lunedì 4 novembre 2013

GETTER 1 EX GOKIN - REPAINT VERSION


A tre anni di distanza dalla realizzazione del trio Getter Robot, Fewture annuncia la ristampa dei suoi primi modelli Ex Gokin chiamandoli Repaint Version. Per differenziare le nuove versioni da quelle del 2006, Fewture decide di cambiare la tonalità della colorazione e di inserire nelle confezioni alcuni accessori in più. Chiaramente l’uscita di queste nuove edizioni ha fatto la felicità di chi in precedenza aveva mancato l’acquisto delle prime versioni diventate ormai economicamente inavvicinabili. Nel Settembre 2009 esce sul mercato il Getter 1 che ovviamente è strutturalmente identico alla versione precedente, la confezione è uguale  box esterno in cartone con successiva estrazione a “matriosca” prima di poter mettere le mani sul modello. All’interno troviamo il Getter, sulla sinistra la pettorina rossa, la placca addominale bianca, la maschera facciale, il generatore energetico, la capsula verde con il tappino, 8 fregi rotondi, 1 paio di mani aperte e 4 lame grigie. Sulla destra invece sono posizionate le 2 Tomahawk, la Getmachine Eagle ed il mantello rosso. Ribaltando la confezione ed aprendo il vano sottostante troviamo invece la basetta espositiva, l’asta di sostegno e un piccolo display stand aggiuntivo per esporre la navetta Eagle…..chiude il tutto il foglio delle istruzioni in bianco e nero riportante le semplici operazioni di assemblaggio.

Il Getter 1 è molto pesante e massiccio, pesa 950 grammi ed è alto 24 cm. E’ composto quasi totalmente in metallo ad esclusione di alcune parti come la testa, le mani, le spalle, il mantello e le due Tomahawk,  gioia per i puristi della sacra zama ^___^ e non. La verniciatura è curata, sulla mia copia non ho riscontrato alcun tipo di imprecisione, le plastiche si mescolano cromaticamente molto bene con tutto il resto della verniciatura su metallo. La nuova tonalità azzurrina del bianco non è molto accentuata, restituisce nella sua globalità un tono più scuro a tutte le parti chiare del modello facendo risaltare di più le quelle rosse. La posabilità è ovviamente identica al predecessore, le gambe godono di una buonissima apertura ed avanzamento grazie agli snodi a scatto, dal ginocchio in giù è possibile anche ruotare leggermente lo stinco. Il piede s’inclina e ruota discretamente, mentre la punta può essere piegata singolarmente. Le braccia godono di molta libertà di movimento, rotazione a 360 gradi, ma il sollevamento laterale non raggiunge completamente la linea retta con il busto. C’è anche la possibilità di spostamento avanti e indietro delle spalle anche se questo movimento è limitato un pochino dalla piastra pettorale….. solo togliendola si potrà beneficiare della massima escursione. Gli avambracci ruotano sul proprio asse e possono essere piegati fino a 90 gradi grazie ad un’articolazione a scatto. Come noto l’assemblaggio di questi modelli è ottenuto incollando sullo scheletro in plastica  parti in metallo, di per se già una cosa non molto buona, ma ovviamente anche per queste edizioni Repaint le cose non sono state cambiate. Quello che è cambiato è il materiale plastico di alcune parti, soprattutto quello in ABS che al tatto risulta essere molto più morbido rispetto alle First Version. Ho riscontrato alcuni problemi dovuti proprio a questo fattore, la maschera facciale non rimane in posizione, ma tende costantemente a staccarsi dalla propria sede. Anche la pettorina rossa soffre del medesimo problema, mi è capitato più di una volta di trovarla staccata dal busto, come se il materiale plastico respingesse verso l’esterno i perni in metallo!

Come detto all’inizio nella confezione è presente la Getmachine 1…..la navetta è lunga 12 cm, larga nella parte posteriore 9 e raggiunge un peso di 157 grammi. Nella parte terminale sono presenti gli stessi avambracci del Getter 1 dotati di cutter laterali. La piastra pettorale funge da cupolino di copertura per la cabina di pilotaggio, sollevandola è possibile visionare il posto di guida. Anche sulla Getmachine Eagle gli avambracci possono essere ruotati e aperti all’esterno, questo permette una piccola simulazione di aggancio con le altre due Getmachine Jaguar e Bear. E’ costruita quasi totalmente in metallo e nella parte sottostante troviamo il simbolo circolare identico a quelli che sono posizionati sulla schiena del Getter. In questa edizione Repaint i fregi sono diventati ben 8, Fewture ha deciso di realizzarne delle copie anche con numeri normali, di fatto nella confezione troviamo sia i simboli in carattere giapponese che quelli con la numerazione normale. Ovviamente quelli riportanti il carattere ed il numero 1 sono doppi, uno per il Getter ed uno per la Getmachine.

Le armi presenti nella confezione principale sono le due Tomahawk, di forma identica a quella del Getter First Version con ovviamente tonalità di colore cambiata. Sono totalmente in gomma dura ed un pochino fragili all’attaccatura con la lama. Il sistema per l’impugnatura è il medesimo visto in precedenza, incastro a sfera sulla mano del Getter. Oltre alle due classiche asce il Getter 1 dispone di una nuova arma aggiuntiva che, come per la precedente edizione, si trova nella confezione del Getter 3. Per questa Repaint Version Fewture ha creato la  Gigantic Double Tomahawk, una enorme scure di dimensioni davvero gigantesche. La scatola in realtà è un piccolo set contenente dieci pezzi, nel blister trasparente sono alloggiate le parti che compongono l’arma, un nuovo set di pugni forati, un accessorio per la schiena ed una piccola basetta rotonda. Le parti che compongono la grande Tomahawk sono sei, l’asta assomiglia maledettamente alla trivella del Getter 2 con ovviamente una lunghezza superiore. All’estremità superiore vengono fissate le due lame laterali identiche a quelle che ci sono sulle braccia del Getter 2, poi è la volta della parte più grande, le lame sagomate. Una volta montate rimangono le due estremità terminali a doppia punta che vanno a completare l’arma. La Gigantic Double Tomahawk assemblata è alta ben 40 cm!!!!! Posizionata nella mano forata del Getter 1 trova appoggio tramite la piccola basettina rotonda che ho menzionato poche righe sopra. Esteticamente nulla da dire, questa nuova arma spacca veramente la mascella, ma il rovescio della medaglia è il peso eccessivo di questo accessorio! Se tenuta in posizione verticale non esistono problemi, ma appena si tenta di abbozzare una qualsiasi altra posa il busto del Getter 1 viene inesorabilmente sbilanciato dal peso dell’enorme Tomahawk! Diciamo che con qualche escabotage si riesce comunque ad ovviare al problema sbilanciamento, una soluzione valida è far appoggiare una delle due lame che si trovano sull’impugnatura ad una gamba del modello, in poche parole si deve cercare un sostegno per poter scaricare l’eccessivo peso della parte superiore. Questa nuova arma nasconde però una seconda funzione, la parte centrale con le grandi lame può essere utilizzata come ali aggiuntive sulla schiena del Getter 1, montando il piccolo supporto nero al posto del simbolo numero 2 si ottiene l’agganciamento al modello. Una volta posizionate le nuove ali posso anche essere orientate in diverse posizioni, grazie ad uno snodo ad atrito le due parti possono piegarsi sia verso l’interno che verso l’esterno. 

Non mi sono dilungato più di tanto nella descrizione tecnica perché il modello è l’esatta copia dei Getter 1 e Getter Black usciti in precedenza. Ho posto doverosamente l’accento sulle novità introdotte in questa versione e sui problemi riscontrati a causa dei materiali plastici. In definitiva Fewture ha ristampato il suo precedente prodotto cercando soprattutto di diversificarne il contenuto e la colorazione guardandosi bene dal modificarne la struttura portante. In definitiva io la vedo come un’occasione persa per cercare di risolvere quelli che sono i punti nevralgici del progetto costruttivo. Bella la novità della basetta espositiva per la Getmachine e della Gigantic Double Tomahawk che risulta essere accessorio ben più versatile rispetto alla Missile Machine Gun vista nella prima edizione. L’estetica come sempre non ha rivali, l’impatto che questi Getter hanno, nonostante questa sia comunque una ristampa, è sempre davvero devastante e questo alla Fewture lo hanno capito davvero molto bene!



sabato 26 ottobre 2013

GETTER DRAGON EX GOKIN FROM GETTER ROBOT G


La linea Ex Gokin è da sempre sinonimo di reinterpretazione, design e metallo, il suo creatore Taku Sato intraprese una strada molto diversa rispetto alle altre case di produzione cercando di reinventare in chiave più moderna alcuni personaggi robotici dell’animazione giapponese. Sato decise di rielaborare esteticamente uno dei robottoni nati dalla fantasia di Ken Ishikawa, il Black Getter Ryoma Mode. L’aspetto un po’ tarchiato lasciò spazio ad una linea più slanciata, i particolari del disegno originale vennero completamente stravolti e ridisegnati ottenendo un modello dall’estetica molto più aggressiva! In breve tempo questo nuovo stile venne ribattezzato come Gotic Design ed il Black Getter diventò il capostipite di quella che oggi è una delle serie più apprezzate da moltissimi appassionati e collezionisti del settore. Come tutti sapete la linea Ex Gokin da sempre porta con se gioie e dolori, ritardi rispetto alle date annunciate, scelte tecniche a volte discutibili ed un controllo qualità non sempre all’altezza, hanno impresso una sorta di marchio indelebile sulle produzioni di casa Fewture. Lo scomparso Taku Sato da subito trovò terreno fertile per le sue rivisitazioni nelle varie serie Getter Robot, dopo la sua prematura dipartita vennero mostrati alcuni bozzetti a cui il noto designer stava lavorando, fra i vari disegni pubblicati c’era anche il trio Getter Robot G, Getter Dragon, Getter Liger e Getter Poseidon…..

Luglio 2012, con un comunicato ufficiale Fewture annuncia che all’esposizione Wonder Festival verrà mostrato il prototipo del nuovo Works Ex Gokin tratto dalla serie Getter Robot G! Immediatamente dopo l’apertura della fiera ecco comparire in rete le foto del Getter Dragon Ex Gokin in tutta la sua imponenza, insieme al prototipo vengono anche mostrate le sagome degli altri due Getter che verranno presentati più avanti.

Ottobre 2013…..puntuale come un orologio svizzero Fewture Art Storm rilascia sul mercato il nuovo Ex Gokin Getter Dragon andando ad infrangere quella che purtroppo era diventata una consuetudine, il ritardo rispetto alla data annunciata! Change Gettaaaaa Dragon…..

Eccoci arrivati al momento tanto atteso, il nuovo Ex Gokin Getter Dragon è arrivato ed immediatamente andiamo ad analizzare il lavoro svolto da Fewture. La presentazione del prodotto è immutata, brown box di cartone (55x40x18,5cm) riportante il nome della serie e del modello con all’interno la ormai classica confezione lucida (50x34x12cm) con il volto del Getter diviso a metà. Aprendo il contenitore in polistirolo troviamo tutto il contenuto imballato e protetto in sacchetti di cellophane trasparente, leggermente decentrato troviamo il modello contornato dai set di mani e dalle ali. In alto a sinistra c’è una piccola scatola di plastica trasparente con all’interno la maschera facciale del Getter Dragon, due placchette rosse da posizionare sulla schiena, il generatore energetico ed i classici tre simboli rotondi da applicare sulla schiena del modello. Sotto a questa scatolina è posto un piccolo sacchetto con all’interno una vite ed un misterioso oggetto uncinato…..andando sulla parte sinistra della confezione ci sono le due Tomahawk e l’immancabile Getmachine 1. Come sempre nella parte sottostante sono alloggiati i due display stand con l’asta di sostegno, chiude la dotazione di serie il classico foglio illustrativo. Estraendo il modello si notano subito due cose importanti…..niente più pettorine da assemblare, il nostro Dragon è dotato di pettorina apribile già montata sul corpo.....la seconda cosa che si nota è invece la sensazione di minor pesantezza rispetto ai modelli precedenti. Non bisogna però farsi ingannare, il Getter Dragon pesa 902 grammi per un’altezza di 26 cm. Analizzando il modello si scoprono interessanti cambiamenti strutturali e, non nego, anche una certa sorpresa nell’impiego dei materiali sul corpo del Getter. La percentuale di metallo è sensibilmente diminuita rispetto alle produzioni Shin Getter e Black Getter/Getter 1, Fewture ha alternato parti in metallo a parti in plastica, ad eccezione del bacino che è completamente in ferro, ogni parte sul corpo del Getter Dragon è assemblata con la combinazione zama/plastica. Entriamo ora nel dettaglio di quella che è la distribuzione dei materiali facendo un piccolo elenco per ogni sezione del corpo. 

Testa e collo – plastica e ABS.
Busto – pettorina rossa e parte frontale azzurra in metallo – parte azzurra dietro e parte grigia addominale in plastica.
Spallacci – plastica.
Braccia – spalla e bicipite in ABS – avambraccio in metallo.
Bacino – metallo.
Femori – parte anteriore in plastica – parte posteriore in metallo.
Stinchi – parte anteriore in metallo – parte posteriore – plastica e metallo.
Piedi – metallo.

Come si può notare sono state sostituite con la plastica parti che normalmente son state realizzate in metallo, la novità è essenzialmente la presenza di queste parti sul busto, addome e gambe. La sensazione che ho avuto io è che alla Fewture abbiano deciso di alleggerire il lavoro delle articolazioni cercando di ottenere una maggior sicurezza per tutta la struttura del modello. Onestamente approvo tale scelta, ben vengano pochi grammi di zama in meno per ottenere un prodotto molto più affidabile e solido. Il modello comunque risulta essere ben bilanciato, la distribuzione dei pesi è ragionata ed omogenea su tutto il corpo cercando di mantenere in vista frontale quasi tutte le parti in metallo ad eccezione dei femori. Qui però mi sorge un dubbio, per quale motivo le due metà in plastica sono state montate sul frontale? Sinceramente non riesco a spiegarmelo, piuttosto temo in un errore di assemblaggio sulla copia in mio possesso. Sul fronte della struttura interna nessun cambiamento, lo scheletro del Getter Dragon è costituito da parti in plastica quasi sempre ancorate alla corazza esterna tramite l’ausilio di viti sapientemente nascoste alla vista. Osservando attentamente si scorgono viti all’interno delle sedi che ospitano le articolazioni dei femori, ginocchia e ancoraggio caviglie. Nel retro del bacino, anch’esso composto da due parti, sono posizionati due classici tappini del medesimo colore per non far rimanere in vista gli alloggiamenti delle viti. Per quanto riguarda il busto da segnalare la presenza di una singola vite centrale posta proprio dentro la sede del generatore energetico visibile chiaramente solo estraendo l’accessorio in questione tramite l’impiego del ferretto uncinato menzionato all’inizio.  Le foto promozionali presenti sul sito Art Storm ci hanno sempre presentato un modello molto posabile, alcune pose riprodotte facevano chiaramente presagire una grandissima posabilità. Posso assolutamente confermare che il Dragon raggiunge nuovi traguardi da questo punto di vista, le articolazioni presenti offrono realmente un’ampia gamma di movimenti  in grado di far assumere al Getter pose estremamente dinamiche! Analizziamo nel dettaglio le varie parti mobili del modello scoprendo anche qui alcune novità…..la testa ed il collo hanno snodi indipendenti, ogni parte quindi è libera di potersi muovere indipendentemente rispetto dall’altra. L’escursione più ampia è quella del collo che, grazie ad una sede più larga, può ruotare completamente sia a destra che a sinistra. La testa ruota liberamente, ma al contrario della parte sottostante non gode di un ampia inclinazione avanti/indietro. Il busto è governato da un doppio snodo centrale il quale ci permette di ottenere ben tre azioni contemporaneamente…..inclinazione, basculante e rotazione. Il tutto si può realizzare con estrema facilità e sicurezza, dimenticatevi l’esile perno centrale del Getter 1, sul Dragon è presente una vera e propria articolazione di notevoli dimensioni che offre davvero grande affidabilità! I movimenti d’inclinazione avanti/indietro sono a scatto con due posizionamenti, quelli basculanti destra/sinistra e rotazione sono invece ad atrito. Da notare che la rotazione del busto non è minima, ma raggiunge livelli discretamente ampi. Osservando la parte bassa del busto si notano due sagomature che sembrano fatte appositamente per le dita delle mani, di fatto sulle istruzioni è indicata proprio quella parte per compiere l’operazione di rotazione. Davvero encomiabile il lavoro fatto sulle articolazioni che gestiscono i movimenti degli Spallacci o copri spalle. Queste due grandi parti in plastica, poste proprio sopra alle spalle del Dragon, possono essere mosse liberamente grazie all’impiego di tre snodi raggruppati in un unico pezzo. Invece di attaccarsi direttamente sopra alla spalla, come avviene per esempio nel GX51 Bandai, Fewture ha introdotto un sistema del tutto diverso, direttamente sul perno che permette la rotazione delle braccia è stato inserito un anello con un braccio snodato. Su questa parte troviamo appunto due snodi, uno permette di alzare lo spallaccio, mentre il secondo a sfera permette di orientare ed ulteriormente inclinare la parte in questione. Ma non finisce qui, la base ad anello permette addirittura la rotazione avanti/indietro ampliando notevolmente le possibilità di posizionamento dello spallaccio svincolandolo completamente dal movimento del braccio! Le braccia ruotano, si alzano e possono essere estese in avanti verso il petto e si può tranquillamente riprodurre la posizione a braccia conserte, i vari movimenti sono gestiti da articolazioni a scatto e ad atrito. Il sollevamento laterale è a scatto, mentre quello di rotazione ed avanzamento sono ad atrito. Medesimo discorso anche per gli avambracci che sono stati dotati di un doppio snodo che permette di piegare questa parte quasi completamente sopra al bicipite! La prima dello snodo, quella direttamente attaccata al bicipite per capirci, è ad atrito e consente anche la rotazione, la seconda posta direttamente sull’avambraccio è a scatto permettendo di piegare la parte fino ad un massimo di novanta gradi. I tre set di mani presenti sono dotati di un perno molto robusto che permette il piegamento verso l’interno, l’aggancio all’avambraccio è invece assicurato da un collegamento a clips, un sonoro “tac” sarà il risultato della corretta connessione. Il perno usato è di dimensioni notevoli ed è in plastica dura, offre senza dubbio ottime garanzie rispetto a quelli usati in precedenza. Gli arti inferiori replicano ciò che si è visto sullo Shin Getter, divaricazione notevolissima, rotazione sul proprio asse, movimento avanti/indietro e ribaltamento dello stinco quasi a toccare il femore. Per gli snodi delle anche sono state apportate delle modifiche piuttosto importanti, Fewture ha sostituito le articolazioni a scatto con quelle ad atrito lasciandomi davvero a bocca aperta! Queste parti sono però di notevoli dimensioni e la resistenza offerta in fase di movimento e decisamente accettabile, ne troppo morbida ne troppo rigida. Ovviamente l’impiego di questo tipo di articolazioni non garantisce la medesima tenuta di quelle a scatto e con l’andare del tempo potrebbero perdere un po’ della loro efficacia se sottoposte ad usura continua. Ho potuto testare abbastanza questi snodi durante la realizzazione del report fotografico, dopo due giorni di sollecitazioni posso dire che la loro tenuta non è mutata rispetto all’inizio. Bisogna però riconoscere che la sicurezza offerta da snodi a scatto sarebbe stata veramente la soluzione migliore, in definitiva per me è un passo indietro che francamente stento a capire. Discorso completamente diverso va fatto per la parte bassa delle gambe, i movimenti dei poderosi stinchi rossi sono un qualche cosa di fantastico che permettono al Getter Dragon di assumere davvero pose estreme. Concepiti esteticamente in modo diverso, queste articolazioni mi ricordano molto quelle degli ultimi GX Bandai. Nel modello Ex Gokin tutto lo snodo rimane in vista nella parte posteriore della gamba, ma tutto è concepito in modo da non rovinare esteticamente il modello andando ad incastonarsi perfettamente nelle sagome create da Fewture. Piccola curiosità, i dischi rotondi che si trovano esattamente sulle ginocchia possono essere spostati molto semplicemente con un dito, non seguono più il movimento dell’articolazione, questo consente un adattamento puramente estetico per andare a coprire lo spazio lasciato dall’apertura in fase di piegamento. Caviglie e piedi si adattano perfettamente a tutte le pose che il modello può ottenere, l’inclinazione ottenibile a scatto è davvero enorme raggiungendo quasi i novanta gradi. Oltre ad inclinarsi i piedi possono anche piegarsi verso il basso o verso l’alto e come da tradizione piegare solamente la punta che è dotata di articolazione. Aggiunta di tutto rispetto è uno strato di gomma rigida sotto la pianta del piede, questo permette al modello di non scivolare se appoggiato su superfici molto lisce, osservando molto attentamente si nota come la pianta del piede non tocchi a terra, ma rimanga sollevata di un paio di millimetri grazie allo spessore della parte sottostante. La verniciatura è molto curata, i colori sono accesi e non vi sono imperfezioni di nessun genere. La prova del fuoco è non far notare lo stacco cromatico fra materiali diversi che hanno la medesima colorazione, devo dire che Fewture ha lavorato davvero molto bene, bisogna toccare con mano per accorgersi delle differenze fra parti in metallo e parti in plastica. La tonalità del colore è davvero identica in ogni parte del corpo, forse una piccolissima differenza la si nota sui femori bianchi, ma bisogna andare davvero molto vicino per accorgersi della diversità cromatica.
  
La dotazione accessori di questo nuovo Ex Gokin non è eccelsa, all’interno della confezione ci sono solamente tre paia di mani, due Tomahawk, le ali e la Getmachine. I set di mani riproducono il pugno chiuso, l’impugnatura delle armi ed il palmo completamente aperto con alcune dita leggermente piegate. Le due grandi Tomahawk sono lunghe 13 cm e larghe 8 nella parte della lama, si dividono in due parti lungo l’impugnatura per poter essere posizionate nell’apposita mano. Quattro i colori di queste armi, grigio scuro e grigio chiaro per il corpo principale, giallo per la testa puntuta e oro per la punta terminale. Nel disegno originale il Getter Dragon è dotato di due grandi ali a punta che si uniscono nella parte centrale, Fewture ha realizzato ovviamente una interpretazione diversa rispetto all’originale. Le due componenti che troviamo nella confezione vengono agganciate dietro alla schiena del modello grazie a due perni con sistema a scorrimento, una volta posizionate non vi è il minimo pericolo di distacco, questo grazie a due fermi posti all’estremità dei perni di sostegno. Ogni parte è composta da tre ali sovrapposte, ruotando verso l’esterno ogni ala può essere posizionata a piacimento ad  altezze diverse creando una sorta di raggera dietro alla schiena del Getter Dragon con un ingombro massimo in apertura  di 35 cm. Oltre a questo le ali possono essere orientate sia verso l’interno che verso l’esterno, questo grazie ad uno snodo posto esattamente sulla parte terminale della sede di aggancio. Esteticamente sono ben rifinite, sono state anche incise varie pannellature per evitare un effetto visivo piatto che avrebbe rovinato l’estetica del modello. Dopo la marea di problemi riscontrati sulle ali dello Shin Getter Fewture non poteva certo permettersi di sbagliare nuovamente, le ali di questo Getter Dragon sono assolutamente perfette, l’aggancio è sicuro e di facile utilizzo, lo spiegamento delle ali avviene con un sistema ad atrito che funziona decisamente bene. Sono assicurate alla struttura da un grande perno passante che ne garantisce la stabilità, niente viti ed occhielli in plastica che si rompono. Ultima nota è per la basetta espositiva, troviamo il solito disco con l’asta di sostegno regolabile. Anche qui una novità, il bloccaggio del modello avviene ora tramite fissaggio a vite, nel retro bacino c’è un piccolo sportello in plastica grigia che sollevandosi rivela la sede per l’inserimento del sostegno. Una volta fatta questa semplice operazione basterà infilare la vite e bloccarla. Piccola nota estetica, sarebbe stato meglio verniciare lo sportellino con il medesimo colore del bacino, peraltro presente sulle foto promozionali del prodotto.

Come sempre ogni Getter di casa Fewture è accompagnato dalla propria Getmachine ed ovviamente anche il Dragon non ne è sprovvisto. La Getmachine Dragon è lunga ben 13 cm, larga 7,5 nella parte posteriore per un peso complessivo di 135 grammi. La navetta è composta nella sua parte superiore da parti in metallo, mentre tutta la parte sottostante è in plastica. Confrontandola con la Eagle del Getter 1 si nota una differenza di circa 20 grammi di peso in meno. La verniciatura è ottima e non presenta imperfezioni, è possibile esporre la Getmachine sull’apposito display stand da posizionare accanto a quello del modello.

Fewture ha svolto un lavoro quasi perfetto su questo Getter Dragon, la cosa davvero positiva è la dimostrazione di aver cambiato in meglio un progetto strutturale che più di una volta si è dimostrato poco affidabile. La riprogettazione è palese e si vede chiaramente che è stata fatta usando finalmente un criterio giusto andando a bilanciare i pesi nel modo corretto sulle parti più pesanti del modello. L’uso di materiali finalmente di qualità, soprattutto per le plastiche che ora sono davvero molto valide e resistenti, fanno apprezzare ancor di più la bontà del lavoro svolto in casa Fewture. Alcune scelte tecniche come lo snodo ad atrito al bacino lasciano un po’ di perplessità, ma nel contesto generale la struttura del Getter Dragon funziona alla grande restituendo davvero grande affidabilità e sicurezza nel suo utilizzo. Esteticamente questo è il Getter meno stravolto della serie Ex Gokin, il tratto è rimasto molto vicino al disegno originale di Ishikawa e  sono convinto che questo sia proprio uno dei punti di forza di questa realizzazione proprio perché il Dragon di Last Day, a cui chiaramente Sato si è ispirato, è già di per se aggressivo e massiccio. Forse è presto per dire che la strada intrapresa è quella giusta, attendiamo il trio Getter G al completo per giudicare nella sua completezza la bontà del lavoro svolto da Fewture. Nel frattempo però godiamoci il nuovo Getter Dragon…..spiegate le ali…..impugnate i Tomahawk…..Gettaaaaaaaaaaaaaa Ooooone!!!!!!!!!!!!