sabato 21 gennaio 2017

GX34R GUNBUSTER

Anno 2023, la specie umana individua una pericolosa razza di alieni con sembianze intermedie fra vegetali e insetti in una galassia non lontana dal nostro sistema planetario e ne intuisce la potenziale aggressività e l'intento di soppiantare l'uomo nel sistema solare. Scoppia un guerra tra galassie che richiede la creazione di una flotta stellare di astronavi e l'impiego di robot da combattimento pilotati dai ragazzi più abili, selezionati nelle scuole di addestramento sparse su tutta la terra.

Nella scuola militare per piloti spaziali di Okinawa, dove sui robot modello RX-7 inizia il suo addestramento la giovane e fragile Noriko Takaya, comincia la stupenda storia narrata nell'anime Top Wo Nerae GunBuster (Punta al Top GunBuster), bellissima serie prodotta nel 1988 dallo studio Gainax, magistralmente diretta da Hideaki Anno. Il regista, al suo debutto in questa occasione, riconoscerà la consacrazione assoluta pochi anni più tardi grazie alla regia della celeberrima serie Neon Genesis Evangelion (con cui GunBuster condivide peraltro l'aspetto psicologico di alcuni dei protagonisti). L'anime, in grado di affrontare temi come la relatività del tempo, si compone di 6 episodi, mai doppiati in italiano ma facilmente reperibili in 2 DVD in lingua originale con sottotitoli in italiano.
A questa serie, conosciutissima in Giappone, Bandai ha reso omaggio con la produzione di uno dei GX tra i più belli realizzati, il GX-34 GunBuster. A distanza di nove anni, la casa nipponica ristampa il modello con una nuova colorazione denominandolo GX34R.

La confezione

La scatola ha dimensioni di tutto rispetto, secondo la tradizione dei componibili Bandai. Sulla superficie anteriore ci sono tre immagini, due per il Gunbuster assemblato ed una per le Buster Machines. Immancabile l'adesivo dello studio Gainax, questa volta sistemato in basso a sinistra. Sul retro classica carrellata d’immagini del modello con tutti gli accessori. Da notare anche il bellissimo gioco bianco/nero e a colori delle varie immagini.

Il contenuto

La confezione contiene:

- Il grande contenitore in polistirolo con le due Buster Machines e i piedi intercambiabili

- La scatola in cartone contenente i componenti per l'assemblamento della stupenda base espositiva (all’epoca della prima uscita fu la prima che venne ideata per un componibile Bandai)

- Il blister degli accessori (mani aperte, chiuse a pugno, snodate, mano aperta per accogliere l'RX-7, curiosamente qui senza il landing field)
- Alabarda, ascia, mazza, il generatore del Gunbuster per riprodurre una delle ultime scene della serie, la mitragliatrice, la miniatura dell'RX-7, gli speroni applicabili sotto i piedi del robot)

- La busta contenente il grande mantello che nell'anime il robot usa come un vero e proprio scudo

Le Buster Machines

Su  queste c'è poco da dire, sono presenti nella confezione come tali e per assemblarle è sufficiente applicare una placca con la ruota anteriore allo scafo della Buster Machine 2, e i piccoli alettoni posteriori alla Buster Machine 1.

La verniciatura è molto curata e l'esposizione sul display stand (la 1 verticalmente e la 2 orizzontalmente) le valorizza notevolmente.

GunBuster

La trasformazione delle 2 Buster Machines in GunBuster non si può certo dire che sia semplice, Bandai ha concentrato in questo modello una serie di soluzioni tecniche di tutto rispetto, non penso di sbagliare se affermo che il GunBuster è uno dei modelli tecnicamente più complessi e sofisticati prodotti da Bandai per la linea GX. La sola trasformazione dei piedi ha dello stupefacente, non so quante volte l'ho ripetuta, estasiato dalla perizia tecnica con cui è stata concepita. Probabilmente la prima volta si può incontrare qualche difficoltà nelle varie fasi della trasformazione, effettivamente il libretto in alcuni passaggi non è chiarissimo. Ad ogni modo una volta eseguita la si può poi realizzare nuovamente con facilità nel giro di pochi minuti senza alcun problema di sorta. Peraltro il sistema a cannocchiale per l'estrazione delle cosce dalle gambe, molto simile a quello del Gaiking GX27, non riconosce gli arcinoti limiti di instabilità di quest'ultimo essendo stato in questo caso ottimizzato grazie all'adozione di due fermi per coscia che bloccano lo scorrimento della gamba a fine corsa. Tecnicamente il robot è alto circa 25 cm al culmine delle spalle per un peso di circa 750 grammi.
Sono in metallo: I piedi, lo scheletro della gamba, la coscia, i grossi scudi all'altezza delle ginocchia, il bacino, le articolazioni delle spalle, le parti rosse ai lati del torace, le braccia e lo scheletro dell'avambraccio.Sono in plastica: gli sportelli delle gambe, i piccoli scudi all'altezza del bacino, il torace fatta eccezione per le parti rosse, gli sportellini degli avambracci, la testa, le grosse spalle (ovviamente per motivi di stabilità).

La posabilità del modello ha dell'incredibile, complice la notevole mobilità sia in senso laterale che antero-posteriore dell'articolazione dei femori sul bacino e la presenza  di una articolazione a scatto tra quest'ultimo e il torace tale da permettere movimenti di torsione del tronco. Le ginocchia si flettono notevolmente e anche le caviglie sono libere di piegarsi abbondantemente. Anche il movimento delle braccia è liberissimo, soprattutto perchè le grosse spalle hanno uno snodo indipendente da quello presente tra torace e braccia così da non vincolare il movimento degli arti superiori. La mobilità della testa è discreta. Un difetto riconosciuto rispetto alla controparte animata è sicuramente l'eccessiva snellezza dei femori rispetto alla gamba, il Gunbuster dell'anime ha infatti una coscia ben più massiccia, ma ovviamente l'obbligo di riprodurre la trasformazione del modello ha reso necessario questo compromesso. Le grandi spalle hanno nella loro parte interna sportellini che danno adito ad alloggiamenti rispettivamente per: a destra il grande mantello, a sinistra l'ascia e la mazza (anch' essa accorciabile per la sistemazione nel relativo scompartimento con un dispositivo a cannocchiale), armi che peraltro il GunBuster non usa nell'anime (ma che probabilmente erano state concepite nei primi disegni dello studio Gainax). Di grande impatto visivo la posa con gli sportelli dei Buster Colliders aperti! La nuova colorazione proposta è decisamente molto accattivante. In sostituzione del grigio (GX34) abbiamo un bel bluette accompagnato da colori di contorno (rosso e giallo) metallizzati.

Il Display Stand

Un cenno a parte è obbligatorio in questo caso per il display stand,  Bandai lo ha concepito in modo tale da consentire l'alloggiamento al suo interno di tutti gli accessori. Questa base espositiva è infatti un vero e proprio diorama che riproduce la torre di lancio delle Buster Machines visibile nel quinto episodio della serie e può essere adattato sia per esporre il robot assemblato che, appunto, le 2 Buster Machines. Non solo, la base si apre come un vero e proprio cofanetto permettendo la sistemazione  al suo interno degli accessori mentre le mani del robot e il generatore del GunBuster possono essere sistemati all'interno della torre di lancio essendo quest'ultima aperta sulla sua superficie posteriore. Infine, dulcis in fundo, il display stand permette di esporre il GunBuster in bilico simulando la posa riprodotta sul fianco della scatola, con il robot nell'atto di sferrare un calcio dall'alto. 
Ancora oggi questo GX Bandai è uno spettacolo, sia tecnico che stilistico. Pur concedendo alla casa nipponica qualche rivisitazione per esigenze di trasformazione, il Gunbuster rimane sempre nell’olimpo dei grandi capolavori Bandai. Per chi ha saltato la prima uscita, consiglio vivamente l'acquisto di questa nuova versione che, pur cambiando veste cromatica, ha mantenuto immutato il suo grande fascino! Ancora oggi non c'è dubbio, GunBuster GX34R….. si punta al top!!!



sabato 15 ottobre 2016

MAZINKAISER RIOBOT BY SENTINEL



Dopo mesi passati a consumare video promozionali e foto ufficiali, finalmente Sentinel rilascia l'attesissimo Mazinkaiser Riobot. Chi conosce questo genere di prodotti sa già che la grande cura realizzativa raggiunge livelli di rara eccellenza, mettendo a disposizione dell'utente un qualcosa di esteticamente impeccabile. Il Mazinkaiser non cambia questo percorso, anzi, conferma ancor di più che in casa Sentinel le cose le sanno fare davvero molto molto bene.


Mi aspettavo una confezione più piccola, invece l'ingombro risulta essere abbastanza impegnativo con una misura di 38 x 33 x 13 cm. La parte frontale permette di osservare una porzione del contenuto, la realizzazione a vetrina quindi ci consente di dare un primo sguardo al modello ed alle sue armi. Bellissima la stilizzazione del Kaiser Scrander disegnato proprio in corrispondenza dell'allogiamento a vista del mecha. All'interno tutto è custodito in due grandi vassoi in plastica trasparente, il Mazinkaiser ed i suoi avambracci sono poi ulteriormente protetti da diversi strati di carta plastificata. La dotazione accessori è di tutto rispetto, Sentinel ha praticamente inserito tutto ciò che il robot usa nella serie animata. Ma non finisce qui, tutto l'arsenale poi è stato impreziosito dall'aggiunta di effetti per simulare il lancio dei magli e l'estrazione delle spade! Ecco nel dettaglio tutto il contenuto:


Mazinkaiser Riobot

Turbo Smasher Punch x2

Kaiser Blade x2

Final Kaiser Blade

Gigant Missile

Kaiser Pilder x2

Effect Parts x5

Impugnatura Kaiser Blade x3

Parti Coprispalla x2

Set Mani x5

Kaiser Scrander

Display Stand

Aste Supporto X2

Cupolino Schiena

Libretto Illustrativo


Estraendo il modello dalla confezione ci si accorge immediatamente della sua leggerezza, alla prova della bilancia il Mazinkaiser fa registrare un peso di circa 450 grammi. Questo valore aumenta fino a 500 con l'aggancio dello Scrander. E' meglio chiarire subito una cosa, non può essere considerato un vero e proprio chogokin, io lo definirei più come action figure top quality. La struttura ha comunque alcune parti in metallo dallo spessore però molto sottile, ne troviamo nel petto, nell'addome, su quasi tutta la parte nera delle gambe e nei piedi. Altro dato importante è l'effettiva altezza del modello, Sentinel dichiara fin dall'inizio 18 cm, ma in realtà i cm sono 21, misura presa con le gambe in posizione di massima chiusura. Questa dimensione consente al Mazinkaiser di essere accostato perfettamente ai vari Gx Bandai dedicati a Mazinger Z e Grande Mazinga, rispettando molto fedelmente la differenza che si vede nella serie animata.


La produzione Sentinel esplode in tutta la sua magnificenza quando si cominciano a muovere le articolazioni, qui davvero si è raggiunto un livello di posabilità davvero eccezionale! Il modello è stato concepito per replicare realmente qualsiasi posa ci venga in mente, per non parlare di tutte quelle che il mecha assume durante i combattimenti. Ci sono snodi ovunque che permettono ad ogni singola parte torsioni, piegamenti ed inclinazioni. Sentinel non ha lasciato nulla al caso, bellissima la soluzione adottata per portare le braccia in completa sovrapposizione al petto. Le parti esterne della Fire Blaster rientrano per consentire il suddetto movimento! Braccia che possono poi piegarsi perfettamente a 180 gradi grazie alla doppia articolazione presente, una posta sul maglio ed una al gomito. I coprispalla, le parti da dove fuoriescono le Kaiser Blade, hanno una loro doppia articolazione completamente indipendente da quella del braccio. Questo consente il posizionamento destra/sinistra e quello di rotazione, con questa soluzione le due parti possono essere mosse liberamente sull'area delle spalle. Il busto ha poi diverse possibilità di movimento, bisogna prestare però molta attenzione a ciò che viene indicato sul libretto illustrativo. La rotazione è consentita solamente alla parte pettorale nera, mentre quella addominale grigia può piegarsi avanti ed indietro. Tutto l'insieme poi è inclinabile sia a destra che a sinistra grazie ad una gimmick che svincola tutto il tronco dal movimento del bacino. Anche la parte bassa è impreziosita da alcune soluzioni molto valide, una su tutte a mio parere è quella dell'apertura del bacino in fase di sollevamento gambe. La parte nera, a seconda della gamba che si va a muovere, si alza concedendo ancor più libertà di movimento. Le gambe poi sono un qualcosa di strabiliante, ruotano, si allargano e si piegano fino a sovrapporsi completamente, proprio come le braccia! Per evitare che le parti si tocchino Sentinel ha concepito un meccanismo che fa rientrare gradualmente le protuberanze posteriori ed il ginocchio. In condizione quindi di massima chiusura femore e polpaccio sono perfettamente sovrapposti, ma senza toccarsi! Anche il movimento dei piedi è stato studiato alla perfezione con un articolazione che risulta essere molto flessibile ed adattabile a qualsiasi posa venga adottata. La punta può essere ulteriormente piegata per supportare le pose più estreme. Tutti gli snodi sono concepiti con il sistema a resistenza e non a scatto, ovviamente durante il servizio fotografico ho stressato molto il modello, ma posso dire con immensa soddisfazione che  ogni articolazione ha mantenuto la medesima condizione di rigidità iniziale. Questo risultato lo ritengo davvero importante e fondamentale per un prodotto di questa concezione, tanta magnificenza priva di affidabilità sarebbe stata davvero inaccettabile.


Anche esteticamente è stato svolto un lavoro impeccabile e davvero maniacale. Grazie al design team Chemical Attack, l'estetica del mecha è stata rivisitata con l'aggiunta di numerose pannellature e piccoli particolari disposti su tutto il corpo del modello. Questa scelta probabilmente non piacerà a tutti, ma a mio modo di vedere spezza il design liscio dell'originale rendendo il Mazinkaiser ancor più aggressivo. Osservando attentamente da vicino si scorgono davvero tantissimi particolari, ad esempio sui magli ci sono piccole scanalature color oro che seguono la linea curva delle lame. Sulle gambe sono state create pannellature in modo da nascondere la linea di giunzione dei femori all'altezza del punto di rotazione. Nella parte bassa il nero è stato spezzato da inserti di color argento, mentre nella parte posteriore sono state scolpite piccolissime incisioni di color oro. Addirittura le parti interne, dove non si guarderebbe mai, sono verniciate e lavorate in modo impeccabile! Potrei continuare per ogni singolo centimetro, questo per farvi capire che anche la realizzazione estetica è realmente un qualcosa di sbalorditivo! Cambio design ovviamente anche per le armi ed il Kaiser Scrander, quest'ultimo davvero stupendo con l'inserimento di aree trasparenti sulle ali che mostrano particolari interni. Ingombro abbastanza importante che raggiunge i 32 cm di apertura ed un peso che mette però molto in difficoltà la stabilità del modello, soprattutto a livello addominale causandone il ribaltamento! Bisogna prestare molta attenzione e bilanciare attentamente il peso giocando con l'inclinazione delle caviglie, del busto e soprattutto quello delle ali. Lo Scrander, una volta agganciato alla schiena, rimane inclinato e non perpendicolare, scelta questa davvero curiosa da parte dei progettisti Sentinel. Secondo me lo scopo di tale soluzione è stato quello di creare lo spazio per consentire l'aggancio al supporto del display stand. Stand che diventa davvero obbligatorio se si vuole esporre in sicurezza il Mazinkaiser completo di ali. La basetta che troviamo nella confezione è il classico quadrato nero con parte superiore trasparente, qui accompagnato anche da quattro angolari che, oltre ad aumentarne le dimensioni, si possono staccare ed essere impiegati per simulare il lancio dei magli. Grazie alle due aste snodate è possibile fissare i Turbo Smasher Punch e ricreare la scena del lancio con tanto di effetti colorati applicabili alla parte terminale degli avambracci. Come detto anche le armi sono state profondamente rivisitate con else e lame  completamente ridisegnate. Oltre alla modifica della forma, sono state aggiunte anche bellissime pannellature incise sulle impugnature e sulla lama della Final Kaiser Blade. Sul modello è possibile ricreare le fasi di estrazione grazie all’impiego degli effetti che troviamo nella confezione, due per le spalle ed uno più grande per il petto. Nel primo caso si devono sostituire le punte dei copri spalla ed inserire quelli cavi con l’aggiunta degli effetti e delle impugnature per le spade. Sul petto stessa soluzione, basterà rimuovere il fregio centrale con la Z ed inserire effetto ed impugnatura. Per completezza riporto anche le misure delle spade, le Kaiser Blade sono lunghe 15 cm, mentre la Final Kaiser Blade raggiunge i 22. Il Gigant Missile ha la propria sede di lancio ricavata nella parte bassa dell’addome, uno sportellino nasconde il foro per l’inserimento del missile. Per accedere a questa zona si deve inclinare il busto leggermente all’indietro ed aprire l’apposito sportello. Cosa curiosa e che ci ha fatto sorridere nelle discussioni sul forum, è la stilizzazione concepita in questa zona, se guardate bene sembra riprodurre un viso con tanto di naso e occhi. Ritornando seriamente alla nostra analisi, concludiamo la descrizione con un cenno alla verniciatura generale del prodotto….. S P E T T A C O L A R E! Non ho trovato un segno, neanche sulle parti più piccole, non aggiungo altro!

Born to be posed….. will shock you when you pose it! E’ chiaro che la produzione Sentinel punta al top della posabilità e fa centro in tutti i sensi. Il Mazinkaiser Riobot raggiunge veramente l’Olimpo del posing grazie al superbo lavoro svolto dalla casa nipponica. Aggiungiamo poi la grandissima cura realizzativa di ogni minimo dettaglio e voilà, ecco il Mazinkaiser definitivo! E’ doveroso però sottolineare anche due aspetti che, a mio modo di vedere, fanno perdere alcuni punti al bellissimo lavoro svolto sul modello. Il prezzo è veramente devastante, diciamo quanto lo è in bellezza il Mazinkaiser! Signori, stiamo parlando di ben 34560 Yen che, sommati a spedizione ed oneri doganali, fanno veramente una cifra importante. Tiratina d’orecchie poi doverosa a Sentinel per come è stata concepita la confezione, un modello di tale fattura e costo MERITAVA ben altro trattamento. Sinceramente i blister in plastica fanno molto prodotto dozzinale, cosa che assolutamente non è questo Mazinkaiser. Tralasciando questi fattori, non posso far altro che promuovere la realizzazione di casa Sentinel, affermando senza esagerare  che questo è uno dei modelli più belli in assoluto su cui abbia posato gli occhi in tutti questi anni di collezionismo. Standing ovation!