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domenica 20 marzo 2022

GOD SIGMA GRAVION - BARI ATION METAMOR-FORCE BY SENTINEL

NOME DEL MODELLO : GOD SIGMA GRAVION

PRODUTTORE : SENTINEL co ltd

ANNO DI RILASCIO : 2021

PREZZO DI LISTINO IN YEN : 42.800

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ESTETICA : 9,5

COLORAZIONE/VERNICIATURA : 10

ACCESSORI : 8

ARTICOLAZIONI/POSABILITA' : 8,5

CONFEZIONE : 8,5 - DIMENSIONI : 42 x 30 x 14 cm

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PRO

grande cura realizzativa

colorazione fantastica

estetica da urlo

finalmente le spalle ruotano

CONTRO

manca un display stand

 aggancio delle parti del casco non perfetta

assenza di articolazioni a scatto

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La serie Metamor Force di Sentinel aggiunge il terzo esemplare della formazione Gravion. Dopo God e Sol, ecco il Sigma Gravion. La realizzazione ricalca l'estetica del primo Gravion con differenze di colorazione, aggiungendo anche un'arma completamente nuova. La grande novità della produzione è la completa riprogettazione del sistema di trasformazione per la parte alta del Gran Sigma, il mecha centrale a cui si uniscono le navicelle Gran Divas. Sentinel ha modificato in modo significativo il processo di trasformazione del busto, rendendolo ora più semplice e meno macchinoso nei passaggi. La nuova soluzione ha reso possibile anche il movimento svincolato delle spalle che, nelle precedenti produzioni, era precluso. Finalmente nel God Sigma Gravion abbiamo la possibilità di muovere liberamente le spalle e, di conseguenza, aumentare notevolmente il raggio d'azione delle braccia! Il resto della produzione rimane invariato con il medesimo sistema di aggancio al Gran Sigma. Le articolazioni offrono un'ottima resistenza, ma sono ancora ad attrito in ogni parte del modello. La posabilità generale è buona e consente di replicare pose molto dinamiche non presentando mai cedimenti. Come sempre i dettagli e la colorazione sono ai massimi livelli, marchio ormai distintivo di casa Sentinel. Nella confezione sono presenti anche le parti aggiuntive per realizzare il Sol Sigma Gravion ed anche la doppia mano da montare sul primo God Gravion. Visto il lavoro di modifica fatto, attendo con entusiasmo l'arrivo dell'ultimo mecha della serie, il più grande, l'Ultimate Gravion!

 

GALLERIA FOTOGRAFICA GOD SIGMA GRAVION METAMOR FORCE

 


 
 

 

     

 

martedì 29 dicembre 2020

SOL GRAVION - BARI ATION METAMOR-FORCE SENTINEL

Due anni dopo l'uscita del God Gravion, Sentinel prosegue realizzando il secondo mecha della serie, il Sol Gravion. Benchè i due robot compaiano in opere ben distinte, hanno in comune il Gran Kaiser, mecha centrale a cui le varie navette della formazione si uniscono. Diciamo che, vagamente, ricorda il  Gaogaigar nella sua unione, anche se il robot centrale del Gravion non assume nessun'altra forma. Chōjūshin Gravion Zwei è il nome originale di questa serie composta da 12 episodi, fu messa in onda l'otto gennaio del 2004. Fra i vari mecha designer che hanno partecipato, spiccano i nomi di Masami Ōbari e Kunio Ōkawara, quest'ultimo creatore di molte serie diventate famosissime anche nel nostro paese.

Il prodotto Sentinel appartiene alla serie Bari Ation Metamor-Force e giunge sul mercato con due mesi di ritardo. Inizialmente previsto per il mese di maggio, viene rilasciato ufficialmente soltanto a luglio. La confezione si presenta identica in dimensioni a quella del God Gravion riciclandone anche lo stile dell'art work principale, ma con una piccola curiosità. L'immagine in primo piano della testa è posta sul lato sinistro, accostando le due scatole si ottiene l'intero volto diviso a metà fra quella del God e quella del Sol Gravion. Il contenuto è presentato e diviso in due grandi blister in plastica. Il primo accoglie tutti mezzi principali, Gran Kaiser e le navicelle Gran Divas, mentre quello sottostante è riservato agli accessori fra cui spiccano una versione più grande della Geo Mirage ed un apposito display stand per agganciarla. Oltre a questo, troviamo la grande spada, il secondo fregio per la testa e tre coppie di mani. Due per il Sol Gravion ed una per il Gran Kaiser. Il libretto delle istruzioni è interamente a colori e mostra dettagliatamente tutti i vari passaggi della trasformazione ed impiego delle varie parti opzionali. 

Il Gran Kaiser è esteticamente identico al precedente, ma Sentinel ha ben specificato nella descrizione che, in questa nuova edizione, son stati rivisti stampo e colorazione. Non avendo il primo uscito non posso fare paragoni diretti, ma guardando alcuni video comparativi, sembra che il colore della versione Sol sia effettivamente diverso,  più scuro come tonalità. L'altezza si attesta intorno ai 19 cm per un peso di circa 280 grammi. La parte superiore del busto, le articolazioni delle spalline, le piastre che circondano le anche, l'articolazione interna delle ginocchia e delle caviglie, sono in metallo. Tutto il resto della struttura è in plastica di ottima qualità con una verniciatura veramente fantastica. Le articolazioni sono, purtroppo, tutte ad attrito anche se effettivamente  godono di un'ottima resistenza. 

Gli altri mezzi che compongono la formazione sono: 

GEO MIRAGE

GEO CALIBER

GEO STINGER

GEO JAVELIN

Anche le varie navicelle hanno alcune parti in metallo ed un livello di dettaglio davvero notevole. La loro verniciatura è impeccabile con cura dei dettagli davvero maniacale. Come citato all'inizio, è presente una versione più grande del modulo GEO MIRAGE che, unito con l'apposito display stand, replica la modalità G-GRADIUS. In sostanza le altre navicelle si agganciano in appositi punti, mentre il Gran Kaiser si colloca al di sopra della struttura. Due appositi blocchi consentono un sicuro fissaggio. La GEO MIRAGE normale, si aggancia invece nella parte sottostante andando di fatto a nascondersi, lasciando solamente in vista i cannoni retrattili. Questa modalità espositiva risulta essere di grande impatto visivo, tutti i vari componenti sono ben fissati. Anche il display stand fa il proprio dovere sostenendo senza cedimenti tutta la formazione G-GRADIUS. 

La trasformazione in Sol Gravion si ottiene unendo i quattro moduli al Gran Kaiser. I passaggi più lunghi riguardano proprio il mecha centrale che deve essere aperto per consentire la fuoriuscita delle sedi di aggancio per le braccia. Prima di questa operazione vanno sganciati gli avambracci e, dopo aver fatto rientrare le mani, fissati all'interno delle grandi spalle. Spalle che si estendono grazie a pannelli scorrevoli ed assumono una nuova forma. Di per se queste operazioni non sono difficili da realizzare, si procede però con molta cautela perchè tutte le parti interessate sono in plastica e con una discreta rigidità di movimento. In questo frangente si avverte molto l'assenza di una struttura in metallo, questo avrebbe sicuramente garantito un maggior grado di sicurezza e solidità. L'ultimo passaggio sul Gran Kaiser è riservato alle parte bassa delle gambe, l'apertura dei pannelli sui polpacci consente l'inserimento dei piedi che, una volta piegati, spariscono all'interno delle gambe. Una volta completate tutte le operazioni, si passa all'unione delle altre parti che, fortunatamente, risulta essere davvero molto semplice. La GEO CALIBER si separa per diventare le braccia del Sol Gravion. Qui davvero stupenda la soluzione per la fuoriuscita delle mani che viene gestita da un pannello a scomparsa situato nella parte bassa dell'avambraccio. E' ora il turno di GEO STINGER e GEO JAVELIN che, aprendosi nella parte posteriore, si agganciano alle gambe del Gran Kaiser. L'ultima parte della trasformazione è affidata alla GEO MIRAGE che va ad abbracciare il busto e la schiena del Gran Kaiser, in pratica una cosa molto simile alla Grande Ala di God Sigma. Per completare il tutto bisogna inserire l'elmo sulla testa. Per procedere si devono rimuovere le alette azzurre laterali ed il fregio della testa, togliere il casco e ruotare il volto che, nella parte posteriore, rivela quello della versione Gravion. Fatto ciò, si rimonta il casco azzurro e si andranno ad assemblare le due metà del nuovo elmo con l'inserimento del nuovo fregio al centro della fronte. Il Sol Gravion è finalmente completato e si mostra in tutta la sua bellezza! Il modello raggiunge quasi 24 cm di altezza ed un peso di 680 grammi, le articolazioni dei gomiti ed i piedi sono realizzati in metallo.

Ho volutamente tralasciato il discorso posabilità sul Gran Kaiser perchè tutto si riflette nella modalità Sol Gravion. Il busto e le gambe hanno ampio raggio d'azione. La parte centrale del mecha può inclinarsi, piegarsi e ruotare di 180 gradi, questo sia a destra che a sinistra. Le gambe possono essere posizionate a piacimento, ruotano sul proprio asse e si divaricano moltissimo. Tutto questo viene egregiamente supportato dall'ottima articolazione delle caviglie che permette ai piedi inclinazioni notevoli! Il vero limite della produzione Sentinel sono i movimenti delle braccia. Sia in versione Gran Kaiser, ma ancora di più in quella Sol Gravion, le braccia hanno movimenti limitati. Le grandi spalle non consentono la rotazione perchè vincolate al busto del modello. Questa scelta purtroppo tronca in modo brutale le possibilità di pose con gli arti distesi, sia in avanti che ovviamente verso l'alto. Pur alzandosi leggermente, le spalle di fatto rappresentano un blocco, complici anche gli avambracci del Gran Kaiser all'interno. Le grandi ali della GEO MIRAGE sul petto si piegano, ma è una soluzione che rimane fine a se stessa perchè non può in nessun modo agevolare i movimenti delle spalle.  Anche la testa ha un raggio d'azione un tantino limitato, lo spazio di movimento è preciso ed inclinandola si rischia di toccare i bordi delle spalle. Accettabile comunque la rotazione, mentre il collo risulta privo di movimento. 

Escludendo la già citata GEO MIRAGE maggiorata, la dotazione di accessori non offre grandi cose. L'unica arma è la grande spada che si combina unendosi al fregio pettorale del Sol Gravion. L'arma risulta di notevoli dimensioni e di ottima fattura, con le trame dell'elsa ben stilizzate. Anche la lama presenta delle bellissime sagomature soprattutto nella parte iniziale dove sono decorate in color oro. Chiudono la lista degli accessori le due coppie di mani, una riservata all'impugnatura della spada e l'altra realizzata con le dita estese.

Il Sol Gravion Metamor-Force in definitiva ricalca le orme del suo predecessore, riproponendone pregi e difetti. La grande cura realizzativa è da sempre uno dei punti di forza delle produzioni Sentinel e, come detto, risalta moltissimo anche in questo Sol Gravion. Non si può però trascurare il particolare che penalizza i movimenti delle braccia, anche se bisogna riconoscere che il design del mecha non ha sicuramente aiutato i progettisti. Si fa sentire molto la mancanza di un display stand dedicato al Sol Gravion, sarebbe stato molto gradito un qualcosa in stile Getter Devolution, questo per riprodurre pose in sospensione. Nonostante tutto promuovo la produzione Sentinel, anche se con dei limiti, risulta essere un buon prodotto realizzato con grande precisione e solidità strutturale.

 

GALLERIA FOTO SOL GRAVION METAMOR-FORCE 

 


 

 

 

 

  

domenica 24 dicembre 2017

DANCOUGA METAMOR FORCE BY SENTINEL



God Bless Dancouga è una nota serie anime risalente alla metà degli anni ottanta, anche se è ufficialmente approdata anche sulle nostre tv solo pochi anni or sono. Tuttavia, agli appassionati di show robotici è una figura piuttosto nota, vuoi per gli OAV apprezzati in precedenza, vuoi per il mecha design che porta la firma di Masami Obari, vuoi per gli spettacolari toys creati anche in epoca moderna, come il Soul of Chogokin GX-13 Bandai. Questa volta è Sentinel che si cimenta nella produzione di questo Super Robot componibile, avvalendosi di alcune scelte in sede di progettazione che, manco a dirlo, hanno suscitato abbondanti discussioni tra i collezionisti.

Il robot, ricordiamolo, è solo la punta di diamante di una squadra formata da quattro giovani soldati, ognuno dei quali costituisce il pilota di un mezzo di combattimento dotato di svariate trasformazioni ciascuno: il piccolo caccia Eagle Fighter (configurabile anche in modalità robot), il Land Cougar e il Land Liger (carri armati trasformabili in robot umanoidi oppure in cyber bestie dalle linee feline) e il colossale Big Moth (a sua volta mezzo pesante, robot oppure mammut da guerra). Dal punto di vista bellico, le quattro macchine sono già piuttosto performanti, ma all’occorrenza possono combinarsi tra di loro e formare il fantastico mecha finale: in questo caso, si trasformeranno rispettivamente nella testa, nei piedi e nel corpo di Dancouga.

Due sono le caratteristiche salienti di questo prodotto, uno dei primi della sempre più ambiziosa linea Metamor Force di Sentinel : un design rivisitato, come è nello stile della ditta giapponese, visto che di certo non ritroviamo le proporzioni massicce dell’anime, ma piuttosto uno stile più slanciato e moderno; e poi la scala di produzione: questo chogokin tocca i 23 cm all’altezza della testa, che non sono pochi in senso assoluto, ma in un modello del genere ciò significa vedere un po' penalizzati l’Eagle Fighter (grande poco più di una moneta) e anche, seppur in misura meno dolorosa, i due Lander. Spettacolare il Big Moth, ma è chiaro come Sentinel abbia puntato tutto sul robot combinato, che è effettivamente una cosa eccezionale.

Nonostante le dimensioni ridotte, le trasformazioni sono fluide e precise, con tutti i blocchi del caso per non avere parti che si aprono in continuazione, e portano a singole forme robotiche più che discretamente posabili in tutti i casi (Eagle Fighter a parte, prevedibilmente non articolato nei gomiti e nelle ginocchia), quindi Sentinel conferma assolutamente la sua grande tecnica costruttiva; come pure la pulizia estrema della costruzione: non un segno di sprue, non una sbavatura, verniciature di livello eccelso e la quasi completa assenza di viti a vista sul modello.

Avvicinandosi alla forma Dancouga, si possono apprezzare un gran numero di chicchine tecniche: la proboscide che va ad appallottolarsi all’interno del Big Moth, rivelandone un’altra solo scolpita su addome e bacino (questa genialata permette l’eccellente mobilità di tutto il busto), le mani articolate a livello delle singole falangi, il meccanismo a rotazione telescopico per le gambe, arti inferiori dotati di estrema posabilità, caviglie comprese (nonostante qualche fessura di troppo). Il modello finale è qualcosa di una bellezza folgorante, con quelle linee slanciate che comunque trasudano cattiveria da tutti i pori, fantastico! L’eccezionale mobilità generale non può che galvanizzare ulteriormente queste sensazioni, qui siamo al cospetto di un robot componibile posabile quanto un Super Robot Chogokin. Tra l’altro devo ammettere che in “modalità action” la figure si avvicina molto fedelmente alla dinamicità delle linee dei disegnatori della serie tv, catturandone in pieno lo spirito.

Ho evocato l’abusatissimo termine “chogokin” a buon diritto direi, visto che Sentinel ha profuso l’amata lega metallica nelle enormi spalle, nell’addome, nella parte inferiore delle gambe, in parte dei piedi e in qualche dettaglio interno, insomma niente male. Gli snodi sono prevalentemente in plastica e ad attrito, tutti piuttosto possenti e solidissimi. Ma è doveroso segnalare un punto molto delicato che pare abbia generato diversi grattacapi a qualche collezionista, ovvero l’articolazione delle spalle, effettivamente un po' complicata. Complicata perché formata da una serie di 4-5 snodi l’uno adiacente all’altro e caratterizzato ciascuno da movimento specifico, pertanto è necessario portare un minimo di attenzione nella scelta del movimento in fase di posing, ma soprattutto operare con precisione e fermezza lo spostamento verticale dell’intero blocco (vedi foto) qualora si debba trasformare il Big Moth: in quel frangente, meglio agire direttamente con entrambe le mani sulla singola parte interessata, anziché tirare da chissà dove. Fate attenzione.

Eccellente la realizzazione degli accessori: le armi da fuoco sono molto curate e verniciate ottimamente, come pure lo spadone, che presenta un leggerissimo weathering e uno sculpt davvero aggressivo. Presente anche l’enorme Booster, l’unità che conferiva a Dancouga l’abilità di volare, previo agganciamento sulla schiena. Con questo accessorio, il modello tocca i 30 cm di altezza, ma la posabilità non ne risente granchè - occhio però a dove appoggiate le mani – anzi, le possibilità espositive aumentano ulteriormente con l’abbassamento dei cannoni in posizione orizzontale d’attacco. Trovare una posa efficace per questo modello è davvero semplice, e, aggiungerei, estremamente divertente; è quasi un peccato dover scegliere cosa riporre nella scatola.

Tuttavia, esprimere un giudizio secco sul Dancouga Sentinel non è affatto semplice, anche perché devo pur camuffare il mio hype ^^. Ferma restando l’eccellente fattura di questa realizzazione, la scala adottata potrebbe non essere apprezzata da chi preferisce colossi da 25-30 cm; inoltre, ricordiamolo, il design è sottoposto al giudizio soggettivo, come per tutte le reinterpretazioni; infine, il prezzo di listino era estremamente caro già all’uscita nel 2015 – parliamo di una vera bordata, 39,500 yen! – , prezzo poi degenerato ulteriormente negli anni a causa della non facile reperibilità.

Ma i temerari che riusciranno ad entrare in possesso di una copia si troveranno tra le mani uno dei più bei chogokin componibili mai realizzati.

Articolo e foto di Marco De Bon



sabato 29 aprile 2017

EAGLE FIGHTER METAMOR FORCE



Dopo il bellissimo Dancouga ed il compagno Black Wing, Sentinel decide di celebrare, con un modello dedicato, il trentesimo anniversario della serie. Ecco arrivare l'Eagle Fighter, primo componente della formazione Dancouga. La confezione è davvero di dimensioni molto ridotte, un piccolo box in cartoncino con all'interno un blister in plastica trasparente. Dentro troviamo il nostro robottino, un set di mani aggiuntivo ed un fucile (Beam Gun), unica arma in dotazione. Nella parte sottostante il classico libretto delle istruzioni.

Il modello si presenta ben fatto e curato in ogni dettaglio, nonostante le dimensioni di soli 12,5 cm (misura alla testa), si percepisce subito che fra le mani si ha un prodotto di qualità. L'Eagle Fighter è costruito esclusivamente in plastica ed ha snodi ad atrito in ogni parte del corpo. La verniciatura è veramente di ottima qualità, i colori sono opachi e ben stesi su tutte le superfici che risultano essere prive di qualsiasi imperfezione. L'obbiettivo di Sentinel con la realizzazione di questo modello, è quello di esaltare le caratteristiche di questo modulo, impossibili da valorizzare nel Dancouga viste le piccole dimensioni. L'Eagle Fighter compie tre trasformazioni, Aggressive Humaroid – Aggressive Beast-  Head Mode.

La Aggressive Humaroid è la versione mecha, quella che ci troviamo difronte all'apertura della confezione. Il robot è molto posabile, gli snodi concepiti gli consentono di realizzare ottime pose dinamiche. Grande libertà di movimento soprattutto per le braccia che possono essere addirittura ruotate di 360 gradi a livello del bicipite. Sentinel, per esigenze di trasformazione, ha reso possibile anche la rotazione del busto che, prima di ogni posizionamento, dovrà essere tirato verso l'alto. Le gambe si divaricano discretamente, è questa forse l'unica piccola limitazione della versione Humaroid. Allargandosi le due estremità vanno a toccare il corpo centrale creando un blocco. Qui però Sentinel ha sapientemente aggirato il problema facendo ruotare i femori appena sotto l'aggancio al corpo del modello. Questa soluzione va a colmare il gap descritto appena sopra. Le caviglie poi si piegano tantissimo concedendo sempre un appoggio estremamente sicuro all'Eagle Fighter. Come scritto all'inizio, l'unica arma in dotazione è il Fucile Beam Gun di notevole lunghezza. Particolare molto apprezzato è la realizzazione della mano con impugnatura fissa. Si può sganciare dalla struttura dell'arma per consentire l'inserimento sul perno del polso senza il minimo problema. In generale il mecha, pur essendo abbastanza leggero, pesa solamente 60 grammi, risulta essere ben bilanciato. Le grandi ali ed il volto del Dancouga posto sulla schiena, fungono da zavorra e permettono all'Eagle Fighter di mantenere ogni posa senza problemi.

Dopo aver apprezzato le doti della versione Aggressive Humaroid, è giunto il momento di passare alle trasformazioni. Qui è d'obbligo consultare il libretto che ci guida passo passo per ogni singola sezione. Ottenere la versione Aggressive Beast si è rivelata operazione non molto semplice, causa  alcuni passaggi spiegati non molto chiaramente dalle istruzioni visive. Il punto focale è senza dubbio il ribaltamento delle gambe ed il corretto posizionamento delle braccia. Una volta superate queste due fasi il gioco è praticamente fatto. Bisogna però sottolineare  l'ottima realizzazione tecnica di Sentinel, ogni parte ha un suo punto di fissaggio, questo fa si che il modulo Eagle Fighter una volta trasformato, non abbia parti che si possano muovere.

Dalla versione Aggressive Beast si passa, diciamo abbastanza semplicemente, alla versione Head, ovvero la testa del Dancouga. Come per la trasformazione precedente ho trovato difficoltà nei passaggi riguardanti il posizionamento delle braccia. Sostanzialmente bisogna cambiare la posizione dei due piccoli perni ad L che gestiscono i movimenti delle braccia. Cambia proprio la posizione che, nella sua disposizione finale, porta all'arretramento delle braccia, fondamentale per poter chiudere i panelli laterali (le ali). Superata questa fase si procede molto semplicemente al completamento della trasformazione. Anche qui ogni parte ha il proprio punto di fissaggio che rende il tutto perfettamente stabile. La mancanza più grande e penalizzante è l'assenza di un qualsiasi display stand, soprattutto per l'esposizione della versione Head Mode. Si poteva creare un supporto che riproducesse una sezione del busto del Dancouga, in modo da potervi agganciare ed esporre la testa. Anche le altre due modalità ne avrebbero sicuramente beneficiato, un supporto per pose in volo dell'Eagle Fighter i versione Aggressive Beast sarebbe stato molto gradito.

La serie Metamor Force mette in mostra tutta la grande capacità tecnico/creativa di Sentinel. L'Eagle Fighter risulta essere un prodotto davvero ben studiato per esaltare tutte le proprie doti tecniche. Pur con qualche difficoltà comprensiva dovuta al libretto istruzioni, le trasformazioni si eseguono in modo fluido e preciso. La scelta di usare snodi a frizione non penalizza il modello che mantiene sempre un'ottima rigidità, anche dopo numerosi posizionamenti. Peccato veramente per l'assenza di un display stand dedicato, avrebbe indubbiamente aumentato il prestigio di tutta la realizzazione. Infine non posso non citare il fattore prezzo, la cifra richiesta da Sentinel taglia nettamente il numero dei possibili acquirenti rilegando il modello ad essere un prodotto di nicchia per soli appassionati della serie Dancouga.