Visualizzazione post con etichetta SXD CHOGOKIN. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SXD CHOGOKIN. Mostra tutti i post

martedì 9 dicembre 2025

GETTER ROBOT G SXD CHOGOKIN - SKY X STUDIO

NOME DEL MODELLO: GETTER ROBOT G

PRODUTTORE: SKY X STUDIO

ANNO DI RILASCIO: 2025

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 36.000

---------------------------------------------------------------------------------------

ESTETICA: 9

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 9

CONFEZIONE/DIMENSIONI: 41x31x13 cm

---------------------------------------------------------------------------------------

PRO

colorazione meravigliosa

nuovi accessori 

ottima posabilità

ricarica USBC per il cannone

CONTRO

prezzo in euro un po' alto

nessun miglioramento tecnico al modello

le batterie per i led si esauriscono velocemente

---------------------------------------------------------------------------------------

Prosegue la serie SXD chogokin di Sky X Studio con la nuova realizzazione dedicata sempre all'universo di Getter Robot. Il nuovo modello prodotto è il Getter Robot G, ovvero la versione normale del Getter Dragon. Diciamolo subito, il modello è, colorazione a parte, l'esatta copia della versione uscita in precedenza, ovvero il Getter Dragon della serie Armageddon già recensito su queste pagine. In questo articolo analizzeremo quindi le differenze ed i nuovi contenuti che caratterizzano questa nuova produzione di Sky X Studio.

La confezione è più contenuta con solamente 41 cm di lunghezza, 31 di larghezza e 13 di spessore. La grafica di presentazione non brilla particolarmente, propone sul frontale due immagini del modello, una in posa statica ed una in posa con l'arma principale. Sul retro un unica immagine in posa di volo insieme alla miniatura del pilota ed al cannone, tutto su sfondo nero. All'interno il classico box in polistirolo dove è racchiuso il Getter insieme ad alcuni accessori, due blister in plastica nera con basetta espositiva ed il resto della dotazione.

Il nuovo Dragon, come scritto in apertura, è strutturalmente e tecnicamente il copia/incolla della versione Armageddon. Nessun miglioramento è stato implementato dalla casa produttrice, ritroviamo quindi tutti i pregi e difetti già visti in precedenza. Il modello quindi è dotato di articolazioni ad attrito con ottima tenuta che gli consentono di riprodurre bellissime pose dinamiche senza problemi di stabilità. Anche per questa edizione abbiamo alcune placche della corazza esterna staccabili che consentono la visione dei particolari interni. Anche per queste sezioni nessuna novità, abbiamo la possibilità di aprire il pettorale, i bicipiti, gli avambracci, i femori e le tibie, uniche parti con apertura non magnetica ma ad incastro, da rimuovere sempre con particolare attenzione!

Esteticamente il Getter G presenta una sostanziale modifica, questa riguarda la conformazione dei copri spalle unitamente alla sezione posteriore. Questa grossa parte viene collocata sulla schiena del modello rimuovendo il blocco magnetico presente. Una volta fissata è possibile regolarne l'inclinazione così come per i due copri spalla perché dotati di singoli snodi per il movimento. La parte interna dello schienale è dotata di led per l'illuminazione con attivazione magnetica, per farlo si può usare tranquillamente il tappo rimosso dal centro della schiena. Qui la casa di produzione ha concepito un semplice sistema di cambio accessorio per poter realizzare le Getter Wings. La parte grigia interna si rimuove andando a liberare lo spazio per l'aggancio della seconda sezione delle ali. Con questo semplice passaggio si ottengono le due Getter Wings con la classica estetica a punta. La seconda grande differenza è rappresentata dalla colorazione che risulta essere davvero molto bella ed ottimamente realizzata. Il rosso è di tonalità scura, così come l'azzurro ed il bianco, tutti colori con finitura metallizzata lucida. Realizzati invece in opaco abbiamo il giallo del bacino ed il nero della fascia addominale. Bisogna riconoscere che tutta la colorazione concepita conferisce al modello una splendida estetica quasi dark, cosa che lo discosta da tutte le produzioni precedenti! L'amalgama dei colori è perfetta ed a tratti sembra quasi cambiare la fisionomia del Dragon G facendolo sembrare ancor più massiccio e possente.

A livello contenutistico abbiamo delle belle novità che, senza ombra di dubbio, valorizzano l'intera produzione. Prima di passare alla descrizione dei nuovi accessori, vediamo quelli che ritroviamo dalla precedente uscita. Quattro paia di mani alternative più una dedicata alla nuova arma. Le due grandi Tomahawk che, rimuovendo le estremità, possono unirsi per formare la grande alabarda. La base espositiva con asta metallica modulabile e la miniatura di Ryoma Nagare, qui riprodotto in tuta da pilota con casco in mano.

Il vero protagonista della dotazione accessori è il Laser Cannon che, oltre alla sua particolare estetica, è dotato di testa motorizzata, led e addirittura di presa USBC per la ricaricadel motore. La luce a led però è gestita dalle solite batterie a bottone con circuito di attivazione magnetica. Anche per far partire l'effetto rotante della testa bisogna procedere al tocco magnetico in un preciso punto sulla struttura. Oltre a questo il Laser Cannon può ospitare al suo interno una delle due Tomahawk, cambiando così la sua estetica che diventa ancor più aggressiva. Il grande cannone è realizzato interamente in plastica con colorazione grigio metallizzato ed alcuni particolari color oro, in altezza raggiunge la misura del modello, ovvero 28 cm. L'impugnatura è assicurata da una mano appositamente dedicata che ne garantisce una perfetta tenuta e stabilità. Il cannone è poi corredato da un cavo metallico modulabile che si aggancia alla struttura ed alla schiena del Getter Dragon. Lo si può liberamente posizionare in qualsiasi modo, questo risulta essere fondamentale per l'adattamento alla posizione del cannone. Altro particolare ben studiato riguarda la maniglia di sostegno che va collocata nell'altra mano del modello. L'asta fuoriesce a scatto dal corpo dell'arma ed è dotata di snodo per il movimento, tutta l'operazione di posizionamento risulta essere davvero semplice ed intuitiva. Possiamo anche esporre il Dragon con il Laser Cannon in presa con una sola mano. Questo è possibile però usando un apposito sostegno snodato in plastica trasparente che può essere fissato sulla base espositiva. Una volta azionata la rotazione vi assicuriamo che il modello non accusa nessun tipo di cedimento, lo abbiamo testato a fondo in diverse posizioni, il risultato è sempre stato perfetto! Davvero un ottimo lavoro da parte di Sky X Studio!

Chiudiamo la descrizione degli accessori con altre due bella novità, queste puramente estetiche. La casa produttrice ha realizzato una bellissima effect part che simula il lancio con rotazione delle Tomahawk. Possiamo esporre il modello in posa di lancio utilizzando il sostegno snodato del cannone che si fissa all'apposito foro presente sull'effetto. Il risultato finale è davvero molto bello, finalmente un qualcosa di diverso che va ad ampliare la scelta espositiva del nuovo Getter G. L'ultima nuova entrata riguarda le lame presenti sulle braccia del Dragon, Nella confezione troviamo due parti più grandi da applicare semplicemente sopra a quelle già montate, a noi quindi la scelta su come esporre questo dettaglio. Personalmente ho esposto il modello con quelle maggiorate perché conferiscono ancor più aggressività al Getter.

Sky X Studio ha saputo riproporre il Getter Dragon con stile non scivolando sul puro e semplice riciclo di un modello già proposto. La stupenda colorazione, ma soprattutto, la bellissima dotazione accessori, distolgono sapientemete l'attenzione del collezionista dall'effetto “già visto”. Con questa uscita bisogna anche far notare un rilevante aumento del prezzo rispetto alle precedenti realizzazioni, particolare questo che va tenuto in considerazione prima di procedere all'acquisto del modello. Se siete fanatici della Getter Saga questo è un modello che non potete assolutamente farvi scappare. E' un prodotto di ottima qualità che non deluderà assolutamente e vi farà divertire tantissimo nel “giocare” con il grande cannone. Al prossimo Getter di Sky X Studio.....

 

 GALLERIA FOTOGRAFICA GETTER ROBOT G SXD CHOGOKIN

 


 

  

 

  

sabato 31 agosto 2024

GETTER DRAGON SKY X STUDIO SXD CHOGOKIN

NOME DEL MODELLO: BLACK GETTER

PRODUTTORE: SKY X STUDIO

ANNO DI RILASCIO: 2024

PREZZO DI LISTINO HKD: 1798

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

ESTETICA: 10

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 9

ACCESSORI: 9

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 9

CONFEZIONE-DIMENSIONE: 44,5 x 33,5 x 15 cm

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

PRO

estetica eccezionale

posabile e pesante

batterie comprese nella confezione

parti finali dell'hangar getter one

CONTRO

base espositiva sempre anonima

qualche difficoltà nel separare le due parti del corpo

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Eccoci arrivati alla terza uscita di Sky X Studio dedicata alla serie Getter Robo Armageddon. Per certi versi probabilmente è la più attesa perché il mecha realizzato è dannatamente bello ed aggressivo, almeno per i miei gusti. Finalmente abbiamo il Getter Dragon, accompagnato dalle ultime due parti per completare la Wall of Armor del Getter One. Questo nuovo modello propone ai collezionisti quattro soluzioni espositive differenti e, per chi conosce bene la serie SXD CHOGOKIN, saprà benissimo a cosa mi riferisco. Di questo però parleremo più avanti.

Medesimo stile di presentazione grafica per la confezione, sempre di grande impatto scenico con bellissime immagini dinamiche e non del prodotto. Aprendola troviamo il box in polistirolo con il modello e la maggior parte dei pannelli damaged, mentre due blister in plastica accolgono tutto il resto della dotazione accessori. Nel primo vassoio troviamo tre paia di mani alternative con le due parti dell’hangar. Nel secondo più grande abbiamo la ormai classica basetta espositiva con l’asta metallica modulabile ed il supporto dove agganciare il modello. Sono anche alloggiate le due grandi asce Tomahawk, l’asta di connessione per poterle unire, il pettorale ed un copri spalla in versione damaged, due accessori con i circuiti penzolanti (busto e braccio), le batterie per alimentare l’illuminazione a led e la miniatura del Dottor Saotome, realizzata nella ormai classica posa con la mano in tasca. Sotto alla basetta si trovano invece le due sezioni per formare le ali del Getter Dragon. Completa come sempre il tutto l’opuscolo delle istruzioni a colori.

Il modello è veramente sontuoso e aggressivo! 26,5 cm di altezza per circa 1,100 kg di peso. La sua composizione ricalca i due Getter precedentemente usciti, ma con qualche sezione diecast in più all’esterno. Il Dragon, oltre al frame interno ed alle articolazioni principali, ha parti in metallo anche sugli avambracci, nella fascia addominale, sul bacino, nei femori e nella maggior parte dei piedi, con la sola sezione della punta in plastica. Le articolazioni offrono sempre grandissima mobilità al modello e, di conseguenza, la possibilità di riprodurre pose molto dinamiche, ma sempre con grande stabilità. La natura delle gimmick è sempre quella ad attrito, ma anche per il Dragon offrono un grado di resistenza decisamente ottimo anche dopo svariati posizionamenti. La testa ed il collo hanno movimenti indipendenti grazie ad un doppio snodo. Le braccia ruotano, si sollevano e possono essere portate al petto, questo grazie alla soluzione con il perno che le svincola dalla propria sede. A differenza dei due Getter precedenti, questa parte è stata modificata per essere adattata alla diversa conformazione del busto. Quindi non si ha più quello spazio vuoto decisamente antiestetico che un po’ penalizza i precedenti modelli. I gomiti si piegano completamente mettendo in evidenza i tanto amati pistoncini a cui Sky X Studio ci ha ormai abituati. Anche il busto mantiene tutta la serie di movimenti che abbiamo apprezzato nelle precedenti produzioni, solo che nel Dragon il piegamento in avanti e quello laterale sono un po’ più limitati. La pettorina rossa scende fino alla sezione bianca addominale, di conseguenza piegando il busto, va a toccare la parte superiore del bacino, accorciando inevitabilmente il suo raggio d’azione. La grande mobilità delle gambe è garantita sempre dall’apertura dei pannelli al bacino del modello, qui presenti anche sul retro, facendo quindi salire a sei il loro numero. Permane sempre la medesima mia impressione su questa soluzione, ma come detto nelle precedenti recensioni, garantisce un’escursione davvero molto ampia. La rotazione sul proprio asse ed il piegamento completo delle ginocchia, vanno a chiudere la serie di soluzioni adottate per i movimenti delle gambe. Caviglie ad estrazione che conferiscono una grande inclinazione e piedi con sezione della punta mobile, completano le gimmick in dotazione sul Getter Dragon. Questa soluzione garantisce quella grande stabilità al modello a cui facevo riferimento poche righe sopra.

La colorazione la trovo veramente ben realizzata. Le tonalità cromatiche del rosso, del blu scuro e del bianco, si amalgamano perfettamente una all’altra restituendo al modello un grande impatto visivo. Non si percepisce lo stacco di tonalità fra le parti in metallo e quelle in plastica, il tutto risulta essere davvero molto omogeneo. Da notare la bellissima doppia colorazione realizzata sulle Mach Wing (ali) del modello che, unitamente ai vari dettagli scolpiti, rendono questo accessorio davvero molto bello da guardare. Tutto il lavoro di verniciatura è realizzato alla perfezione facendo registrare zero imperfezioni trovate, almeno sulla copia in mio possesso. Parlando di dettagli, il modello ne è pieno e tutti davvero ben realizzati e sapientemente distribuiti sul corpo. Dalla testa ai piedi è un tripudio di pannellature e piccoli particolari che abbelliscono e rendono più moderna e accattivante l’estetica del Getter  Dragon. Mi fanno davvero impazzire le rifiniture color oro scolpite sugli spallacci, per non parlare poi di tutti quei piccoli inserti in color grigio metallico distribuiti su molte parti del corpo. Guardate anche la scolpitura realizzata sui piedi, è davvero qualcosa di spettacolare unitamente a quelle realizzate sotto alla loro pianta.

Tornano parti e pannelli sostitutivi per realizzare la versione danneggiata del Getter Dragon. Come per il Getter One, le zone interessate sono sostanzialmente le medesime, ma con qualche ovvia differenza. Testa, petto, bicipiti, avambracci, spalla e femori hanno quindi parti sostitutive con fori, bruciature, rotture e segni di danneggiamento. Per la testa abbiamo la mascherina principale ed una delle punte sul retro. Per il pettorale, i bicipiti, gli avambracci ed i femori, ritroviamo i pannelli con aggancio magnetico. Anche i due copri spalla sono dotati di aggancio calamitato, così come le due punte ad essi collegati. Questa scelta si rivela decisamente molto valida soprattutto in fase di posizionamento, evitando così spiacevoli inconvenienti e facilitando moltissimo la movimentazione delle braccia. Nella confezione troviamo un copri spalla danneggiato, sempre con annessa punta staccabile. Anche qui la soluzione offre libertà di scelta su come esporre questa singola parte. Ovviamente la rimozione dei pannelli mostra i circuiti interni, sempre ben concepiti e realizzati. Si possono rimuovere anche le due sezioni nere semi-trasparenti sulla parte rossa delle gambe. Questi pezzi però non sono magnetici, ma ad incastro e totalmente in plastica. E’ richiesta un minimo di attenzione in più per la loro rimozione dato che gli innesti sono molto piccoli e sottili. La versione damaged del Getter Dragon ci restituisce un impatto estetico accattivante, ma mai esagerato, proprio come nel Getter One.

Nella serie animata il Professor Saotome guida un intero esercito di Getter Dragon contro Ryoma Nagare, pilota del Getter One. Ryoma scatena tutta la sua furia contro i numerosissimi Dragon, facendoli letteralmente a pezzi. Sky X Studio ci permette di replicare gli effetti della battaglia rendendo possibile la divisione a metà del modello. Inclinando in avanti il busto, viene rivelato il tasto da premere per sganciare il tronco del Dragon, una volta effettuato lo sgancio, si procede con l’inserimento di uno degli accessori con i cavi che ho citato all’inizio. Ma non finisce qui perché la “distruzione” del modello prosegue con la rimozione di una delle braccia, si possono staccare sia il destro che il sinistro, e della testa che, con grande sorpresa, è dotata alla sua base di cavi strappati, proprio come per gli accessori per il busto e del braccio. Completata la procedura di separazione delle parti con l’aggiunta delle sezioni damaged, possiamo replicare l’iconica scena con il Getter One che tiene in mano la testa del Dragon con ai piedi il resto del corpo distrutto. Tutto questo non è un’ottima scusa per acquistare due copie del modello?....... ^___^

Come per le precedenti uscite, anche il Dragon è dotato di sezioni illuminate, più precisamente nella testa e nel pettorale. Grazie alla pressione della parte superiore della testa si ottiene l’illuminazione degli occhi e del fregio sulla fronte. Nel petto abbiamo una novità interessante per l’accensione dei led. Non dobbiamo premere nessun interruttore, ma solamente avvicinare un qualsiasi pezzo dotato di magnete ad una determinata area del petto specificata nelle istruzioni. La medesima operazione va fatta anche per lo spegnimento. Nello specifico, nel manuale, viene fatto riferimento al tappo di chiusura calamitato del vano aggancio ali che si trova sulla schiena del modello. I vani batterie sono ben nascosti da un pannello dietro la testa e al centro del petto. Si accede ovviamente rimuovendo prima la pettorina rossa.

L’arsenale armi a disposizione del nostro Getter Dragon si limita esclusivamente alle due grandi Tomahawk che, grazie ad una piccola asta in dotazione, possono essere unite per diventare una sorta di alabarda. Le due asce sono dotate di doppia lama, sono molto ben realizzate e rifinite con ottimi particolari scolpiti sulle lame e sulla testa con gli spuntoni. L’operazione per unirle è davvero molto semplice, si staccano le due punte alla fine dell’impugnatura e si vanno ad inserire nei fori dell’asta di connessione. La dotazione accessori è completata dalla basetta espositiva, dalle ali (Mach Wing) e dalle due parti finali per completare l’hangar del Getter One. La base espositiva è sempre la medesima con asta in metallo pieghevole per l’esposizione del modello in sospensione. Anche qui medesima soluzione per l’aggancio al bacino del modello, si rimuove il piccolo sportello con fissaggio magnetico per inserire il perno di fissaggio dell’asta.

Anche le ultime due parti per comporre l’hangar sono l’esatta replica delle precedenti con pannelli scorrevoli e led per l’illuminazione. Una volta applicate alla basetta del Getter One, possiamo finalmente apprezzare la Wall of Armor completa. Al suo interno è possibile alloggiare le armi del modello ed inserire tutta la serie di braccia meccaniche presenti nella confezione del primo Getter. Una piccola critica però va fatta sulla scelta del posizionamento delle braccia meccaniche. Purtroppo è possibile solamente la loro applicazione nella parte posteriore della base, ed anche se sono snodate, non permettono di arrivare alle sezioni davanti al modello. Sarebbe stato meglio aggiungere alcuni fori di fissaggio anche sui panelli frontali dell’hangar, questo per dare quantomeno una scelta all’utente per il loro impiego. Comunque sia, esporre la base hangar con l’accensione di tutte le luci led, offre davvero un grandissimo colpo d’occhio! Ricordo che l’alimentazione è a batteria, necessitano 6 batterie AAA, tre per ognuna delle sezioni. Per concludere è anche possibile posizionare la miniatura di Ryoma (ma anche le altre due) per completare la nostra esposizione e replicare alla perfezione la scena della serie animata.

Sky X Studio completa il trio dei Getter della serie Armageddon confermando tutto quello di buono fatto nelle uscite precedenti. Il Dragon che ci troviamo fa le mani è, a mio modesto parere, la realizzazione più bella mai fatta per questo mecha. Le proporzioni sono azzeccatissime e lo sculpt generale è di notevole spessore replicando alla perfezione l’aspetto massiccio che si vede nelle scene della serie animata. La casa di produzione ha saputo anche migliore alcune sezioni del modello, segno questo di grande attenzione. Grande cura realizzativa, grande posabilità, diverse soluzioni espositive e la bellissima Wall of Armor completa per il Getter One, consacrano definitivamente Sky X Studio come una delle migliori aziende del settore presenti oggi sul mercato.
 
 

 

  

mercoledì 17 luglio 2024

BLACK GETTER SKY X STUDIO SXD CHOGOKIN

NOME DEL MODELLO: BLACK GETTER 

PRODUTTORE: SKY X STUDIO

ANNO DI RILASCIO: 2024

PREZZO DI LISTINO HKD:  1798

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

ESTETICA: 9

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 9

ACCESSORI: 9

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 9

CONFEZIONE-DIMENSIONE: 44,5 x 33,5 x 15 cm

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

PRO

esteticamente cattivo come dev'essere

sempre pesante e poabile

accessori black di qualità

batterie comprese nella confezione

prime parti dell'hangar

CONTRO

la grande lama sul braccio può causare qualche inconveniente

in questa versione la base espositiva è anonima

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

Secondo Getter targato Sky X Studio, sempre estrapolato da “Getter Robo Aramageddon” (The Last day of the Planet). La nuova realizzazione è dedicata al “cattivissimo” Black Getter che, oltre al nuovo modello, include le prime due parti per formare il Wall of Armor, l’hangar del Getter One.

La confezione aumenta di conseguenza il suo ingombro, misura 44,5 x 33,5 x 15 cm. Sempre di grande impatto le grafiche che ripropongono ovviamente il medesimo stile della precedente uscita. All’interno è cambiata la disposizione degli accessori, ma non i contenitori. Box in polistirolo per il modello e blister in plastica per tutto il resto del contenuto. Vista la presenza delle due parti dell’hangar, è stato ingrandito il vassoio principale in modo da poter contenere più cose, questo spiega l’aumento di misura della confezione. Contenutisticamente ci sono diverse differenze rispetto alla versione precedente, soprattutto nelle armi in dotazione. Abbiamo due diversi revolver, uno a tamburo ed uno con il classico caricatore alloggiato nel calcio della pistola. Tre tipologie di spuntoni per i pugni chiusi, hanno in pratica lunghezze diverse. Anche il Black Getter è equipaggiato con le classiche Tomahawk e con le machine gun, qui chiaramente in colorazione nera. Sempre presenti le due aste pieghevoli dedicate e la effect part per simulare il raggio Getter Beam. Immancabile il mantello adattabile, qui in doppia colorazione, nero all’esterno e rosso all’interno. Sono sei le coppie di mani intercambiabili inserite, due apparentemente uguali, ma attenzione perché l’apparenza inganna. Le coppie in questione sono le mani dedicate all’impugnatura delle armi da fuoco, i revolver e le machine gun. La differenza è nella lunghezza dell’indice, più corto per impugnare le pistole, più lungo per la presa delle mitragliatrici. Non manca nemmeno la grande base espositiva, identica esteticamente a quelle già viste in precedenza e corredata dall’asta in metallo modulabile. In questa versione la basetta non ha nessuna funzione aggiuntiva. Niente pannelli in versione damaged, ma è presente la parte opzionale per mostrare l’interno dell’addome, sempre con aggancio magnetico. Opuscolo delle istruzioni, pinzetta multiuso e la miniatura di Hayato Jin completano la dotazione del modello. C’è però una novità, la presenza delle sei batterie per alimentare i circuiti a led per l’illuminazione della testa e del Getter Beam.

Il Black Getter ripropone tutto quello che abbiamo già visto e apprezzato sul Getter One. Frame ed articolazioni in metallo, 26 cm di altezza, 1 kg di peso, grande posabilità e la medesima qualità che accompagna anche questa realizzazione. La colorazione grigio/nero è spezzata in diversi punti (spalle, avambracci, polsi, cintura addominale, gambe e caviglie) da quella color oro che, sapientemente, rompe la “monotonia” cromatica del modello. La sciarpa che avvolge il collo del Black Getter è realizzata in plastica morbida e crea un bellissimo contrasto cromatico perché la parte interna è verniciata in rosso lucido. La presenza di questo accessorio non impedisce i movimenti della testa che rimangono sempre fluidi e liberi in qualsiasi direzione. La sciarpa è removibile, ciò permette il sollevamento della pettorina, sia frontalmente che posteriormente. Pur non disponendo di pannelli sostitutivi, anche sul Black è possibile rimuovere parte della corazza esterna, esattamente negli stessi punti del Getter One. La rimozione consente la visione dei meccanismi interni che donano sempre un’opzione espositiva in più al collezionista. Particolare attenzione va posta nel movimentare il braccio sinistro, la grande lama è molto appuntita e può causare spiacevoli inconvenienti alle dita.

Le due parti dell’hangar sono ben realizzate, sono alte ben 23 cm ed  hanno ovviamente la medesima colorazione della basetta principale. Hanno molti particolari che le abbelliscono, possiamo osservare diverse tubazioni, pannellature ed altri piccoli particolari minuziosamente riprodotti. Sky X Studio ha dotato queste sezioni anche di parti scorrevoli e di led per illuminare l’interno della base, dettagli che fanno davvero la differenza e fanno salire il livello qualitativo della produzione. Queste due sezioni possono essere solamente montate sulla basetta del Getter One, quella presente in questa versione Black Getter può essere solo usata per l’esposizione del modello. Il mio consiglio è di sfruttarla per le posizioni in volo, l’asta metallica modulabile offre una grandissima affidabilità e robustezza permettendo al modello di rimanere sospeso sempre in grande sicurezza.

Sky X Studio replica il successo ottenuto con il Getter One, risultato praticamente scontato dato che il modello è concettualmente identico al suo predecessore. Ovviamente questo Black Getter porta con sé anche la discutibile soluzione dei pannelli apribili al bacino che, complice la colorazione scura, si nascondono leggermente di più alla vista. Le prime due parti per formare l’hangar del Getter One mi hanno lasciato un’ottima sensazione perché ben realizzate ed arricchite con molti dettagli di spessore, come l’illuminazione a led. Certamente non c’è stato l’effetto “wow” avuto all’apertura del modello precedente, ma è  innegabile che anche il Black Getter di Sky X Studio sia un produzione di altissimo spessore.
 
 
 
 

 
 

 

 

sabato 6 luglio 2024

GETTER ONE SKY X STUDIO SXD CHOGOKIN

NOME DEL MODELLO: GETTER ONE 

PRODUTTORE: SKY X STUDIO

ANNO DI RILASCIO: 2024

PREZZO DI LISTINO IN HKD: 1798

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

ESTETICA: 9

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 9

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 9

CONFEZIONE-DIMENSIONE: 39 x 30 x 13 cm

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

PRO

estetica fantastica

pesante e posabile

pannelli intercambiabili e dettagli interni

illuminazione led

dotazione accessori curata

CONTRO

pannelli apribili al bacino

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

La saga Getter Robot creata da Ken Ishikawa e Go Nagai, ha da sempre ispirato le case produttrici nel riprodurre modelli dei vari mecha che compaiono nelle diverse serie realizzate nel corso del tempo. Negli anni sono uscite sul mercato numerose realizzazioni, molte delle quali dedicate principalmente ai vari Getter One, indubbiamente quelli che godono di un appeal estetico maggiore rispetto alle altre due configurazioni. Passando da Bandai, Aoshima, Sentinel ed altri produttori più o meno noti, arriva sul mercato anche la “giovane” azienda Sky X Studio con la riproduzione del Getter One. Nello specifico trattasi dalla versione che compare nell’OVA “Getter Robo Armageddon”. Dopo l’ottimo Mazinkaiser ci si aspettava un modello che riproponesse la medesima qualità e, con grandissima sorpresa, Sky X Studio alza il livello realizzativo ad un gradino superiore.

La confezione ci presenta il prodotto in tutte le sue maggiori peculiarità, mostrando immagini del Getter nelle più svariate pose dinamiche corredato dai suoi accessori. La scatola ha dimensioni abbastanza contenute, in 39 x 30 x 13 cm, sono racchiusi il modello (box in polistirolo), tutti gli accessori e la sontuosa base espositiva (blister in plastica) che, con le due uscite successive, verrà trasformata in hangar. La dotazione allestita da Sky X Studio è completa e comprende le iconiche armi che il Getter sfodera nelle sequenze animate. Immancabili le due tomahawk, le machine gun con appositi supporti snodati, 5 paia di mani alternative racchiuse singolarmente in piccoli sacchetti di plastica. La casa di produzione però ha deciso di fare le cose in grande stile ed ha realizzato anche diverse parti danneggiate da applicare sul corpo del modello magneticamente, ma non finisce qui. E’ presente la effect part per simulare il raggio Getter Beam, il mantello adattabile, l’asta metallica per la base espositiva e tutta una serie di braccia meccaniche per il futuro allestimento dell’hangar. Possiamo però applicarne 5 già sul display stand di base per dare un tocco estetico diverso all’esposizione del modello. Chiudono la dotazione accessori il classico opuscolo illustrativo a colori ed una miniatura in posa fissa di Ryoma Nagare.

Passiamo ora al protagonista principale, ovvero al Getter One. Come tutti saprete, la versione che compare in questo OVA è molto più massiccia rispetto a quella della serie classica. Il design robusto del mecha mi è sempre piaciuto di più e nella produzione di Sky X Studio è stato sapientemente realizzato con l’aggiunta di pannellature e piccoli dettagli estetici che vanno a valorizzare ulteriormente la qualità del prodotto.  Dico la verità, non mi aspettavo un modello così, il primo impatto mi ha lasciato davvero a bocca aperta! Prima di tutto si fa sentire notevolmente il peso che fa registrare 1 kg sulla bilancia, cosa che restituisce anche una bella sensazione di robustezza. Anche le dimensioni contribuiscono ad aumentare il piacere visivo, il Getter One ha un’altezza di ben 26 cm. La colorazione, eseguita in modo impeccabile con tonalità opache, è stupenda come lo sono i dettagli rosso/trasparente inseriti sulle gambe. Queste sezioni consentono di intravedere le parti meccaniche interne. Come sul Mazinkaiser, anche il Getter One è dotato di pannelli magnetici che, una volta staccati, permettono la visione delle parti interne del mecha. La realizzazione dei dettagli meccanici è molto valida con diversi dettagli minuziosamente riprodotti e colorati. Una volta rimossi i pannelli sul corpo, possiamo sostituirli con quelli in forma danneggiata, compresa una delle due corna della testa. Il risultato finale è davvero ben riuscito e mai troppo invasivo esteticamente, si concentra principalmente sulla parte centrale del busto, mentre piccoli dettagli sono stati creati sulle gambe, sulle braccia, una spalla e, come già detto, sulla testa. Il Getter è anche dotato di led per illuminare le parti del volto ed il vano dove fuoriesce il raggio Getter Beam. Le batterie non sono però incluse nella confezione.

La posabilità è un altro grande pregio di questo modello, tutte le articolazioni presenti permettono ampi movimenti e, di conseguenza, la riproduzione di pose veramente estreme. Per chi ama come il sottoscritto posare i modelli, troverà davvero moltissima soddisfazione, sia per i risultati ottenibili, sia dalla grande stabilità che questo prodotto offre. Tutte le articolazioni sono concepite con il sistema ad attrito e godono di ottima resistenza, anche dopo molteplici posizionamenti. La testa ha un doppio snodo che le consente ogni tipo di movimento, possiamo posizionare liberamente anche il collo. Le braccia hanno libertà totale, ruotano, si piegano e possono essere portate completamente in avanti grazie al perno che le svincola dalla propria sede. Oltre a questo è stato concepito un sistema per far accorciare i pettorali del Getter. Tirando in avanti parte centrale, le due sezioni laterali si stringono liberando lo spazio necessario al movimento delle braccia. Il busto ha la possibilità di essere inclinato, anche solamente nella parte alta dei pettorali. La rotazione non è molto ampia, ma l’inclinazione in avanti lo è, permettendo al modello di piegarsi sfruttando le tre sezioni a scorrimento interne. Un particolare che davvero ho apprezzato tantissimo è la doppia azione concessa alla pettorina rossa. Possiamo sollevare sia la parte frontale che quella posteriore. Entrambe le sezioni permettono la visione di altri dettagli meccanici nascosti sotto di esse, ma non solo. Nella parte posteriore c’è il vano batterie e l’interruttore di accensione per il Getter Beam che, senza il sollevamento della pettorina, risulterebbero inaccessibili. Per precisazione, come per la testa, anche questo scomparto è apribile grazie alla rimozione di un pannello magnetico. Veniamo ora alla parte più controversa del modello, ovvero i pannelli apribili del bacino. Per consentire alle gambe di salire sono stati realizzati due pannelli laterali e due frontali che, sollevandosi, liberano lo spazio che permette alle gambe di sollevarsi in avanti e lateralmente. Pur essendo molto funzionali, l’impatto estetico non è proprio il massimo, anche perché si notano tantissimo. Possiamo abbassarli ed adattarli alla posa della gamba, ma rimane comunque una soluzione un po’ discutibile, probabilmente una semplificazione che ha evitato di realizzare un’articolazione più complessa, ma questo rimane un mio personale parere. Tutta la movimentazione delle gambe si attesta su livelli altissimi con la chicca finale della caviglia ad estrazione che dona un grado d’inclinazione decisamente incredibile. Anche la punta del piede è snodata, soluzione questa che ritroviamo ormai in molte delle recenti produzioni. Tutto il frame interno, articolazioni comprese, sono in metallo pesante, mentre le parti esterne del modello sono in plastica di ottima qualità. Tutto è davvero molto curato e senza una sbavatura!

Il parco accessori gode della stessa cura realizzativa usata per il Getter One. Le due tomahawk hanno le lame grigio metallico con piccoli particolari scolpiti in color oro e rosso che ne abbelliscono l’estetica. Per essere impugnate, dobbiamo togliere la parte terminale dell’asta, infilarle nell’apposita mano e rimettere il fermo tolto in precedenza. Veramente di grande impatto scenico è la soluzione implementata per riprodurre la fuoriuscita delle machine gun dagli avambracci del Getter. Le due sezioni delle braccia si aprono rivelando il vano per poter fissare le aste snodate di supporto. A questi accessori vanno ad agganciarsi le due mitragliatrici che, proprio come nella serie animata, si piegano a metà. La posa finale è davvero eccezionale e davvero esteticamente bellissima. Ovviamente le machine gun possono poi essere impugnate dal modello grazie all’impiego delle apposite mani. Il mantello è realizzato in stoffa a doppio strato con all’interno anime in metallo modellabile. Si fissa al modello grazie a due potenti magneti con le sedi di fissaggio sapientemente nascoste alla vista. Il mantello può davvero essere posizionato in tantissimi modi differenti e valorizza esteticamente ancor di più il Getter, non vorrete più toglierlo, vi assicuro!  

Passiamo ora alla base espositiva che, come detto all’inizio, potrà essere trasformata nell’hangar di riparazione per il nostro Getter One. Per fare questo però bisognerà acquistare gli altri due modelli in uscita, Il Black Getter ed il Getter Dragon. Furbescamente Sky X Studio inserirà nelle due confezioni le parti mancanti per completare l’hangar. La basetta in dotazione è la medesima usata per il Mazinkaiser, cambia ovviamente la scritta, ma anche il suo posizionamento, qui posta sulla parte frontale. Anche l’asta di supporto è l’esatta replica della produzione precedente, si avvita alla base e può essere piegata notevolmente per far assumere al modello pose in volo di grande effetto. Sono 9 le braccia meccaniche incluse nella confezione, ma sulla basetta normale, ne possiamo applicare solamente 4. Per farlo bisogna rimuovere i piccoli blocchi posti nella parte interna dello stand. In aggiunta è possibile esporre anche un quinta parte che va semplicemente appoggiata e posizionata sul foro del Getter Beam. Possiamo dunque avere un piccolo assaggio di quello che sarà l’hangar finale del Getter One.

Sky X Studio fa decisamente centro realizzando un modello dal grande impatto estetico, curato in ogni dettaglio ed impreziosito da una dotazione accessori di grande spessore. I dettagli realizzativi per le machine gun ed il posizionamento del mantello, aumentano il valore della produzione in modo esponenziale. Peccato per la soluzione dei pannelli al bacino, unico vero inestetismo del Getter One di Sky X Studio. Forse la scelta di “obbligare” all’acquisto degli altri due modelli in uscita per poter completare la base hangar non è molto apprezzata, ma per chi deciderà di farlo e per quelli che possiedono grade spazio espositivo, lo spettacolo sarà decisamente assicurato.

  

GALLERIA FOTOGRAFICA GETTER ONE SKY X STUDIO