giovedì 1 ottobre 2026

VOLTRON LEGENDARY DEFENDER BLITZWAY CARBOTIX

NOME DEL MODELLO: VOLTRON CARBOTIX STANDARD EDITION

PRODUTTORE: BLITZWAY

ANNO DI RILASCIO: 2026

PREZZO DI LISTINO IN DOLLARI: 448

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ESTETICA: 9

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 9

ACCESSORI: 6

ARTICOLAZIONI/MOBILITA': 8,5

CONFEZIONE - DIMENSIONE: 58 x 44 x 29 cm

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PRO

bello ed imponente 

mobilità sorprendente

miniature piloti molto curate

le ali sono uno spettaccolo

CONTRO

prezzo decisamente alto

mancano diverse armi presenti nella serie tv

la resistenza delle zampe dei leoni rosso e verde è disastrosa

si poteva produrre una versione unica completa

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Voltron – Legendary Defender è una serie animata prodotta nel 2016 dalla famosa DreamWorks Animation Television. Si tratta del reboot della serie riadattata dagli americani uscita negli anni 80. Inizialmente vengono trasmessi in Italia solamente 3 episodi in anteprima, questo il 28 agosto 2017, mentre la serie completa inizia nello stesso anno a partire dal mese di settembre. Voltron – Legendary Defender segue le avventure di 5 ragazzi del pianeta Terra che, imparando a cooperare, diventano i Paladini di Voltron. I ragazzi, dopo essere entrati in perfetta sintonia con i propri Leoni, imparano a formare il gigantesco robot Voltron per fermare e sconfiggere il malvagio impero Garla.

EDIZIONI

Dopo una doverosa introduzione, tuffiamoci nella descrizione del nuovo prodotto di casa Blitzway della ormai celebre linea Carbotix. Cominciamo col dire che Blitzway ha fatto un po' arrabbiare la propria clientela decidendo di commercializzare due edizioni distinte del modello. La Special Limited Edition (2016 pcs) e la Standard Edition, quest'ultima oggetto della nostra recensione. L'edizione speciale, oltre ad una grafica diversa della copertina frontale, contiene sostanzialmente in più la grande base espositiva con sistema di archiviazione delle armi incorporato ed i relativi supporti per l'esposizione separata dei Leoni. Oltre a questo, troviamo come gadget esclusivo una Gold Card commemorativa per il decimo anniversario della serie. Inizialmente Blitzway aveva annunciato la presenza delle armi dedicate ai Leoni solamente nella Special Limited Edition, salvo poi fare dietrofront e decidere, direi saggiamente, di introdurle anche nella Standard. Per chi non lo sapesse, la base espositiva è l'esatta copia della versione dedicata al Voltron originale, cambiano solamente il simbolo al centro della basetta e gli agganci dei supporti per i Leoni Giallo e Blu. Specifichiamo fin da subito che, per la realizzazione del servizio fotografico, è stata usata la basetta della precedente edizione, risultando essere compatibile in buona percentuale con il nuovo modello Carbotix. Gli agganci per il Leone Nero, Rosso e Verde, sono identici, mentre per sostenere i Leoni Blu e Giallo si fa un po' più di fatica, ma comunque rimangono ben saldi sull'espositore.

LA CONFEZIONE

La confezione che ci è arrivata a casa è decisamente ingombrante con il suo apposito cartone protettivo griffato Blitzway. All'interno la vera e propria “custodia” del nuovo Voltron è bloccata da 8 angolari in polistirolo e avvolta da un sacchetto protettivo di colore bianco. Il frontale della confezione mostra una sola grande immagine del robot leonino, mentre sul retro abbiamo due piccole fotografie dei 5 Leoni in posizioni differenti. Il resto dello spazio è riservato ai nomi dei singoli creatori del modello e alle solite avvertenze sul prodotto. Una confezione che certamente non brilla per originalità. Come diciamo sempre, è il contenuto quello che conta realmente e la qualità con cui viene realizzato. Il grande polistirolo interno ha una copertina grigia realizzata in gommapiuma, cosa che restituisce una certa sensazione premium al prodotto. Sotto ad essa abbiamo una seconda protezione in plastica trasparente che blocca ogni singolo alloggiamento del contenuto. Qui troviamo i 5 leoni a loro volta protetti da singoli sacchetti bianchi realizzati in carta velina, scelta questa veramente molto gradita. Nella parte alta a sinistra, abbiamo un piccolo contenitore con all'interno le miniature dei 5 piloti, ognuna realizzata con apposita basetta circolare per l'esposizione. Trovano sistemazione anche le due grandi ali, anch'esse protette in modo perfetto. Sistemato all'interno di un apposito vano realizzato alla base del box in polistirolo, scopriamo un grande vassoio in plastica trasparente. Al suo interno ci sono le parti per formare il grande Scudo Alare con gli appositi giunti per il sostegno sulle braccia. Troviamo inoltre, le 5 lame per i Leoni, la Spada Ardente, il Magnet Stick per l'attivazione delle luci, una pinzetta di precisione per movimentare le piccole parti ed un pratico separatore per facilitare alcune operazioni di smontaggio. Come ultimo contenuto abbiamo il libretto istruzioni, questo abbastanza approssimativo, i certificati di autenticità e garanzia con la simpatica aggiunta di una scritta adesiva del marchio Blitzway.

I 5 LEONI

IL LEONE NERO

Liberati dalle rispettive protezioni, possiamo finalmente osservare da vicino i 5 componenti della formazione Voltron. Cromaticamente sono la rievocazione di quelli originali. Il Leone Nero (il corpo di Voltron) i più piccoli del gruppo, i Leoni Rosso e Verde (le braccia di Voltron) ed a chiudere i Leoni Blu e Giallo (le gambe di Voltron). Il Leone Nero (Spirito e Unità) è chiaramente il più grande dei 5 felini meccanici, la “base” a cui gli altri si uniscono per dare vita al grande robot. Colpisce immediatamente il peso, stiamo parlando di oltre 1,2 kg, per la precisione 1,260! La maggior parte delle articolazioni sono realizzate con i famosi cricchetti che, con i loro scatti, garantiscono un'ottima affidabilità in fase di posizionamento. Solamente la parte terminale delle zampe, l'articolazione del collo ed i movimenti della coda, sono concepiti con il sistema ad attrito. La lunghezza è di 27 cm mentre l'altezza, misura alla sommità delle ali, è di 18. Molto interessante, anche se non bello da vedere, il sistema che svincola dal corpo le sezioni nere delle zampe anteriori che, grazie all'apertura dell'articolazione interna, si allargano per concedere movimenti più ampi e più dinamici. Queste parti vengono sfruttate maggiormente nella forma Voltron per aumentarne l'escursione in avanti delle braccia. Oltre a questo possiamo ruotare ed inclinare la sezione addominale, sempre gestita da un'articolazione a scatto. Le zampe offrono molteplici soluzioni di mobilità, questo conferisce al Leone Nero una vasta gamma di pose dinamiche molto accattivanti. Sulle parti posteriori è anche possibile ruotare i femori ed abbassarli notevolmente. Le articolazioni concepite da Blitzway, offrono in questo caso molta più profondità nei movimenti rendendo questo elemento della formazione davvero molto snodato. Ovviamente tutte queste soluzioni tecniche riflettono il loro impiego, diventando davvero essenziali, soprattutto nella versione Voltron che, come vedremo più avanti, può vantare una grande dinamicità. Esteticamente il design è cambiato molto, è più slanciato e con forme affusolate. Dimenticatevi il design tozzo e squadrato dell'originale, il nuovo Leone Nero ha ora una conformazione fisica molto più vicina a quella di un vero felino. Un'altra delle modifiche più importanti riguarda lo sculpt delle ali. In questa nuova interpretazione sono molto più lunghe, dettagliate e belle da vedere. Sono anch'esse dotate di articolazioni a cricchetto per consentire movimenti di rotazione e di sollevamento, questo per variarne il posizionamento e l'impatto estetico sul modello. Questo Leone possiede un'arma a doppia lama che si posiziona all'interno della bocca. E' ben realizzata, sia dal punto di vista estetico che da quello cromatico. Il grigio, il nero ed il rosso richiamano perfettamente i colori sul corpo del Leone Nero. La colorazione alterna sezioni lucide, cromate ed opache. Questa alternanza è molto ben realizzata e, da un certo punto di vista, dona più “prestigio” all'estetica finale del modello. Personalmente non amo le cromature, preferisco più le colorazioni opache, ma ovviamente questo è un mio gusto personale. Diciamo che, dal punto di vista puramente estetico, mi sarebbe piaciuta una totale omogeneità della colorazione. E' presente un impianto luci che permette di far illuminare gli occhi. Tramite l'apposito Stick magnetico, appoggiandolo sopra la testa, si ha l'accensione del circuito. La luce gialla è molto intensa e fa risaltare benissimo gli occhi del Leone Nero. Il vano batterie è nascosto sul retro del collo. Qui bisogna staccare la testa dal perno, aprire lo sportello ed inserire le 3 batterie a bottone (LR621) necessarie che, lo ricordiamo, non sono comprese nella confezione. I materiali che compongono il Leone Nero sono la ormai classica combo fra metallo e plastica. Il die-cast è impiegato essenzialmente per la struttura interna delle articolazioni e, in questo elemento, lo troviamo anche esternamente nelle parti nere delle gambe sotto al bacino. Il resto della corazza esterna è in plastica di ottima qualità, priva di un qualsiasi segno o imperfezione.

I LEONI ROSSO E VERDE

I Leoni Rosso (Fuoco) e Verde (Natura), rispettivamente il braccio destro e sinistro di Voltron, sono praticamente speculari, le uniche vere differenze, colorazione a parte, sono lo scudo protettivo di cui è dotato il felino Verde ed una piccola variazione estetica sul dorso. Tutto il resto del corpo è praticamente identico. Sono lunghi 22 cm alla coda, mentre il peso registra una piccola diversità. Il Rosso si attesta sui 196 grammi, mentre il Verde ne fa registrare 210. La differenza è ovviamente data dallo scudo in più sul corpo. Su questi due Leoni purtroppo le articolazioni delle zampe sono un vero disastro e lo diciamo con molto dispiacere. La gestione dei movimenti è totalmente ad attrito, ma la loro resistenza è quasi pari allo zero. Quelle anteriori sono le più penalizzanti perché cedono irrimediabilmente sotto l'esiguo peso dei Leoni. E' stato veramente frustrante realizzare qualche posa degna di nota durante il servizio fotografico, proprio a causa di questo problema. Il resto del corpo si salva grazie all'articolazione centrale (gomito braccia) che, fortunatamente, è concepita con il sistema a scatto. Questa consente di replicare torsioni e, zampe permettendo, pose abbastanza dinamiche. Le code si muovono semplicemente in alto ed in basso, mentre la testa può ruotare ed essere allungata di qualche millimetro. Ovviamente le mascelle dei due felini meccanici si possono aprire e chiudere. Di ottima qualità la colorazione ed il dettaglio generale, un plauso particolare lo merita, come per il Leone Nero, la finitura interna delle bocche, dove sono stati addirittura realizzati il cannone a raggi Magma e quello ad Impulsi Energetici. Come detto sono presenti le due armi dedicate, le lame riportano la medesima colorazione dei Leoni ed entrambe si inseriscono all'interno delle bocche. Anche per questi due componenti della formazione abbiamo le luci per gli occhi, sempre attivabili magneticamente. I vani batterie sono all'interno delle teste, rimuovendo il pannello superiore si ha l'accesso all'incavo per inserirle (LR621 4 PCS). Le luci non sono molto intense, c'è anche da considerare la piccola dimensione degli occhi rispetto a quelli del Leone più grande. La composizione dei materiali è sempre uguale, plastica esterna e metallo per le articolazioni interne.

I LEONI BLU E GIALLO

Gli ultimi due membri della formazione Voltron sono il Leone Blu (ACQUA) ed il Leone Giallo (TERRA). Rispettivamente diventano la gamba destra e la gamba sinistra di Voltron. Hanno forme più squadrate rispetto agli altri e sono di dimensione abbastanza grande. Entrambi sono lunghi 25 cm ma, come per il Rosso ed il Verde, registriamo una piccola differenza di peso. Il Leone Giallo si attesta sui 400 grammi, mentre il Blu si ferma a 385. Fortunatamente la realizzazione delle articolazioni qui è di livello superiore con le zampe anteriori dotate di movimenti a scatto, mentre nelle posteriori sono ad attrito, ma decisamente più solide e resistenti. Con questi due elementi della formazione possiamo davvero replicare bellissime pose feline in tutta sicurezza. Il corpo si può piegare (snodo caviglie) per aumentare ancor di più l'effetto dinamico dei movimenti. Come per gli altri Leoni, anche qui abbiamo la bellissima realizzazione dell'interno delle bocche con tutti i particolari stupendamente riprodotti. Troviamo sempre anche le armi da taglio con la colorazione del rispettivo Leone. Il lavoro di verniciatura è perfetto con tonalità davvero molto belle. I colori sui corpi sono accesi e ben amalgamati fra loro, stupenda a nostro avviso la tonalità del grigio che si accosta meravigliosamente sia al blu che al giallo. La distribuzione dei materiali si ripete come per i precedenti con l'aggiunta di una parte delle zampe anteriori e posteriori in metallo. Per l'illuminazione degli occhi abbiamo sempre il vano batterie (LR621 4 PCS) all'interno della testa con l'attivazione tramite l'apposito Stick in dotazione.

TRASFORMAZIONE ED UNIONE

E' arrivato il momento di unire i 5 felini per realizzare il possente Voltron. Le trasformazioni sono piuttosto semplici e si realizzano davvero in pochi minuti. Il Leone Nero raccoglie le zampe anteriori che vengono parzialmente inserite all'interno della sezione nera. Qui è molto importante che i due fori interni della sede di aggancio delle braccia siano perfettamente dritti, questo per non forzare il perno al momento dell'aggancio. La fase successiva è distendere completamente le zampe posteriori e, passaggio questo ben messo in evidenza nelle istruzioni, abbassare i due piccoli selettori posti dietro ai femori. Questo sistema va a limitare il piegamento delle articolazioni alle ginocchia nella forma Voltron. Secondo noi Blitzway ha introdotto questa soluzione per preservare le suddette articolazioni dal troppo peso dovuto all'inserimento ed al sostegno dei Leoni Blu e Giallo. Completata questa operazione, si procede nell'apertura del pannello posteriore per piegare e far rientrare all'interno la coda del Leone. L'ultima fase della trasformazione riguarda ovviamente la testa che viene abbassata completamente verso il collo. Le corna vengono estratte dalle loro sedi e aperte completamente, ci sono due piccole sezioni che vanno ulteriormente tirate verso l'esterno. Come ultimo passaggio apriamo le fauci del Leone Nero per far scendere e fissare il volto di Voltron.


E' ora il momento dei Leoni Blu e Giallo che diventano le gambe del robot. Come prima operazione si raccolgono le zampe anteriori che, anche in questa nuova versione, rimangono in vista. Quelle posteriori invece vengono inserite quasi completamente all'interno della struttura rimanendo ben occultate nella forma finale. Bisogna poi bloccare nell'apposita sede tutta la parte che rimane ben fissa sulla struttura del corpo. Si prosegue la fase di trasformazione andando a piegare le teste e tutta la sezione anteriore del corpo, creando così la base di appoggio dei piedi. Come per il Voltron originale, abbiamo un ulteriore sostegno che viene estratto dalla struttura sottostante per mantenere ed aumentare la stabilità del modello. Una sorta di tacco aggiuntivo che però rimane ben nascosto alla vista non rovinando l'estetica finale. Ultimo passaggio riguarda le code dei Leoni. Vengono piegate e semplicemente spinte all'interno della loro sede rimanendo anche in questo caso perfettamente occultate. Si procede ora al vero e proprio aggancio con il Leone Nero. L'operazione è molto semplice, le zampe del Black Lion vengono inserite all'interno delle due gambe e bloccate molto saldamente, un sonoro click conferma la corretta esecuzione dell'aggancio.


I Leoni Rosso e Verde sono quelli dotati delle migliori soluzioni per nascondere le zampe. Per il Leone Verde bisogna preventivamente sganciare lo scudo che, questo al termine del procedimento di trasformazione, andrà posizionato nella parte posteriore. Si aprono le sezioni anteriori del corpo dietro le teste, le zampe vengono completamente piegate e, ruotando, entrano all'interno della struttura. Una volta eseguita questa procedura si richiudono gli sportelli che rendono perfetta l'estetica degli avambracci. Le zampe posteriori rientrano all'interno come avviene sui Leoni che formano le gambe, in questo caso però vengono nascoste maggiormente. Per nascondere le code apriamo i pannelli posteriori del corpo, le pieghiamo e, tramite uno degli appositi tool presenti nella confezione, andiamo ad estrarre i perni di aggancio delle braccia. Si richiudono gli sportelli e si vanno ad allungare leggermente le teste dei Leoni che diventano ovviamente le mani di Voltron. Completiamo l'operazione finale andando ad agganciare le braccia al corpo del Leone Nero, qui bisogna esercitare un discreta pressione per fissare correttamente i due perni all'interno delle sezioni apposite. Abbiamo finalmente realizzato il nuovo Voltron Carbotix e lo possiamo ammirare in tutta la sua bellezza.

IL VOLTRON

Quello che abbiamo davanti è un modello gigantesco alto 36 cm alla testa, ma che raggiunge i 44 alla punta delle ali. Il peso è altrettanto importante, stiamo parlando di quasi 2,5 kg, per l'esattezza la bilancia registra il dato di 2,451! Il nuovo Voltron Blitzway è senza dubbio uno dei modelli più grandi e pesanti usciti ultimamente sul mercato, confermando ulteriormente la tendenza degli ultimi anni sull'aumento delle dimensioni di questi prodotti. Questo modello così grande e pesante offre comunque una sorprendente mobilità, ma purtroppo fa anche registrare qualche imperfezione proprio nella gestione delle articolazioni, ma procediamo con ordine. Come abbiamo già detto durante la descrizione dei Leoni, Blitzway ha concepito molte delle articolazioni fondamentali con i famosi ratchet joints che, con i loro movimenti a scatto, dovrebbero garantire solidità e stabilità nel mantenimento delle posizioni scelte. La loro ripartizione sul corpo del Voltron è strategicamente concepita in punti ben precisi. Li troviamo nelle ali, nelle spalle, nei gomiti, nel torace e nell'addome, nelle anche e nelle ginocchia. Sono presenti anche alcune articolazioni ad attrito, poche fortunatamente, ma di ottima resistenza. Sono utilizzate per i movimenti della testa, del sistema per ampliare l'apertura delle braccia (sezioni nere accanto al torace), per il piegamento delle mani, per la rotazione dei femori e per l'inclinazione delle caviglie. In linea generale questo gigante si muove benissimo e concede svariate soluzioni espositive di grande impatto scenografico. Possiamo riprodurre tutte le pose più iconiche che il mecha assume durante la serie Tv. E' davvero sorprendente vedere un bestione di questo calibro muoversi così. Purtroppo però dobbiamo dire che, il modello in nostro possesso, ha mostrato alcuni cedimenti proprio su alcune delle articolazioni a scatto. Il difetto più grave lo abbiamo riscontrato nelle articolazioni delle spalle, più accentuato sul braccio destro, ovvero sul Leone Rosso. Il problema si è manifestato quando abbiamo inserito la Spada Ardente e portato il braccio alla sua massima estensione verso l'alto in senso orizzontale. Risultato? L'arto ha ceduto diverse volte sotto l'esiguo peso della Spada che è totalmente in plastica. Il medesimo difetto si è manifestato, in maniera più contenuta, anche sul braccio sinistro una volta agganciato l'enorme Scudo Alare. Le due articolazioni delle spalle hanno messo in evidenza una sostanziale differenza di rigidità con quella della spalla destra decisamente meno resistente. Discorso diverso per quelle dei gomiti che hanno dimostrato invece grande affidabilità. Oltre a garantire il piegamento delle braccia, consentono anche di poter inclinare gli avambracci facendo assumere una posizione più accattivante al modello. Ben realizzati i movimenti rotatori del busto, anche se non molto ampi, e quello d'inclinazione in avanti del pettorale. Nella fase di rotazione bisogna far attenzione a non forzare oltre il dovuto il busto, la sezione addominale a punta potrebbe rovinarsi andando a urtare l'interno della sede. Le articolazioni interne, come detto in precedenza, sono completamente in metallo e garantiscono una grande tenuta. Il peso che vanno a sopportare è notevole, le abbiamo testate a dovere ottenendo un grande riscontro sulla resistenza. Scendendo nella parte bassa il modello deve gestire tutto il peso delle gambe che, vi assicuriamo, è davvero molto. Le articolazioni delle anche hanno una doppia funzione, permettono la rotazione e, spingendo verso il basso le gambe, aggiungono un'ulteriore estensione per ampliarne i movimenti. Questa soluzione offre un ventaglio di posizionamenti molto ampio e, di conseguenza, ne aumenta la spettacolarità delle pose dinamiche. Molto importante anche la fase di rotazione dei femori sull'asse che diventa fondamentale nel variare l'assetto delle gambe nelle posizioni più estreme. Le ginocchia nella modalità Voltron sono bloccate dal sistema descritto nella fase di trasformazione ma, nonostante questa limitazione, offrono una buona inclinazione. Noi abbiamo provato a sbloccarle per ottenere la posizione con il ginocchio a terra e non abbiamo riscontrato problemi. Il nostro consiglio però è di mantenere il blocco quando il modello è in piedi, questo per evitare spiacevoli danneggiamenti a queste articolazioni. Concludiamo con i movimenti delle caviglie che, grazie al supporto delle zampe anteriori dei Leoni, garantiscono sempre una grandissima stabilità. Nella massima estensione laterale delle gambe, la loro massima torsione assicura un solido appoggio a terra. Parliamo ora delle grandi ali che, a differenza della versione originale, hanno una grande dimensione. Tutti i loro movimenti sono realizzabili tramite snodi a scatto in metallo. Possiamo ruotarle verso l'esterno ed alzarle verso l'alto. A nostro avviso, sono una delle parti più belle del nuovo Voltron. La forma, la dimensione e la colorazione contribuiscono ad aumentare la bellezza estetica del mecha. La possibilità di variarne l'assetto non fa altro che ampliare a dismisura l'impatto estetico nelle pose dinamiche. Grazie a questi movimenti, contribuiscono anche ad abbassare l'altezza del modello che, per chi ha poco spazio espositivo, non è cosa da poco! Nella modalità robot il Voltron è ovviamente dotato di un volto normale. Blitzway ha inserito un ulteriore circuito d'illuminazione per illuminare gli occhi, usando sempre l'apposito Stick e appoggiandolo alla base del collo, si ottiene l'accensione. Ripetendo la medesima operazione avremo lo spegnimento. Dobbiamo dire che l'intensità delle luci qui non è moltissima e, dopo diverse accensioni, tende ad affievolirsi ancor di più.


Esteticamente non c'è veramente nulla da dire, Blitzway ha fatto un lavoro stupendo riproducendo benissimo le nuove sagome dei Leoni e del leggendario difensore dell'Universo Voltron. Il design più moderno con tratti più affusolati, cambia totalmente la figura del mecha leonino facendolo diventare veramente il nuovo Voltron. Il totale distacco dal design originale è stata la scelta giusta fatta dai creatori della serie e Blitzway l'ha realizzata davvero magnificamente.

LE ARMI DI VOLTRON

Le armi in dotazione al modello Carbotix sono sostanzialmente due, la Spada Ardente e lo Scudo Alare. Possiamo comunque annoverare nella dotazione anche le lame riservate ai singoli Leoni, questo per dare un pizzico di varietà in più all'arsenale. La Spada ha un design minimal molto bello ed è realizzata con sezioni di diverso colore. Nell'impugnatura il nero è spezzato con l'inserimento del grigio, del giallo e del rosso, mentre per la lama abbiamo l'azzurro unito ad una parte grigia. E' interamente in plastica, è lunga 30 cm ed ha un apposito perno per l'inserimento nella bocca del Leone Rosso. Lo Scudo Alare è decisamente molto grande e necessita delle ali e di due supporti aggiuntivi per essere completato. La sezione centrale grigia è la sede di aggancio delle ali che si apre rimuovendo il pannello superiore fissato magneticamente alla struttura. Una volta posizionate nella parte rimossa, vengono fissate rimontando il tutto al telaio dello Scudo. Per completare la composizione si procede inserendo i due sostegni che vanno ad agganciarsi al braccio. La maniglia nella bocca del Leone, mentre il perno più piccolo nell'apposita sede sull'avambraccio. Una volta posizionato è possibile variarne leggermente l'assetto dato che i due sostegni hanno ciascuno un punto mobile. Esteticamente il risultato ci piace tantissimo sia nella colorazione che per la realizzazione. La sagoma richiama un vero e proprio scudo protettivo con linee nette e spigolose. La bordatura azzurro/trasparente crea un bello stacco cromatico mettendo in risalto la sezione centrale composta dalle grandi ali. Bisogna però tenere in considerazione un fattore estetico importante dato dalle notevoli dimensioni dello Scudo Alare. Con i suoi 30 cm di lunghezza per 10 di larghezza, se posizionato frontalmente, va un po' a nascondere il modello. Esporlo unitamente al Voltron fornisce anche all'utente due opzioni interessanti. Oltre ad amplificare la bellezza estetica, toglie importanti cm all'altezza complessiva che, lo ribadiamo ancora, per chi non possiede molto spazio risulterà la scelta perfetta per non privare il prodotto di una delle sue parti più belle.

I 5 PALADINI

Prima di concludere la nostra recensione, vogliamo fornire una piccola descrizione delle miniature dedicate a Shiro, Keith, Lance, Pidge e Hunk, ovvero i 5 Paladini di Voltron. Le loro altezze sono leggermente differenti andando chiaramente a replicare quello che si vede nella serie televisiva. Le altezze partono dai 1,8 cm di Pidge, pilota del Leone Verde, fino ai 2,5 di Hunk il pilota del Leone Giallo. La loro realizzazione è davvero ben fatta e, nonostante le piccole dimensioni, possiamo notare tutti i particolari delle tute e caschi. Un lavoro di finitura impeccabile che, alla prova della lente d'ingrandimento, non ha mostrato nessun tipo di sbavatura o imperfezione. Sono tutte in posa statica e dotate di basetta circolare per una stabile esposizione. La loro presenza nella confezione è molto gradita e, fra le cose appena descritte, abbiamo anche apprezzato tantissimo la cura con cui Blitzway le ha protette all'interno del box in polistirolo.


CONCLUSIONI FINALI


La nuova incarnazione del Difensore dell'Universo realizzata da Blitzway in definitiva ci è piaciuta molto. Tralasciando il difetto delle articolazioni delle spalle sulla nostra copia e, non potendo sapere se questa problematica sia presente in altri esemplari del prodotto, il modello Carbotix risulta essere un'ottima scelta per inserire nelle nostre collezioni il Voltron new generation. La sua stazza è impressionante e, come detto nella recensione, richiede un bello spazio per essere esposto, soprattutto per i collezionisti che vogliono acquistare l'edizione con la basetta espositiva. Sulla dotazione accessori Blitzway però si è dimostrata un po' pigra, sarebbe stata molto gradita la presenza anche degli altri armamenti per i Leoni che compaiono nella serie Tv ed anche le altre due Spade per il Voltron. Per chi vuole avvicinarsi ad una delle edizioni prodotte da Bltitzway, dovrà prepararsi ad un esborso piuttosto elevato. Parliamo di 649 dollari per la Limited 2016 pcs e di 448 $ per la Standard. Ovviamente a queste cifre, per chi sceglie l'acquisto dall'estero, dovrà considerare in aggiunta il costo della spedizione e le tasse doganali. Prima di concludere vogliamo citare anche la realizzazione della versione Black che conterrà il display stand e due accessori in più per il Voltron.


Aggiornamento: abbiamo ricevuto notizia che, nella Special Limited Edition 2016 pcs, sono presenti anche le due Spade aggiuntive per il Voltron! L'inserimento di questi accessori non è menzionato dalla casa di produzione nella descrizione del contenuto ed è una sorpresa inaspettata. Tutte le anteprime viste tramite i più famosi YouTubers asiatici del settore ne sono prive, questo può far pensare ad una scelta pianificata successivamente da Blitzway prima dell'uscita ufficiale sul mercato mondiale.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA VOLTRON CARBOTIX 

 


 

 

 

  

mercoledì 12 agosto 2026

CHORYUJIN METAL SERIE POSE PLUS - THE KING OF BRAVE GAOGAIGAR

NOME DEL MODELLO: CHORYUJIN

PRODUTTORE: POSE PLUS/AWAKEN STUDIO

ANNO DI RILASCIO: 2025

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 82.280

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ESTETICA: 8

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 7

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 7

CONFAZIONE - DIMENSIONI: 50 x 36 x 13 cm

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PRO

il vero all in one

tecnicamente incredibile

buon compromesso estetico

buona mobilità

CONTRO

manca la testata E-99

alcune articolazioni non al top

prezzo molto elevato

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Ci sono progetti che nascono dal cuore e che vengono portati a termine solamente grazie alla passione ed alla perseveranza di chi li ha concepiti. La recensione che state per leggere è dedicata ad uno dei comprimari più famosi della serie The King of Braves GaoGaiGar, il CHORYUJIN. Sul sito di Pose Plus c'è una bellissima lettera di Mister Lu dedicata a tutti, ma proprio tutti, i collaboratori del suo staff. Nelle due pagine scritte traspare tutta la passione e la dedizione profusa per la realizzazione del mecha rosso/blu. Mister Lu ringrazia per il supporto di questo ambizioso progetto durato ben 5 anni! Lui voleva assolutamente realizzare un modello che riproducesse le trasformazioni senza dover togliere e sostituire parti perché, dice testualmente, CHORYUJIN è sempre stato il suo personaggio preferito da bambino di questa serie, pronto sempre a sacrificarsi per gli altri! Insomma, per Mister Lu è lui che incarna il vero spirito dell'eroe. Il prodotto finale realizzato da Pose Plus è qualcosa di davvero incredibile e, per certi aspetti, stupefacente.

 CONFEZIONE

La scatola, in dimensione, è identica a quella del GaoGaiGar. Sulla parte frontale abbiamo due immagini del CHORYUJIN, una a figura intera ed una seconda in primo piano. Sul lato opposto vengono raffigurate le varie configurazioni che si possono realizzare ed alcune pose iconiche del personaggio. All'interno un contenitore in polistirolo e due blister in plastica trasparente. Con grande sorpresa nel polistirolo troviamo il CHORYUJIN già assemblato, mancano solamente gli avambracci, i fermi per i piedi ed il pettorale che si trovano nei blister della dotazione accessori. Qui, secondo noi, abbiamo una scelta che va in contraddizione con la natura del prodotto. Trovare il modello già completamente assemblato ci sembra una scelta che va ad annullare tutto il grande lavoro svolto dal team di Pose. Per un collezionista “pigro” questa scelta rappresenta la scorciatoia perfetta per non avventurarsi nelle sequenze delle trasformazioni e, di conseguenza, non apprezzare tutte le peculiarità che offre la produzione Pose Plus. Credeteci, sarebbe un grandissimo errore non provare almeno una volta tutte le sequenze del SYSTEM CHANGE e della SYMMETRICAL DOCKING! Nella confezione troviamo anche un vero è proprio libro istruzioni composto da ben 52 pagine. Nel corposo manuale vengono mostrate minuziosamente tutte le sequenze per realizzare le trasformazioni, ma non solo, vengono anche mostrate le possibilità delle articolazioni ed i posizionamenti degli accessori. E' doveroso però far notare che, pur ottimamente realizzato, il manuale istruzioni sia più ostico da seguire rispetto al video tutorial realizzato dalla stessa Pose, di cui troviamo i QR code all'interno del manuale stesso. Vedere le sequenze svolte nel video può semplificare notevolmente lo svolgimento di tutte le operazioni.

HYOURYU ED ENRYU

Pur essendo già assemblato, noi scegliamo di partire dai due robot separati. HYOURYU (Drago di ghiaccio) è il mecha blu ed è in grado di trasformarsi anche in modalità veicolo con le sembianze di una grande auto gru con tanto di braccio estensibile dotato di gancio. ENRYU (Drago della fiamma) invece è il mecha rosso e, come il fratello, è in grado di assumere la forma veicolo diventando una grande autoscala dei pompieri. Anche qui abbiamo il braccio allungabile con alla sua estremità un pistola idrante. I due modelli realizzati da Pose Plus sono alti 20 cm con un peso di circa 460 grammi ciascuno, sono realizzati in plastica e metallo. Data la natura del prodotto, le parti esterne sono ovviamente in plastica, mentre la maggior parte delle articolazioni e punti di connessione mobili sono in metallo. La colorazione è molto bella e ben eseguita su entrambi i robot, dopo un'attenta analisi non si è mai riscontrato nulla, nemmeno una piccola imprecisione. I colori principali sono in prevalenza in finitura lucida con l'inserimento di qualche parte opaca, ma la cosa non genera alcun tipo di imperfezione visiva. Le sezioni grigie, bianche e nere sono invece tutte in tonalità opaca. Scelta fatta con motivazione precisa dato che la maggior parte di queste vengono movimentate durante le fasi delle trasformazioni. Il contrasto visivo qui si nota di più, ma a nostro parere non intacca minimamente l'estetica dei due fratelli robotici.

Cominciamo ad entrare nel vivo della produzione analizzando le articolazioni ed i loro effetti nella modalità dei due mecha separati. Ovviamente tutto è identico, sia per HYOURYU che per ENRYU la mobilità è a specchio. La scelta del team è stata per una prevalenza di articolazioni ad attrito generalmente abbastanza resistenti, tranne purtroppo per quelle al bacino. In ambedue le sezioni abbiamo riscontrato un grado di resistenza meno incisivo rispetto a tutte le altre. Quelle presenti nel collo, nelle braccia, nelle ginocchia e nelle caviglie invece ci hanno convinto pienamente mostrandoci davvero un'ottima affidabilità, anche dopo svariati movimenti di sollecitazione. Un focus più attento rivela la presenza di due sezioni con movimento a scatto nelle braccia, più precisamente quelle che vanno a gestire salita e discesa dei bicipiti all'interno delle spalle, mentre la seconda risiede in quelle che gestiscono la rotazione degli avambracci. I due modelli hanno anche la possibilità, molto ridotta, di ruotare il busto. Questo può avvenire solamente sganciando il pannello posteriore della schiena che svincola la parte concedendo quella minima rotazione. Rimanendo sulla zona posteriore troviamo ovviamente le due braccia estensibili che svolgono una duplice funzionalità. Aiutano strategicamente i due modelli nel mantenere posizioni più estreme e, ruotando in avanti, essere utilizzate come armi aggiuntive. Ma quindi in definitiva come se la cavano i due fratelli robotici sul fronte della posabilità?.....Possiamo dire che il risultato ottenuto da Pose Plus è ottimo, HYOURYU ed ENRYU possono riprodurre bellissime posizioni dinamiche senza particolari problemi, ci siamo davvero divertiti molto nel cercare di replicare anche alcune delle scene più iconiche della serie animata. Come detto poco sopra, si è rivelato di grande aiuto la presenza del braccio allungabile dell'auto gru e dell'autoscala che hanno contribuito nel sorreggere i due mecha in posizioni più estreme.

ACCESSORI NE ABBIAMO?

E' presente una dotazione accessori riservata ai due robot blu e rosso. Abbiamo 3 coppie di mani alternative con l'inserimento di due singole diverse, a destra per HYOURYU ed a sinistra per ENRYU. Le armi da fuoco a disposizione sono due, le PENCIL LAUNCHER, le due pistole FREEZING GUN blu e la MELTING GUN rossa. Come aggiunta per il solo ENRYU abbiamo il MIRROR SHIELD. Per completare la lista accessori, Pose ha inserito anche due volti con espressioni diverse per ciascuno dei fratelli. Uno con la bocca aperta ed un secondo con una sorta di smorfia molto divertente. Quello già presente sui modelli è il classico con la bocca chiusa. In realtà possono essere adibiti all'uso di scudi protettivi per le braccia, le quattro piastre nere modulari che poi, durante la trasformazione finale, diventeranno i piedi del CHORYUJIN. E' molto importante far notare che la volontà del team di sviluppo è stata quella di poter utilizzare qualsiasi parte in ognuna delle forme che può assumere il modello. Chiaramente questo non può avvenire per i vari set di mani.

SYSTEM CHANGE – GRU E AUTOSCALA

Come sappiamo HYOURYU ed ENRYU possono trasformarsi in due veicoli quasi identici. Oltre a differire nella colorazione, i due camion hanno anche utilizzi diversi. HYOURYU è una potente auto gru, mentre ENRYU è di fatto un'autoscala. La sequenza della trasformazione in veicoli, come del resto per le altre, è davvero incredibile perché si basa completamente sulla movimentazione di pannelli e parti interne mobili. I passaggi per formare le cabine dei due mezzi ci è piaciuta tantissimo. I piedi dei robot scompaiono all'interno della struttura rimanendo completamente invisibili una volta chiusi i pannelli esterni. Altro particolare davvero fondamentale è la presenza di specifici blocchi per ogni sezione, la dove due parti si vanno ad allineare o in sovrapposizione, c'è uno specifico incastro che mantiene il tutto perfettamente in posizione. Una volta ottenuti i due veicoli si montano le braccia estensibili che ovviamente ruotano, si allungano e si alzano. Arriviamo in estensione a ben 35 cm, mentre la lunghezza complessiva dei due camion arriva all'incirca intorno ai 20. Come già sottolineato per la modalità robot, anche per questa configurazione vengono utilizzati tutti gli accessori di connessione e non solo. Sono davvero questi particolari che fanno capire il grande studio fatto per questa produzione da parte di Pose Plus, ogni cosa ha una collocazione ben precisa.....ribaltando i due veicoli troviamo, questi sotto alle cabine di guida, anche gli avambracci del CHORYUJIN!

SYMMETRICAL DOCKING

Ed eccoci finalmente alla trasformazione finale dei due fratelli HYOURYU ed ENRYU. Nella serie televisiva, quando il SympaRate dei due Super Ai Robot è al 100% (sincronizzazione totale), al grido di Symmetrical Docking inizia la sequenza di unione che porta alla forma finale del CHORYUJIN. I due modelli cominciano, questo come nella “vera” sequenza, alzando le braccia ed iniziando a muovere e ruotare tutta la loro struttura. Dall'alto verso il basso tutte le sezioni iniziano la loro “danza” tecnologica! La spina dorsale sono i due femori del CHORYUJIN ed è su di essi che tutto ruota e si muove, la connessione fondamentale fra le parti alte e basse dei due mecha. Proseguendo nelle varie fasi della trasformazione si rimane semplicemente a bocca aperta e ci si domanda come sia stato possibile solamente pensare a determinate soluzioni. Il tutto si svolge con estrema fluidità e, questo arrivando alle due sezioni finali, ci fa comprendere come tutto quello che avevamo davanti poco prima, si sia completamente ribaltato! Le braccia di HYOURYU ed ENRYU ora sono i piedi, i femori sono diventati il busto, mentre il resto delle gambe formano ora le spalle del grande robot! Ora tutto è pronto per la vera e propria unione. Trasformando la cabina grigia di comando della gru nella testa, si procede alla sequenza finale di aggancio. Dall'interno di ognuna delle sezioni (blu e rossa) vengono fatti fuoriuscire dei perni, questi connetteranno nel finale le due metà. Importantissimo il primo passaggio che vede il fissaggio della sezione con la testa, successivamente si procede con la medesima operazione per la seconda parte. Unito il corpo non resta che collocare il fermo grigio sotto al bacino, inserire gli avambracci (FREEZING GUN/MELTING GUN) e le due braccia estensibili sui fianchi, la piastra pettorale (MIRROR SHIELD) e bloccare i due connettori neri sotto la pianta dei piedi. Signore e Signori collezionisti Habemus CHOOORYUUUJINNN!

IL MODELLO FINALE

Quello che abbiamo davanti a noi è un modello alto 25 cm e pesante 930 grammi. Come già detto in precedenza per HYOURYU ed ENRYU, i materiali che compongono il CHORYUJIN sono gli stessi. Abbiamo plastica all'esterno con la prevalenza di articolazioni in metallo. L'unica parte in diecast che si può osservare è la piastra di connessione dove appoggia la testa. Per la configurazione finale abbiamo in più le articolazioni a scatto alle anche, ai femori, alle ginocchia ed alle caviglie. Le prime onestamente non offrono un alto grado di resistenza, ma svolgono egregiamente il loro lavoro riuscendo a far stare il CHORYUJIN in piedi anche su di una gamba sola (vedere foto di riferimento). Quelle delle ginocchia invece sono piuttosto rigide e mantengono molto saldamente ogni posizione, risultano fondamentali per la stabilità del modello in posizioni più dinamiche. La rotazione sull'asse dei femori è un'altra delle soluzioni top adottate da Pose, in questa sezione davvero molto resistenti e rigide, bisogna esercitare una discreta forza per farle scattare nella posizione scelta. E' ben specificato nelle istruzioni come movimentare queste articolazioni, quindi sempre attenzione nel rispettare ciò che viene indicato dalla casa produttrice, questo per non incappare in spiacevoli danneggiamenti. Per quanto riguarda invece la parte bassa, ovvero caviglie e piedi, abbiamo anche qui, come accennato in precedenza, articolazioni a scatto che gestiscono l'inclinazione (caviglie) e la rotazione dei piedi. Pur non offrendo un'altissima mobilità, bisogna riconoscere ed apprezzare lo sforzo fatto dal team di produzione per garantire al modello una solida base di appoggio a terra.

Tutta la parte alta del CHORYUJIN è invece gestita da soluzioni ad attrito di ottima fattura con la sezione del busto che merita davvero un grandissimo riconoscimento ai progettisti di Pose Plus. La testa è molto mobile, la possiamo ruotare ed inclinare davvero tanto. Alla base del collo c'è un piccolo asse mobile che consente di sollevare tutta la testa, questo permette di osservarla sempre in modo chiaro, anche quando si guarda il modello dal basso verso l'alto. Le spalle si sollevano ma non possono ruotare insieme alle braccia, è questo probabilmente uno dei limiti a cui non si è riusciti a trovare una soluzione. Per consentire però il movimento delle braccia si è trovata comunque un'ottima variante. I pannelli dove sono collocate le ruote si alzano concedendo così lo spazio necessario per la movimentazione degli arti. Non abbiamo ovviamente la possibilità di ruotare a 360 gradi, ma dobbiamo riconoscere che, i movimenti realizzabili, sono soddisfacenti. E' possibile oltretutto ruotare le braccia sul proprio asse, piegare i gomiti, ruotare indipendentemente gli avambracci e inclinare i polsi. Passiamo ora a quella che noi reputiamo la soluzione più incredibile concepita sul CHORYUJIN, quella per la mobilità del busto. Questa parte del modello è costituita da quelli che sono i femori di HYOURYU ed ENRYU! Molto importante è la chiusura ed il bloccaggio delle due sezioni realizzate su ognuna delle parti, non osservando questo passaggio il sistema non funzionerà, questo è un focus molto ben evidenziato nelle istruzioni ed anche nel video tutorial. Una volta completata questa operazione ecco la magia! Le quattro parti grigie ruotano, s'inclinano e si piegano simultaneamente rivelando al loro interno dei piccoli pistoni sui quali basano tutti i movimenti! E' davvero incredibile osservare il modello compiere torsioni e rotazioni del busto in modo semplice ed addirittura appagante visivamente. Pose ha sapientemente nascosto dietro alla pettorina la parte più grande del sistema andando di fatto a nascondere possibili inestetismi dovuti ai vari posizionamenti! In caso di errati movimenti con il distacco delle parti, è stata prevista addirittura una manovra per riposizionare correttamente il tutto. Nel libro istruzioni ed anche nel video tutorial viene mostrata tutta la sequenza per rimettere al posto giusto tutte le sezioni.

Il CHORYUJIN non possiede un vero e proprio arsenale di armamenti, quindi anche nella dotazione del modello Metal Series non c'è molto con cui “giocare”. Le due braccia estensibili sui fianchi vengono utilizzate in modi differenti e, in definitiva, diventano gli strumenti di attacco principali del mecha. Denominati POWER CRANE & POWER LADDER, le due prolunghe vengono ruotate in avanti ed utilizzate come arma da fuoco con i raggi UL-TECH. Alla loro estremità può essere fissata la piastra pettorale MIRROR SHIELD portandola alla massima estensione. Sganciandole dalle sedi sui fianchi e ruotando la base di aggancio, possiamo collocare la POWER CRANE e la POWER LADDER sulle braccia del modello in due posizioni differenti. In questa modalità vengono utilizzate per l'attacco e, in fase di esposizione, occupano anche meno spazio offrendo una diversa soluzione. Volendo è possibile agganciare alle gambe i due fucili PENCIL LAUNCHER, questo per dare un qualcosa in più esteticamente al modello. Nella confezione ci sono anche 3 set di mani alternative insieme alla mano dedicata alla friendly pose da utilizzare con il GaoGaiGar. Chiude la lista accessori la base espositiva con l'asta di sostegno in metallo. Questa è l'esatta copia di quella che abbiamo all'interno del set Star GaoGaiGar DX che abbiamo recensito su queste pagine. Questo display stand non è nulla di particolare, si compone unendo le due piastre nere tramite gli appositi fissaggi. Al centro viene infilata l'asta metallica con il supporto in plastica da posizionare sul modello. Non c'è nessuna scritta, è una semplicissima basetta nera sulla quale esporre il CHORYUJIN. Manca stranamente all'appello la Testata E-99 che nella serie animata compare molte volte in formati diversi.

Volutamente non abbiamo ancora parlato del lato estetico di questa produzione Pose Plus perché rappresenta una fattore molto importante e, di conseguenza, una variabile fondamentale per deciderne l'eventuale acquisto. Come per il GaoGaiGar anche il CHORYUJIN è una reinterpretazione del design visto nella serie televisiva. Bisogna dire però che, a differenza del mecha protagonista, questo è nettamente più somigliante all'originale, almeno nella forma CHORYUJIN. I tratti del mecha non sono stati alterati in modo pesante ed il risultato finale è decisamente apprezzabile. Certamente alcune sezioni “pagano” il dazio della complessa trasformazione. I piedi sono decisamente più lunghi ed hanno una forma lineare mentre i femori hanno una fessura centrale per la fuoriuscita dei fermi utilizzati per la conversione nei due veicoli. Se poi lo guardiamo lateralmente si notano le dimensioni più pronunciate della parte bassa delle gambe, effetto dovuto alla sovrapposizione dei vari pannelli mobili di cui è dotato. La parte alta è sicuramente più fedele con testa, spalle, busto e braccia più in linea con l'estetica della serie tv. Quelli che in definitiva hanno un aspetto decisamente alterato sono i due fratelli HYOURYU ed ENRYU! La loro estetica è totalmente cambiata quasi in ogni parte del corpo. Solamente la testa ed in parte le spalle, ricordano il disegno animato. Il problema principale risiede nella sezione posteriore delle gambe, dove rimangono diversi vuoti ed anche ben in vista tutte le articolazioni interne. Si possono addirittura vedere i bicipiti della versione CHORYUJIN. Anche la forma dei veicoli ovviamente non rispecchia il design classico, soprattutto nelle sezioni posteriori dove le ruote spariscono letteralmente dietro alla struttura formata da tutti i pannelli mobili.

 CONSIDERAZIONI FINALI

 E' stato difficile recensire questa produzione Pose Plus, ma allo stesso tempo ci siamo divertiti nel mettere alla prova questo incredibile modello. Il lavoro di progettazione e di realizzazione svolto da Mister Lu e tutto il suo team, è qualcosa di davvero incredibile. La volontà di realizzare questo personaggio senza dover sostituire parti, fa capire con quanta passione è stato concepito e realizzato il CHORYUJIN Metal Series. Il risultato ottenuto lo consideriamo sbalorditivo, anche se con qualche, direi inevitabile, inestetismo. Il nostro lavoro di recensione, unitamente al servizio fotografico realizzato, vuole anche essere un piccolo omaggio a Mister Lu ed a tutte le persone che lavorano per questa azienda. Per chi è amante della serie GaoGaiGar e dei modelli di casa Pose, questo è un acquisto caldamente consigliato, anche se il prezzo richiesto è abbastanza elevato. E' un qualcosa di davvero particolare da poter esporre nelle proprie collezioni.

Come sempre un grandissimo ringraziamento a Giustino ed a tutto lo staff di Metalrobot che ha reso possibile la realizzazione di questa recensione.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA CHORYUJIN METAL SERIE