità è la trasformazione da Phantom Gao al mecha GaoFar. La sequenza con i vari movimenti da compiere non è molto complicata ed è indicata come sempre sul libretto istruzioni fornito dalla casa di produzione. Il punto focale del procedimento è la rotazione ed il posizionamento delle gambe che richiede molta attenzione. Purtroppo Bandai non ha reso molto chiari i passaggi illustrativi e sulla rete abbiamo visto diversi pezzi rompersi inesorabilmente. Successivamente però sono stati realizzati appositi video sul come movimentare le parti per evitare le spiacevoli rotture. Il punto cruciale della sequenza è la rotazione dell’articolazione principale che, una volta ruotata, va piegata verso il basso, successivamente si deve portare la gamba in posizione obliqua, ruotata e contemporaneamente spinta verso l’alto. Consiglio molto caldamente comunque di guardare uno dei tanti video realizzati per replicare senza problemi il corretto movimento. Tutti i passaggi rimanenti della trasformazione si ottengono molto semplicemente seguendo il libretto illustrativo. Una volta ottenuto il GaoFar ci troviamo davanti ad un mecha di 22 cm di altezza con un discreto peso ed una colorazione azzurro/grigio opaco. E’ dotato di mani intercambiabili e di un volto alternativo con espressione diversa. E’ concepito con un mix di articolazioni ad attrito (molto rigide) ed a scatto, quest’ultime utilizzate per l’apertura delle gambe lateralmente. Curiosa la scelta di bandai che, a differenza del GX68, non ha utilizzato questo tipo di soluzione anche per l’articolazione che gestisce la rotazione di tutta la gamba. La posabilità generale del GaoFar è buona anche se limitata dalla poca, anzi davvero minima, inclinazione delle caviglie. Comunque, anche grazie all’impiego dell’apposito supporto, è possibile replicare le pose più iconiche viste nella serie OVA. Il mecha può essere agganciato allo Stealth Gao III  ed anche alle due metà separate del Drill Gao II, proprio come nel modello precedente, il Gaigar. Particolare attenzione va riposta nell’esposizione con le parti del Drill Gao perché il peso non permette alle braccia di tenere l’estensione. Anche il sistema di fissaggio ai polsi non garantisce una notevole sicurezza con possibili distacchi delle parti in questione. Non consiglio di esporre il GaoFar in questa modalità a meno che non si disponga di appositi sostegni per sorreggere il peso del Drill Gao II sulle braccia.

Il Drill Gao II esteticamente ricalca la versione precedente, ma con qualche differenza estetica. Il design risulta più lineare con modifiche nella parti esterne delle gambe, nelle cabine di pilotaggio e nei due trapani frontali che, in questa nuova versione, sono composti da 4 parti. Ruotandole, 2 andranno in senso orario, mentre le altre nel senso opposto. Questo effetto simula in modo molto bello la rotazione e permette di scegliere un modalità espositiva differente. La colorazione è la classica nero/rosso/oro con tonalità molto belle e con finitura lucida. Il peso di questa Gao Machine è notevole perché la sua conformazione ha diverse parti in metallo. I cingoli sono l’esatta replica di quelli usati per il GX68, ma con una novità, possono essere rimossi dalla sede. Nella Final Fusion diventa le gambe del Gaofighgar.

Anche lo Stealth Gao III ha subito un processo evolutivo con diverse modifiche strutturali ed estetiche. La sua forma ovviamente richiama quella della prima versione, ma qui risulta più slanciata e con un’apertura alare leggermente più ampia. A livello di dettaglio però ha perso qualcosa rispetto alla versione I. La sezione con gli interni della cabina di pilotaggio è assente ed completamente chiusa da pannelli neri rendendola un tutt’uno con la struttura della Gao Machine. All’interno contiene il casco che darà la forma definitiva alla testa del Gaofighgar, mentre nella parte sottostante, abbiamo sempre i due grandi reattori che diventano, dopo la trasformazione, gli avambracci del mecha. Lo Stealth Gao III è dotato di ali apribili da utilizzare nella configurazione Gaofighgar e nella nuova modalità volo ipersonico. Ovviamente Bandai ha inserito anche le parti verdi per cambiarne il colore, proprio come avviene nella serie OVA. E’ incluso nella confezione l’apposito stand dedicato per l’esposizione sospesa.

Il Linear Gao II ha cambiato completamente la sua forma rispetto alla versione precedente, passando dal famoso treno Shinkansen ad una navicella dotata di razzi per il volo. Anche la colorazione è totalmente diversa, il bianco ha lasciato il posto ad un azzurro/rosso con finitura opaca. Il peso è notevole grazie alle articolazioni ed alle braccia in metallo racchiuse al suo interno. Durante la trasformazione il Linear Gao II diventa le spalle del Gaofighgar riproducendo alla perfezione la sequenza del cartone animato. Bandai ha realizzato egregiamente il sistema di sgancio simultaneo dei razzi che avviene semplicemente pigiando verso il basso tutte le estremità. Una volta eseguita la manovra bisogna rimuovere la calotta principale e allargare le due parti per procedere all’inserimento nel GaoFar. Anche per il Linear Gao II è incluso uno stand dedicato per l’esposizione in volo.

Il fumetto “The King of Kings – Gaogaigar vs Betterman” descrive il vero finale cronologico dopo la conclusione della serie “Final”. Nel nuovo GX104, Bandai ha ricreato la modalità volo ipersonico descritta nel romanzo “The King of Braves Gaogaigar” da cui è tratto il fumetto sopra citato. Questa nuova forma è data sempre dalla combinazione di GaoFar con le altre Gao Machine, quello che cambia è ovviamente la loro disposizione nella sequenza di aggancio. Utilizzando gli appositi accessori dedicati con due degli stand inclusi nella confezione, si procede alla combinazione dei singoli componenti della nuova formazione. Le due parti divise del Drill Gao II, fissate ad un apposito separatore, vengono agganciate alle braccia del GaoFar. Successivamente si procede all’agganciamento dello Stealth Gao III alla schiena e, per completare il tutto, al fissaggio del Linear Gao II. Come ultima fase si applicano le estensioni alari verdi sulle apposite sedi. Davanti a noi abbiamo ora la nuova modalità volo ipersonico, in pratica, una sorta di astronave lunga ben 40 cm dall’estetica decisamente accattivante. Direi che questa configurazione è dedicata ai collezionisti più appassionati della serie con a disposizione molto spazio espositivo. Potrebbe essere una buona scusa per un doppio acquisto del modello.

Ed eccoci alla Final Fusion, ovvero l’unione delle Gao Machine da cui prende forma il nuovo Gaofighgar. L’intera sequenza chiaramente ricalca quella del Gaogaigar, ma con una differenza nella sezione di aggancio dello Stealth Gao III. Si parte dalla rotazione del busto di GaoFar ed al completamento del “gonnellino” nero sopra alle gambe. A questo punto si spingono indietro le parti azzurre dei polpacci e si procede all’inserimento all’interno del Drill Gao II. Le gambe del GaoFar vengono bloccate dalla chiusura delle sezioni con le cabine di pilotaggio e le trivelle. Possiamo ora ruotare dietro alla schiena le braccia per liberare il vano aggancio del Linear Gao II e girare la sezione centrale del petto grigia. Una volta inserito, come nel GX68, le parti del busto si allargano a scatto per adattare l’estetica della sezione alla configurazione finale. E’ il momento dell’aggancio dello Stealth Gao III. Prima di procedere bisogna aprire il vano dove andranno inserite le braccia del GaoFar. Per poter procedere all’apertura della sezione, bisogna tirare verso l’alto la parte centrale a punta, aprire e far ruotare fuori la sezione interna con la testa e i due blocchi per l’aggancio al GaoFar. Ora si procede all’inserimento in modo obliquo delle braccia che vengono fissate all’interno grazie a due appositi fermi in plastica. Queste due piccole parti vanno a collocarsi ad una piccola scanalatura concepita sulle braccia del GaoFar. Ultimata questa operazione, si spinge tutto lo Stealth Gao III in avanti chiudendo di fatto il vano aperto in precedenza. Non rimane che fissare le due parti grigie per bloccare correttamente il tutto. A questo punto si possono aprire i due portelli del Linear Gao II per far uscire i due bicipiti contenuti all’interno. Una volti estratti, (ci si può aiutare con l’apposito uncino della dotazione accessori), ruotandoli si allargano simultaneamente! Ora si vanno ad inserire i due avambracci privati dei pannelli di copertura. Spingendo verso l’alto le mani usciranno dalle sedi interne ruotando, proprio come nelle serie animata, in pratica è la medesima soluzione utilizzata nel GX68. Eccoci agli ultimi passaggi della Final Fusion! A questo punto bisogna posizionare le due piccole braccia nere (quelle che sostituiscono le criniere di Galeon) al busto e far scendere i copri spalle del GaoFar che diventano i pettorali del mecha. L’ultimo passaggio è ovviamente dedicato all’agganciamento del casco sopra alla testa del GaoFar. Il procedimento è molto semplice, si posiziona la prima parte dietro e poi si chiude il tutto abbassando la parte frontale.....Gao…Faigh…Garrrrr!

Il possente Gaofighgar è pronto e si mostra in tutta la sua potenza. Il modello è alto 26 cm con un peso di 1254 grammi! Esteticamente Bandai ha svolto un lavoro ineccepibile riproducendo alla perfezione le sembianze del mecha che appare nella mini serie Final. La colorazione è impeccabile con colori desaturati nelle sezioni chiare che creano un bel contrasto cromatico con quelle lucide. L’ingombro del modello rispetto al Gaogaigar è aumentato, soprattutto nella larghezza dello Stealth Gao III. Anche l’altezza risulta di un centimetro superiore al suo predecessore. Bandai ha realizzato (cosa molto gradita) due tipologie di  testa. Possiamo scegliere di mantenere quella contenuta nello Stealth Gao III o sostituirla con la seconda in dotazione che ha uno sculpt leggermente diverso e più slanciato. La testa alternativa gode di diverse peculiarità aggiuntive rispetto a quella usata per la trasformazione. E’ dotata di una base con asse di rotazione che permette pose più complesse, ad esempio girare perfettamente il collo verso l’alto ed in generale offre una posabilità nettamente superiore. Entrambi i volti sono realizzati benissimo e sono stati scolpiti prestando particolare attenzione al viso visto dal basso. Questo perché nella serie animata è la prospettiva che più viene riprodotta nelle varie sequenze. Il GX104 può replicare il colpo Broken Phantom, questo grazie alla presenza dell’accessorio ad anello inserito nella confezione. Il suo innesto è molto semplice grazie all’appendice trasparente applicabile all’avambraccio. Anche Gaofighgar è dotato di mani con dita articolate e, grazie a queste, è possibile replicare l’iconica posa del Protect Shade. Come avviene per Gaogaigar, anche il nuovo mecha può realizzare la mossa finale Hell&Haven. A differenza del GX68 che ha le sezioni delle criniere ripiegabili, nel GX104 Bandai è stata costretta ad inserire le parti pettorali sostitutive concave, questo per consentire al modello di posizionare le braccia nel modo corretto ed usare il doppio pugno unito. Per completare la posa è possibile aprire i pannelli sul corpo dello Stealth Gao III ed usare le coperture alari verdi. Sul fronte della posabilità però il Gaofighgar non eccelle e paga sicuramente il suo grande ingombro unito alla poca libertà di movimento delle gambe. Purtroppo l’articolazione che gestisce la rotazione e l’apertura delle gambe non concede grande azione, cosa che invece è concessa nel “vecchio” GX68. Bisogna anche sottolineare come la spiegazione della gestione di queste articolazioni sia stata trattata in modo approssimativo sul manuale istruzioni, cosa che reputo molto negativa per una casa di produzione dell’esperienza di Bandai!

Come visto all’inizio, la dotazione accessori che accompagna il GX104 è arricchita dalla presenza del display stand per esporre il modello. In pratica è il medesimo stand, qui di colore verde trasparente, usato nelle uscite precedenti per i set extra GX68X Star Gaogaigar (2016) e GX68X Star Gaogaigar The Ultimate King of Braves version (2021) e che vedremo nel prossimo GX112 RepliGaigar Option Set in uscita ad agosto 2024. La base espositiva, dotata di targhetta nominativa, si compone di 10 parti da montare in modo molto semplice. Una volta completato l’assemblaggio possiamo esporre il nostro Gaofighgar in tutta sicurezza. E’ anche possibile esporre il modello con il Goldion Hammer (GX69 e GX69R), con il Gatling Driver e Dividing Driver, accessori questi non presenti nella confezione.

Il GX104 Gaofighgar Soul of Chogokin è un prodotto ben curato e rispecchia fedelmente il lato estetico della controparte animata. Il lavoro svolto dalla casa nipponica è di buon livello riproponendo, anche se non in tutto, la qualità realizzativa del precedente GX68 Gaogaigar. La posabilità purtroppo non rappresenta un punto di forza di questo modello, vuoi per il peso e per la sua conformazione. L’articolazione delle anche purtroppo incide molto su questo aspetto e, come già sottolineato, la gestione sul manuale istruzioni ne complica molto il suo impiego, sia in fase di trasformazione da Phantom Gao a GaoFar, ma anche in fase di mobilità generale. Da segnalare purtroppo anche il distacco delle parti del Drill Gao II dalle gambe del GaoFar quando si solleva il modello da terra, difetto questo mai riscontrato sul precedente GX68! Molto buona la dotazione accessori che comprende il grande display stand ed anche quelli più piccoli per esporre tre delle quattro Gao Machine. Peccato solamente per la mancanza del Dividing Driver, una delle armi più iconiche a disposizione del Gaofighgar! In definitiva questo GX104 riporta un po’ ai vecchi fasti di un tempo la serie Soul of Chogokin ultimamente troppo riempita da ristampe e recolor di GX già visti. I veri appassionati della serie Gaogaigar non potranno saltare questo acquisto che, visti gli annunci fatti di ChouRyuuJin e RepliGaigar, motiva ancor di più la sua presenza in collezione. Come sempre un ringraziamento particolare e doveroso a tutto lo staff di Gokin.it per la grande disponibilità e collaborazione.

Piccola precisazione personale. Nelle foto del GaoFar con le parti del Drill Gao sulle braccia, ho erroneamente invertito le due sezioni. Purtroppo mi sono accorto dell’errore solamente dopo aver concluso il servizio fotografico.