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venerdì 19 giugno 2026

ANOTHER GETTER ARTIFACT-X CCS

NOME DEL MODELLO: ANOTHER GETTER

PRODUTTORE: CCS

ANNO DI RILASCIO: 2026

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 20.900

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ESTETICA: 10

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 8

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 10

CONFEZIONE - DIMENSIONI: 35 x 28 x 11 cm

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PRO

sempre top nella qualità

colorazione meravigliosa

posabile e stabile

esteticamente stupendo

CONTRO

lo voglio mortal mind.....

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Un altro Getter.....No, non è uno scherzo, ma il nome del primo modello della nuova linea Artifact-X di CCS. L'Another Getter, questo il nome esatto del mecha, arriva da un videogioco uscito ormai molti anni fa, esattamente nel 1999, sulla mitica Playstation 1. Stiamo parlando di Getter Robot Daikassen, un gioco di ruolo con combattimenti a turni dedicato ovviamente alla Getter Saga e, credo, pubblicato solamente per il mercato asiatico. Fra i tanti Getter presenti, ne troviamo uno completamente nuovo, disegnato appositamente per il videogame e dal quale CCS ha preso spunto per la sua realizzazione. L'estetica richiama il Black Getter, ma con inserimenti di particolari presi da alcuni dei più famosi robot della serie. Il braccio destro con la trivella e le pinze sono un chiaro riferimento al Getter 2, mentre quello più lungo a sezioni modulabili deriva dal 3. Ci sono ovviamente anche elementi del tutto nuovi che caratterizzano l'aspetto dell'Another Getter.

CONFEZIONE

La caratteristica principale di questa nuova linea Artifact-X sono le dimensioni dei modelli. La scala è ridotta rispetto ai Mortal Mind e, di conseguenza, anche la confezione che li accompagna. Parliamo di un modello alto 20 cm, quindi tutto è commisurato a questa altezza. Niente brown box, ma una scatola più tradizionale con immagini del prodotto in quasi tutti i lati. L'apertura avviene lateralmente sollevando tutta la sezione frontale. Subito si nota una busta nera serigrafata con il logo Artifact-X, all'interno c'è un foglio in bianco e nero con le istruzioni di montaggio e le funzionalità del nuovo Getter. Due blister in plastica trasparente accolgono il modello e tutti gli accessori. Nel primo contenitore abbiamo il Getter, le ali, la trivella, l'avambraccio dedicato, il cannone rotante e 5 mani sinistre alternative. Nel secondo troviamo la classica basetta CCS, il nuovo sostegno mobile, le due aste metalliche, il connettore, il braccio articolato e l'avambraccio con gli artigli, classico riferimento al Ryoma mode. Non può mancare una delle armi più iconiche del Getter Black, la Tomahawk, qui presente in versione potenziata.

IL MODELLO

Se pensate che la ridotta dimensione abbia inficiato sulla nota qualità CCS vi state sbagliando! In 20 cm ritroviamo tutta la grandissima cura e perfezione a cui siamo abituati con la linea Mortal Mind! L'Another Getter è uno spettacolo meraviglioso, dettagli, colorazione e mobilità sono al top. Le articolazioni godono sempre del sistema ad attrito con un'elevata tenuta, permettono al modello di replicare pose dinamiche di grande impatto. La semplicità con cui si muove ogni parte è incredibile, c'è sempre la giusta resistenza, ne troppo rigido ne troppo morbido. Anche l'impiego dei materiali è sempre molto accurato, il mix plastica/metallo fornisce ormai una solida garanzia costruttiva e CCS è maestra nel realizzarlo in modo esemplare. Non esiste un minimo segno o una piccola imperfezione, nemmeno sulle parti più minuscole, tutto è davvero super curato. La colorazione è poi davvero stupenda, il nero opaco si amalgama perfettamente con il grigio metallizzato più lucido ed i dettagli di color oro. Le sezioni interne a vista del petto e delle gambe mostrano pannellature ben definite in azzurro che riprendono vagamente lo stile visto sullo Shin Getter Mortal Mind. Con un'analisi più ravvicinata, possiamo notare anche inserimenti in viola che delimitano alcune zone, più precisamente sulle gambe, sulle spalle, sul pettorale, sul cannone ed anche sulla struttura delle ali. Veramente una realizzazione magnifica! Un altro dato significativo è il peso, il Getter fa registrare 560 grammi che, con le ali agganciate, salgono a 665. Questo si traduce in grande stabilità, soprattutto quando andiamo a replicare posizioni molto dinamiche con torsioni del busto e piegamenti estremi di gambe e caviglie. L'Another Getter Artifact-X si dimostra davvero un prodotto di grande qualità sotto qualsiasi punto di vista. Assente un qualsiasi sistema d'illuminazione, ma non se ne avverte la mancanza.

ACCESSORI

La dotazione accessori non è elevata, ma c'è tutto quello che serve per rappresentare la controparte apparsa nel videogame. Partiamo dalla trivella con aggancio magnetico al braccio destro. La presa della calamita è molto decisa e ben mantiene in posizione l'accessorio. Le tre tenaglie mobili poste ai lati hanno due sezioni per il movimento prensile, a noi la scelta di lasciarle chiuse o aperte.

Molto particolare il cannone posizionato sull'avambraccio sinistro. Decisamente accattivante la sua estetica con piccole sezioni interne in vista. Ruotando la canna da fuoco possiamo vedere queste parti muoversi realmente, un particolare questo davvero ben realizzato che, pur nella sua semplicità, valorizza notevolmente il tutto. Non parliamo poi del livello di dettaglio presente su questa arma, guardate le foto e giudicate!

Come abbiamo già detto, non manca una delle armi che più caratterizza il Getter, stiamo parlando ovviamente della Tomahawk. La scure è praticamente l'arma da taglio per eccellenza in quasi tutti i Getter Robot ed anche l'Another Getter ne possiede una. La versione riprodotta da CCS è strutturata con due grandi lame ed un corpo centrale ricco di dettagli. Sia la parte centrale, la testa e la sezione terminale dell'asta, godono di bellissimi particolari e incisioni colorate. Per farla impugnare al modello bisogna semplicemente rimuovere la parte terminale ed infilarla nell'apposita mano forata.

Il braccio articolato, in chiaro stile Getter 3, ha tutte le sezioni mobili che consentono un movimento molto ampio. Si aggancia alla spalla destra del modello, mentre nella parte terminale accoglie l'avambraccio con le lame laterali, la mano dotata dei classici artigli e le falangi mobili. L'impiego di questo accessorio si presta ad esposizioni molto dinamiche a patto di trovare una posizione ben studiata esteticamente ed uno spazio espositivo adeguato. L'effetto è davvero molto bello e crea un bel diversivo estetico.

Il vero fiore all'occhiello della dotazione accessori sono però le ali. Il back pack realizzato da CCS è davvero ben studiato e, ovviamente, realizzato. Le grandi ali, viola nella parte interna e nero opaco all'esterno, sono orientabili in diverse posizioni. Il design richiama in parte quelle dello Shin Getter 1 e sono impreziosite esteticamente con diversi dettagli incisi, tutti estremamente curati. Nella sezione centrale ne abbiamo due più piccole con la possibilità di essere aperte per donare più ampiezza visiva. Questo accessorio ha un discreto peso, questo grazie anche all'innesto delle articolazioni in metallo presenti. Per agganciarlo al Getter bisogna rimuovere la piccola placca dietro alla schiena, è fissata magneticamente alla sede. Fatto questo si procede all'innesto del perno, prima spingendolo all'interno e poi verso il basso per il bloccaggio finale. Nonostante l'aumento di peso, il nostro Another Getter non perde assolutamente la stabilità, mantiene sempre saldamente qualsiasi posizione andiamo a scegliere. Questo dimostra una grande attenzione nello sviluppo del modello e di tutte le sue componenti!

Poco da dire sulla basetta espositiva che ormai accompagna tutte le produzioni di CCS. Come sempre la colorazione nero lucido è spezzata dalla serigrafia oro con il nome del prodotto. Troviamo anche qui la nuova versione del sostegno e le aste metalliche in due lunghezze differenti. Una piccola novità è presente invece sul connettore, qui dotato di una piccola leva da premere per essere inserito sul retro del bacino. Una volta inserito si rilascia la levetta che blocca il perno all'interno della sede. Sullo stand espositivo il modello può essere esposto al top replicando pose dinamiche in volo davvero spettacolari.

COMMENTO FINALE

La nuova linea Artifact-X dimostra tutta la grande qualità produttiva di CCS. Il suo primo rappresentante, l'Another Getter, si dimostra un prodotto di altissima fattura lasciandoci sensazioni identiche a quelle dei modelli Mortal Mind. Nonostante le dimensioni ridotte, il modello è dotato di tutte le caratteristiche fondamentali che sono ormai diventate il marchio di fabbrica di questa azienda. Solido con articolazioni super resistenti, dettagli meravigliosi e l'inconfondibile stile di CCS, rendono questo Another Getter un modello davvero fantastico. A questo punto siamo davvero curiosi di vedere quale soggetto verrà realizzato in questa linea.

Come sempre il nostro grandissimo ringraziamento a CCS per averci inviato il prodotto per le nostre recensioni. Un grandissimo grazie a Giustino ed a tutto lo staff di Metalrobot.it per il supporto e lo spazio concessomi.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA ANOTHER GETTER ARTIFACT-X CCS 

 




 



 

 

 

  

sabato 13 giugno 2026

ULTIMATE DANCOUGA MORTAL MIND CCS

NOME DEL MODELLO: ULTIMATE DANCOUGA

PRODUTTORE: CCS

ANNO DI RILASCIO: 2025

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 36.300

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ESTETICA: 9,5

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 8,5

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 9

CONFEZIONE - DIMENSIONE: 53 x 38 x 15 cm

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PRO

rivisitazione estetica spettacolare

colorazione top

articolazioni super resistenti

posabilità ottima

15 punti luce 

CONTRO

poca inclinazione delle caviglie

bisogna toglire il pettorale per ruotare le braccia

dotazione accessori non molto ampia

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La serie Mortal Mind di CCS ha ormai raggiunto livelli altissimi e prosegue con l’obbiettivo di proporre nuovi mecha sempre più curati e dettagliati, pronti a stupire ad ogni nuova uscita. La produzione CCS oggetto di questa recensione, rispetta tutte queste caratteristiche e propone un qualcosa di veramente devastante, sia in termini qualitativi che estetici. Il prototipo di questo modello è stato mostrato e aggiornato più volte nel corso del tempo, ma ora è finalmente una realtà definitiva! CCS presenta, tratto da Super Robot Wars 30, l’Ultimate Dancouga.

CONFEZIONE

Il modello Mortal Mind arriva nella classica confezione che ormai conosciamo. Dotata di maniglia in stile valigetta, rigorosamente serigrafata con il logo CCS, abbiamo il brown box con l’immagine a mezzo busto del mecha che occupa tutta la parte frontale. Per questa uscita troviamo anche una piccola novità grafica. Abbiamo due immagini più piccole sui lati corti della confezione. Sul retro la grande scritta in caratteri giapponesi con il nome del modello. Aprendo troviamo la copertina con due bellissime immagini del Dancouga e, come sempre sul retro, un primo piano del robot nel classico stile in bianco e nero. Un grande box in polistirolo e tre vassoi in plastica trasparente ci mostrano tutto il contenuto della produzione. Nel contenitore in polistirolo c’è il corpo del modello e tutte le parti più grandi che vanno a comporre l’estetica finale. Il back pack, il pettorale, gli scudi per le braccia e quelle per le gambe. Troviamo anche la grande spada ed il supporto per la base espositiva. Nei due blister più grandi sono invece distribuite tutte le altre parti di completamento da montare sulla struttura del Dancouga, la testa, due volti alternativi, i set di mani, le parti delle ali e la basetta con il nome del modello. Sotto di essa abbiamo il terzo blister con gli accessori più piccoli ed un quarto con ben 19 batterie! E si, l’Ultimate Dancouga di CCS è da record con ben 15 punti d’illuminazione a led! Non può mancare il libretto illustrativo con le istruzioni dettagliate per il montaggio delle singole parti e dei circuiti per l’illuminazione.

IL DANCOUGA

Come per l’Alteisen è necessaria una sequenza di montaggio per ottenere l’estetica finale del modello. Rispettare i passaggi risulta fondamentale, più che altro per comodità d’inserimento delle singole parti. Procedendo per sezioni si ottiene, nel modo più semplice possibile, tutto l’allestimento del Dancouga. Prima di procedere al montaggio vero e proprio bisogna inserire tutte le batterie negli appositi alloggiamenti. Nella dotazione ne troviamo di tre formati differenti. Le più grandi LR44, le medie CR 927 e le più piccole LR754.

Testa – circuito illuminazione occhi – 1 CR927

Ali – circuito illuminazione parte superiore – 6 LR44

Cannoni – circuito illuminazione bocche da fuoco – 2 CR927

Scudi avambracci – circuito illuminazione lama centrale – 2 CR927

Punte dei piedi – circuito illuminazione lama centrale – 2 CR927

Scudi laterali gambe – circuito illuminazione lame – 6 LR754

Per la testa l’accensione dei led si ottiene premendo il pulsante posto sul retro, mentre per tutte le altre sezioni, l’accensione avviene tramite attivazione magnetica.

L'Ultimate Dancouga concepito da CCS è alto 34 cm alla punta delle ali, 28 alla testa. L'ingombro dell'apertura alare invece arriva a 43 cm, una misura molto importante che però può essere variata grazie al movimento all'indietro di cui sono dotate. Il peso è di 1,9 kg e si fa davvero sentire quando lo si muove per andarlo a mettere in posizione. E' un modello davvero “ingombrante” e necessita di un cura particolare nella sua movimentazione. Le numerose parti appuntite presenti su braccia e gambe, il gigantesco pettorale, le grandi ali con il back pack mobile, potrebbero sembrare difficili da gestire. Con grande sorpresa però abbiamo riscontrato l'esatto contrario perché CCS ha calcolato benissimo tutta la realizzazione di queste sezioni, ovviamente accompagnate dalla presenza di articolazioni studiate appositamente per la gestione di tutta la fase della mobilità. L'ottima resistenza di cui sono dotate garantisce una grande stabilità e un'incredibile dinamicità al Dancouga. Strutturalmente il modello CCS non si discosta dai suoi predecessori. Abbiamo articolazioni in metallo pesante tutte gestite con il sistema dell'attrito, mentre le parti esterne sono in plastica di grande qualità. Numerosissimi sono i dettagli realizzati , alcuni davvero molto piccoli, tutti però sempre ben visibili e con un impatto visivo davvero incredibile. Se andiamo a confrontare le immagini del disegno originale con questo Mortal Mind, possiamo notare come lo stile CCS vada ad impattare in modo davvero rilevante sulle forme dell'Ultimate Dancouga. Risultato.....? Un design più dinamico e “moderno” che slancia notevolmente un mecha dai tratti originali più piatti e squadrati. Anche la colorazione beneficia di ottima cura e qualità realizzativa. Il colore predominante è il grigio scuro che occupa la maggior parte del corpo. Viene “spezzato” dalle sezioni di colore più chiaro dove troviamo toni argento e oro metallizzato. Queste sono poi ulteriormente inframezzate da piccole parti in rosso acceso. Come sempre CCS non sbaglia gli accostamenti cromatici dimostrando un grado di accuratezza e precisione davvero invidiabili.

GLI ACCESSORI

Nella confezione abbiamo a disposizione diversi accessori:

3 volti alternativi con aggancio magnetico

4 paia di mani intercambiabili, una mano destra singola e, queste già montate sul modello, quelle con le falangi mobili.

2 piccole else della spada con testa magnetica

la grande spada Dancuken – braccio trasparente mobile - basetta espositiva serigrafata con supporto mobile, due aste metalliche di lunghezze differenti ed un connettore di sostegno per il modello. Per quanto riguarda il cambio dei volti, operazione molto semplice, bisogna ogni volta rimuovere la testa, togliere la maschera facciale e sostituirla con un'altra. Come detto poco fa, il procedimento avviene tramite una connessione magnetica, niente perni o incastri strani, decisamente una scelta ottima che semplifica molto questa operazione. Una curiosità riguarda la sostituzione delle varie mani sul modello. Abbiamo un perno mobile che va ruotato in una determinata posizione quando si procede alla sostituzione dalle mani articolate a quelle in posa fissa. Scelta davvero curiosa da parte di CCS che ha ben specificato nelle istruzioni il procedimento. Se guardiamo attentamente i punti d'innesto delle mani, noteremo una sagoma diversa rispetto a quella con le falangi mobili. Passiamo ora alle due piccole else presenti nella dotazione. Questi due accessori sono la riproduzione dell'impugnatura della spada e, proprio come nelle varie scene del videogioco, esce dal fianco del robot venendo lanciata in aria. Per simulare questo CCS ha realizzato un apposito vano apribile dotato di molla. Una volta inserita l'elsa all'interno, basterà aprire il pannello per vedere la fuoriuscita dell'impugnatura della Dancuken. Questa operazione è possibile in entrambi i fianchi. L'utilizzo però principale dei due piccoli accessori è quello di dare l'accensione, tramite la loro testa dotata di magnete, alle varie sezioni con il circuito a led. Appoggiando in precisi punti si avrà l'accensione della luce rossa, toccando nuovamente si spegnerà. L'arma principale del nostro Ultimate Dancouga è la grande spada Dancuken. Nella confezione la troviamo nella sua forma classica dotata di pomello removibile per l'inserimento nelle apposite mani dedicate. In questa modalità potenziata il Dancouga può cambiare la forma della spada rendendola ancor più grande e devastante. Le due parti sotto le ali diventano l'upgrade della Dancuken facendola diventare la Danku Jinken. L'operazione è molto semplice, una volta rimosse le due parti si procede alla loro apertura. Successivamente si agisce direttamente sulla lama che, allungandosi, va a rivelare i punti di connessione per l'inserimento delle nuove sezioni. Abbiamo così ottenuto la Dancku Jinken. Possiamo riprodurre l'iconica posa a due mani grazie alla coppia dedicata presente nella confezione. Il modello riesce perfettamente a sostenere il peso della grande spada, senza alcun accessorio di sostegno. CCS però non ha lasciato nulla al caso ed ha inserito un braccio mobile di sostegno in plastica trasparente. Questo accessorio può essere agganciato sul retro del modello e, grazie alla testa a pinza, usato come fermo aggiuntivo per la Dacku Jinken. Chiudiamo la descrizione degli accessori con l'ormai classica basetta espositiva che accompagna tutte le produzioni Mortal Mind. Come sempre abbiamo il nome del mecha inciso in colorazione oro, sempre molto appariscente che ben contrasta il nero lucido della base. Anche per l'Ultimate Dancouga abbiamo il nuovo supporto mobile visto nell'Alteisen, più grande e più resistente nel sopportare il grande peso del modello. Completano il tutto le due aste metalliche con l'apposito connettore, la più lunga per le esposizioni in sospensione, mentre alla più corta è riservato il compito di sostenere il Dancouga appoggiato alla basetta espositiva. Per chi possiede molto spazio, io consiglio l'esposizione del modello insieme al display stand, magari riproducendo una bella posa dinamica in volo. Il colpo d'occhio è sicuramente fantastico.

Questa mia recensione arriva con molto ritardo rispetto a quando abbiamo ricevuto il prodotto da CCS. Purtroppo in alcune copie della prima tiratura è stato riscontrato un difetto di produzione che impediva l'inserimento delle ali sul back pack. Nel mio caso ho dovuto fare i conti con la rottura dei supporti, questo dovuto alla grande pressione da me esercitata nel provare ad inserire le ali sui perni. CCS ci ha prontamente fornito nuove parti, questa volta perfettamente funzionanti. La casa produttrice peraltro ci aveva già avvisati del possibile problema, cosa che abbiamo apprezzato moltissimo, segno di grande responsabilità e professionalità verso i collezionisti.

L'ultimate Dancouga Mortal Mind si è rivelato un grande modello, ben studiato ed ottimamente realizzato. Abbiamo apprezzato moltissimo il design concepito da CCS, colmo di particolari ed impreziosito ulteriormente da ben 15 punti luce! Dopo un primo approccio un po' destabilizzante dovuto alle dimensioni, al peso ed alla conformazione del modello, metterlo in posa e gestire ogni singola articolazione è stata una soddisfazione immensa. Le uniche pecche, se così possiamo chiamarle, sono la poca mobilità delle caviglie e dover rimuovere il pettorale per ruotare completamente le braccia. Al di là però di queste due osservazioni, promuoviamo assolutamente l'Ultimate Dancouga Mortal Mind che, pur essendo in origine un mecha trasformabile/componibile, non fa rimpiangere l'assenza di questa caratteristica.

Un grandissimo ringraziamento a CCS per la grande disponibilità ed il prezioso supporto. Doveroso, come sempre, anche il ringraziamento a tutto lo staff di Metalrobot.it che mi ha permesso di realizzare questa recensione.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA ULTIMATE DANCOUGA MORTAL MIND 

 


 

 


 

 

 

mercoledì 27 maggio 2026

EVANGELION UNIT 02 TYPE II - ANIMA - MORTAL MIND CCS

NOME DEL MODELLO: EVANGELION 02 TYPE II ANIMA

PRODUTTORE: CCS

ANNO DI RILASCIO: 2026

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 33.000

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ESTETICA: 9

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACESSORI: 10

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 10

CONFEZIONE - DIMENSIONE: 49 x 36 x1 8,5 cm

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PRO

articolazioni sempre al top

esteticamente super curato

colorazione stupenda

dotazione accessori super

CONTRO

praticamente nulla!

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Eccoci finalmente alla nuova produzione della grande linea Mortal Mind di CCS che, ad ogni uscita, genera sempre grandissime aspettative fra i collezionisti del settore. Il modello proposto riprende la licenza di Neon Genesis Evangelion Anima, presentandoci la Unit-02 Type II dal classico colore rosso. L’Evangelion Unit-02 Type II, introdotto in Neon Genesis Evangelion: ANIMA, è un aggiornamento dell’Unità originale-02. Pilotato da Asuka Langley Sohryu, è stato sottoposto a test utilizzando un corpo di prova prima di passare alla sua forma finale. Una delle novità che caratterizzano questa unità è l’utilizzo della Rectenna (Microwave Maser Power Feeding Rectenna) una sorta di grande ricevitore di energia che sfrutta le microonde. In questo modo l’Unità 02 amplia il raggio della sua mobilità, cosa che il cavo ombelicale non permette.

La Recensione : 

La confezione mantiene sempre la classica impostazione delle precedenti uscite, brown box con maniglia di trasporto a scomparsa abbellita con la sagoma del modello. Abbiamo però una piccola novità, questa volta la scatola è protetta da una pellicola termoretraibile. Pensiamo che CCS abbia introdotto questa protezione aggiuntiva per garantire ancor più sicurezza contro le possibili aperture furtive. All’interno abbiamo sempre la copertina lucida con una bellissimo art work dell’Eva, sul retro l’ormai immancabile primo piano sapientemente disegnato in bianco e nero. Dentro un box in polistirolo, anch’esso sigillato dalla carta protettiva, una busta nera contenente il libretto istruzioni e 3 blister in plastica trasparente riservati alla dotazione accessori edal display stand. Nel blocco di polistirolo troviamo ovviamente il modello, la Weapon Building, il sostegno per lo stand, due antenne di ricambio per la testa ed il circuito di illuminazione per gli occhi con l’apposita batteria. Come già detto, la base espositiva ha un blister a lei dedicato dove all’interno sono anche alloggiate le due aste metalliche di lunghezze differenti. Negli altri due vassoi sono invece dislocati tutti gli altri accessori che, come sempre, alzano il livello della produzione grazie alla loro superba realizzazione.

Ecco l’elenco del materiale inserito da CCS a corredo dell’unità 02.Weapon Building – Fucile LMG Powered 8 con kit up grade – unità di
contenimento N2 Bomb – Lancia di Longinus – Microwave Rectenna – Cavo Ombelicale + connettore – 2 Progressive Knife – 6 paia di mani alternative – supporti per armamenti – espositore trasparente con sostegni per la Rectenna – asta in metallo modulabile – display stand con 2 aste – supporto mobile – 3sostegni per il modello – 2 piccole antenne di ricambio per la testa – libretto istruzioni.

L’Evangelion 02 è alto 28 cm, 30 alla sommità delle spalle. Il corpo è strutturato con articolazioni ed alcune parti esterne in metallo, mentre
l’armatura esterna è in plastica. Il modello pesa a secco 520 grammi, ma raggiunge i 920 con tutto l’arsenale montato addosso. L’estetica è più longilinea rispetto a quella vista nel precedente Eva 01, abbiamo qui anche una sostanziale differenza nella conformazione dei piedi, cosa che richiede un piùattento posizionamento. Come sempre CCS ha realizzato con grande cura ogni dettaglio estetico del modello riproducendo piccole incisioni e scritte in diverse parti del corpo. La colorazione è ottenuta alternando due tonalità di rosso, una chiara ed una più scura, con inserti in grigio metallizzato, arancione e bianco. Il colpo d’occhio è come sempre eccezionale, risulta davvero impossibile non apprezzare l’estetica finale del nuovissimo Mortal Mind!  Anche sul fronte della mobilità, ma non avevamo dubbi, è stato svolto un grandissimo lavoro. Tutte le articolazioni hanno un altissimo livello di tenuta, pur essendo sempre di tipologia ad attrito. Molto interessante la soluzione adottata per il movimento del collo che può rimanere fisso o libero a seconda della posizione delle due protuberanze poste ai lati. Se sollevate, bloccano completamente l’articolazione del collo che appunto risulta libero di muoversi in diverse posizioni. Le grandi spalle hanno movimento indipendente e possono essere posizionate a nostro piacimento, soluzione questa che risulta fondamentale per bilanciare i pesi quando vengono aggiunte le varie armi sul retro. Le braccia salgono e scendono, avanzano verso il petto ed arretrano, ruotano a 360 gradi e girano sul proprio asse partendo dal bicipite in giù. A livello del gomito possiamo ottenere un totale piegamento fino a toccare completamente la spalla. Anche per il polso è stato concepito uno snodo che consente più mobilità, soprattutto quando l’Eva impugna una delle armi a disposizione. Pur essendo di piccole dimensioni riesce perfettamente a far sorreggere ogni tipo di accessorio scelto. Passiamo ora alla sezione centrale del corpo con il busto dotato di ben tre sezioni distinte che possono essere mosse anche in modo indipendente l’una dall’altra. Rotazioni, torsioni ed inclinazioni laterali sono realizzabili in modo semplice e con una fluidità davvero eccezionale, pur mantenendo sempre costante il grado di rigidità. Scendendo nella parte bassa possiamo notare una soluzione diversa per ampliare la mobilità delle gambe. I due fianchi del modello si sollevano, questo permette alle gambe di sollevarsi completamente. Sfruttando anche la rotazione del bacino, possiamo addirittura posizionare l’unità 02 con una gamba completamente alzata in verticale, un risultato questo davvero incredibile sul fronte del posizionamento! Anche l’escursione laterale è davvero ampia, questo grazie anche alla grandissima inclinazione di cui sono dotate le caviglie. In questa sezione è presente un giunto sferico che, ruotando, permette ai piedi di essere inclinati tantissimo. C’è anche la possibilità di muoverli verso il basso o verso l’alto, ma non solo, la punta ed il tacco hanno un proprio movimento proprio per ricercare l’appoggio ideale. Un lavoro davvero fantastico! Come citato all’inizio, dobbiamo tenere in considerazione  un fattore importante che riguarda la conformazione dei piedi di questo Eva 02. Abbiamo una forma con punta e tacco, questo si traduce in una minor superficie di appoggio a terra che implica una maggiore attenzione nel posizionamento del modello. Durante tutte le prove fatte vi possiamo assicurare di non aver avuto nessun problema di stabilità, ogni posizione scelta, da quella più semplice a quella più dinamica, il nostro Evangelion 02 ha sempre risposto in modo efficace senza mai prestare il fianco a cedimenti o cadute. L’Eva 02 Mortal Mind ha un unico circuito d’illuminazione ed è riservato agli occhi. Per inserirlo all’interno della testa bisogna rimuovere il pannello posteriore, mettere la batteria ed inserirlo nell’apposito spazio concepito. Fatta questa semplicissima operazione si riposiziona il pannello tolto in precedenza. L’attivazione del circuito è magnetica, basta appoggiare sopra alla testa una qualsiasi fonte calamitata per accendere e spegnere il led. Il circuito spegnerà autonomamente la luce dopo 5 minuti di utilizzo. 

La serie Mortal Mind, fin dal suo esordio, ci ha mostrato sempre l’importanza riservata verso la dotazione accessori di ogni modello. CCS ha sempre concepito e realizzato con grande cura armi ed ogni genere di parti da utilizzare sul personaggio di volta in volta prodotto. L’Evangelion 02 ovviamente non è da meno e può sfoggiare una realizzazione accessori di grande valore estetico e funzionale. Partiamo da quello che è a vista forse l’oggetto più ingombrante presente nella confezione, la Weapon Building, ovvero un contenitore portatile per il fucile LMG Powered 8 unitamente alle parti per il suo up grade. Solo a guardarlo esteticamente scatta la standing ovation, il box è davvero colmo di particolari davvero incredibili. Ci sono scritte, incisioni, sezioni in rilievo e pannellature! Insomma, una realizzazione che di prepotenza aumenta la bellezza estetica di questo accessorio. Ma non finisce qui, la Weapon Building è dotata di un vano interno dove appunto si possono inserire, grazie anche ad alcuni piccoli sostegni realizzati, il fucile LMG ed il suo kit di espansione. L’apertura del “cassetto” avviene ruotando la maniglia rossa che funge da blocco e sblocco del meccanismo. Alcune delle parti hanno addirittura un
fissaggio magnetico molto resistente. Tutto qui?…..assolutamente no, sul lato opposto CCS ha realizzato una sezione sganciabile che diventa l’Emergency Shield (scudo di emergenza) con tanto di impugnatura mobile e spazio interno per riporre due parti del fucile LMG! Anche per lo scudo il fissaggio alla Weapon Building è magnetico. Per finire in bellezza, tutta questa unità, grazie all’utilizzo di due parti opzionali, fra cui un telaio mobile completamente in metallo, può essere fissata dietro al bacino del modello. Cosa dire, voi lascereste una cosa del genere nella confezione?…..francamente direi di no, merita assolutamente l’esposizione insieme all’Eva! 

Abbiamo parlato dell’arma da fuoco a disposizione e della possibilità di essere portata ad un livello avanzato tramite un kit di espansione. La forma base è un classico fucile d’assalto con impugnatura di sostegno mobile. Ha due parti che si possono staccare ed attaccare magneticamente alla struttura ed è ovviamente ricco di dettagli. Prendetevi il tempo di osservare da vicino anche questo accessorio perché veramente si capisce la maniacalità realizzativa utilizzata da CCS! Per portare il LMG al livello superiore, dobbiamo smontarlo, rimuove determinate sezioni e rimontarlo con le nuove parti del kit up grade. Terminata questa semplice operazione otteniamo il New Type Pallet Rifle Powered 8 dotato di canna lunga e doppia impugnatura. Come per il suo contenitore, è possibile il fissaggio sul corpo dell’Eva 02. Grazie all’utilizzo di appositi fissatori opzionali presenti nella dotazione, possiamo appendere il fucile in diversi punti scegliendo di volta in volta una sua esposizione differente. E’ possibile agganciarlo dietro alle spalle, sotto gli avambracci ed ai lati delle gambe sfruttando i punti di fissaggio presenti sul telaio di sostegno della Weapon Building! Rimaniamo nel campo “esplosioni” con le 4 N2 Bomb dotate di apposito supporto/contenitore. La dicitura N2 significa “non nucleare” infatti queste bombe sfruttano l’energia elettromagnetica. Alte un paio di centimetri, sono realizzate in plastica trasparente di color verde con nucleo interno estraibile! Sul corpo esterno, si anche qui, possiamo osservare l’incredibile cura del dettaglio con il simbolo N2B, il corpo sagomato con anelli di contorno rossi. In pochi centimetri un livello realizzativo pazzesco! Le 4 bombe possono essere impugnate dal modello o riposte all’interno dell’apposito contenitore fornito. Copertura con fissaggio magnetico e possibilità di essere agganciato nei vari punti dedicati che abbiamo descritto prima. 

La Lancia di Longinus è una delle armi più iconiche della serie Evangelion. Anche in questa versione ANIMA è presente e viene usata dall’unita Evangelion 02 Type II. Nella confezione la troviamo separata in due parti che devono semplicemente essere unite per ottenere la forma completa. Quello che si ottiene è una lancia a doppia punta con una lunghezza di ben 52 centimetri! E’ realizzata in plastica ed ottimamente verniciata con tutta la serie di incisioni sul manico dell’impugnatura. Le due punte sono sottili, soprattutto nella parte
terminale e di conseguenza anche molto delicate. Nel blister sono protette da un piccolo connettore in plastica che le tiene saldamente bloccate. Bisogna prestare molta attenzione quando si decide di far impugnare la lancia al modello, il nostro consiglio è quello di inserire prima l’asta e poi fissare la doppia punta. In questo modo otteniamo più sicurezza ed evitiamo spiacevoli rotture. Certamente è un accessorio da gestire bene calcolando anche lo spazio espositivo che abbiamo a disposizione. 

Per la serie armi da taglio l’Eva 02 ha in dotazione due coltelli denominati Custom Progressive Knife, hanno lama pieghevole e sono alloggiati all’interno delle protuberanze sulle spalle. Aprendo l’apposito vano li troviamo richiusi e fissati magneticamente all’apposita sezione. Possono essere impugnati tramite l’apposita coppia di mani dedicate. Sempre grande cura con incisioni sapientemente riprodotte in diversi punti. 

L’ultima descrizione è riservata alla Microweave Rectenna, accessorio davvero  molto particolare. Estratta dal blister la troviamo nella sua forma chiusa e si applica al modello sfruttando uno dei sostegni in metallo presenti dietro alla spalla sinistra. Successivamente applichiamo, sempre magneticamente, il cavo ombelicale e l’altra estremità dietro alla schiena. Per fare questo bisogna preventivamente applicare il connettore magnetico, accessorio questo che può anche essere utilizzato per l’accensione e spegnimento del circuito luci. Possiamo qui decidere di lasciare la Rectenna chiusa o aprirla per realizzare la classica forma a croce. La parte centrale dell’accessorio è in metallo ed è dotato di snodi pieghevoli che ne consentono i movimenti. Questo risulta fondamentale per ottenere il miglior posizionamento possibile, anche in considerazione della presenza del cavo di connessione. L’impatto estetico che la Rectenna fornisce è incredibile, un qualcosa di molto particolare che fa assumere all’Eva 02 un aspetto un po’ fuori dal comune. CCS ci consente di esporre anche da solo questo accessorio, nella confezione abbiamo una piccola base circolare in plastica trasparente con un apposito supporto dove appoggiare la Rectenna. Se lo spazio a nostra disposizione è scarso questa opzione risulta davvero molto gradita, altro segno inequivocabile di grande attenzione verso i collezionisti del settore. Nulla da dire sulla realizzazione che, come per gli altri accessori, risulta essere di altissimo livello. 

Non può mancare l’ormai classico display stand con aste metalliche nella sua classica colorazione nera con nomenclatura in color oro, sempre molto bella da guardare. Troviamo inoltre il nuovo sistema di spostamento che è stato introdotto dall’Alteisen in poi e che si è rivelato davvero molto funzionale ed affidabile nel sorreggere i pesi massimi visti in precedenza. Come già accennato all’inizio, presenti tre connettori con inclinazioni differenti da applicare al modello, questo grazie alla rimozione di un pannello posto sul retro del bacino. Altra particolarità è l’introduzione di un asta metallica pieghevole che può essere utilizzata per offrire sostegno aggiuntivo al modello con la Rectenna montata in modalità chiusa. Tramite l’utilizzo di un secondo accessorio di appoggio, si va a fissare all’asta metallica completando la fase di sostegno aggiuntivo. Esteticamente risulta essere un po’ invasiva andando a “sporcare” quel feeling che si ottiene esponendo il modello sullo stand. Ovviamente parere questo del tutto personale.

Siamo giunti alla fine del nostro nuovo viaggio nello splendido universo Mortal Mind di CCS. La nuova produzione dedicata al secondo Evangelion in versione ANIMA si è dimostrata di grandissimo spessore, ma onestamente non avevamo dubbi! La qualità realizzativa sia sul modello che su tutta la serie di accessori presenti, colloca questa azienda sempre più al vertice del settore. Sorgono spontanee alcune domande, cosa ci è piaciuto di più in questa produzione e dove potrà arrivare CCS in futuro? Secondo noi questo Eva 02 ha tutto per diventare una delle migliori realizzazioni dell’anno in corso soprattutto se analizziamo il rapporto qualità prezzo. Credo che ad oggi nessun’altra casa produttrice possa sfoggiare tanta qualità ad un prezzo ancora tutto sommato contenuto o per lo meno giusto. Vogliamo sottolineare ancora una volta l’importanza degli accessori perché realmente diventano il valore aggiunto della produzione. Per il futuro CCS ha già mostrato nuovi progetti, anche sulle nuove linee Artifact-X e FigScript. La nostra speranza è che l’introduzione di queste nuove serie non vada a modificare la grande qualità a cui siamo abituati. Siamo però sicuri che CCS saprà ben ponderare le scelte e ottimizzare al meglio i tempi delle uscite. Il nuovo Evangelion 02 è qui e ringraziamo tantissimo CCS per avercelo inviato in anteprima. Un sincero e doveroso ringraziamento a tutto lo staff di Metalrobot.it che ha permesso al sottoscritto di realizzare tutta la recensione! 

 

GALLERIA FOTOGRAFICA EVANGELION UNIT 02 ANIMA 

 




 

 


 

domenica 27 luglio 2025

ALTEISEN SRW OG MORTAL MIND CCS

NOME DEL MODELLO: ALTEISEN 

PRODUTTORE: CCS

ANNO DI RILASCIO: 2025

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 36.000

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ESTETICA: 10

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 7

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 10

CONFEZIONE/DIMENSIONI: 53 x 41 x 14 cm

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PRO

robusto e pesante

posabilità fantastica

colorazione top

nuovo sistema di bloccaggio dello stand

CONTRO

  tipologia di libretto istruzioni da aggiornare

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Torna CCS con il suo nuovissimo modello e, come sempre, dimostra di essere al top nel settore delle riproduzioni robotiche da collezione. Il mecha che ci propone la casa asiatica è tratto, ancora una volta, dalla fortunata e famosa saga di videogiochi Super Robot Wars Original Generation. Per la serie Mortal Mind, vi presentiamo il possente Alteisen.

Il packaging è l’ormai classico brown box in cartone con copertina interna illustrata. Il retro propone sempre un’immagine del mecha in stile disegno in bianco e nero, sempre molto bella da vedere. La confezione contiene un contenitore in polistirolo e tre blister in plastica con accessori e basetta. A corredo della dotazione il classicissimo opuscolo delle istruzioni in bianco e nero.

Peso massimo

Quando si solleva il box in polistirolo, l’Alteisen CCS ci fa sentire immediatamente il suo grande peso che, complice il montaggio di alcune parti del corpo, sale ulteriormente! Dentro alla confezione il modello è spoglio di testa, spalle, avambracci, mani e dei gonnellini intorno al bacino. Possiamo così notare la grande quantità di metallo di cui è composto il mecha, in pratica tutto il suo scheletro è un blocco di zama! Così in versione “naked” già raggiunge 1,5 kg, applicando le varie parti sopracitate arriviamo al peso record di ben 2,1 kg per un’altezza di 28 cm! Indubbiamente è il modello Mortal Mind più pesante in assoluto prodotto fino ad ora. Se pensavate che il Gunbuster fosse un peso massimo, con l’Alteisen dovrete ricredervi! Il fattore della pesantezza ha ovviamente un ruolo importantissimo nella gestione del modello, ma non solo, tutta questa massa di metallo si addice perfettamente al design massiccio del robot. CCS vuole trasmettere, con questa sua nuova realizzazione, un senso di potenza e stabilità di livello superiore…..possiamo anticiparvi che lo scopo è stato perfettamente raggiunto!

Assemblaggio

Per assemblare le varie parti che vanno a completare l’Alteisen bisogna rispettare una determinata sequenza, questo per non trovarsi poi in difficoltà nel dover inserire determinate parti. Partiamo con la testa che va spinta semplicemente sul perno del collo, poi è il turno dei due fianchetti al bacino, si bloccano e si fanno andare all’indietro. Ora è il momento di far ruotare di 360 gradi il busto ed inserire il gonnellino frontale, fatto questo si riporta il busto nella posizione di partenza. Adesso si procede con il pannello più grande sul retro che viene semplicemente fissato sulla sede a scorrimento, ovviamente, prima di compiere questa operazione, bisogna riportare i fianchetti in posizione normale. Passiamo adesso al back pack con i reattori, basta semplicemente spingere il perno nell’apposita sede dietro alla schiena. Ora è il turno dei due avambracci, qui l’operazione è davvero semplicissima, vanno fissati al perno delle braccia per poi passare al montaggio delle due mani, uniche nella dotazione accessori e con dita articolate. Eccoci alla parte finale dedicata alle due grandi spalle. Per il corretto posizionamento bisogna alzare il supporto in metallo sul frame, premere l’apposita sezione sulla spalla e procedere al bloccaggio ed al posizionamento finale. Finalmente abbiamo il nostro Alteisen Mortal Mind completo e pronto all’azione. Ci troviamo davanti ad un modello davvero massiccio e ben proporzionato e, come dicevo all’inizio, con un’estetica che trasmette potenza pura. Impossibile non notare la splendida cura che CCS ha usato per realizzare ogni minimo dettaglio, ci sono piccole scritte, pannellature e numerosissimi dettagli sapientemente realizzati. Durante le fasi di montaggio si possono ammirare, ad esempio, tutti i particolari interni delle varie sezioni dei gonnellini, un lavoro davvero incredibile per dovizia e precisione realizzato in punti che, in molti casi, rimangono nascosti alla vista.

Articolazioni e posabilità top

Ruolo fondamentale lo svolgono le articolazioni, la mobilità, ma soprattutto la tenuta e la stabilità, fattori determinanti nella realizzazione di un modello di questo genere. Visto il suo peso CCS ha studiato articolazioni a doc in grado di assicurare tutti i fattori appena citati. L’Alteisen Mortal Mind è dotato di snodi molto potenti e resistenti realizzati con il metodo ad attrito. La loro resistenza alle sollecitazioni, ma soprattutto al peso, è davvero qualcosa di eccezionale. Muovere questo bestione di oltre 2 kg risulta molto semplice e divertente, ma richiede anche con un piccolo sforzo per raggiungere la posa desiderata. Nelle gambe troviamo la maggior resistenza articolare ed anche la maggior concentrazione di peso del frame interno. Questo mix permette quindi al modello di essere messo in pose action davvero estreme, anche con divaricazione delle gambe elevata, complice l’inclinazione esagerata delle caviglie! Tutto è stato studiato nei minimi particolari per far raggiungere all’Alteisen un elevata posabilità in ogni sua parte del corpo. La testa ha due grandi antenne laterali che, in alcuni casi, possono andare a toccare la parte interna delle spalle. CCS ha però realizzato un movimento separato per le grandi spalle che consentono a queste due parti di essere alzate ed inclinate verso l’esterno. Ma non finisce qui perché tutta l’articolazione del braccio si allunga andando ad aumentare la distanza dal busto. Tutto questo permette alla testa di essere liberamente posizionata evitando collisioni con le spalle. Il collo è poi dotato di un doppio movimento che permette alla testa di scendere e salire in altezza ed anche di potersi inclinare molto lateralmente e posteriormente. Le braccia ruotano completamente a 360 gradi ed oltre ai movimenti descritti poco sopra, possono essere piegate avanti/indietro verso il busto. Le braccia ed anche gli avambracci, ruotano sul proprio asse e, questi ultimi, si piegano completamente verso i bicipiti. Le mani hanno, come già detto in precedenza, le dita articolate ed il polso mobile per essere posizionate con inclinazioni differenti. Anche il busto del modello realizza movimenti in ogni direzione, ruota, si piega avanti/indietro e s’inclina a destra e sinistra. Tutto sempre con molta semplicità ed un’ottima resistenza. Insomma, anche questo nuovo Mortal Mind raggiunge livelli di posabilità eccezionali nonostante il suo design massiccio ed a tratti “ingombrante”. I 2,1 kg, come dicevo all’inizio, giocano un ruolo importantissimo per tenuta e stabilità del modello e dimostrano il sapiente studio da parte di CCS nella distribuzione dei pesi e dei materiali usati nelle varie sezioni del mecha.

Cromaticità e dettagli

La colorazione scelta da CCS è quella rosso scuro accompagnata da sezioni bianche, grigie, arancioni e grigio antracite. La realizzazione è come sempre impeccabile senza la minima imperfezione. Le tonalità della verniciatura sono sostanzialmente due, lucida per tutta la parte rossa ed opaca per gli altri colori. Questa differenza esalta moltissimo l’estetica del modello e, contemporaneamente, fa risaltare tutte le sezioni opache. Si crea quindi uno stacco cromatico perfetto che sapientemente spezza, nei punti giusti, quelle rosso lucido. L’Alteisen Mortal Mind è ulteriormente abbellito da numerosi particolari, molti anche di piccole dimensioni. Osservando il modello da vicino si notano scritte, simboli, piccole parti trasparenti, pannellature e dettagli incredibili! Guardate ad esempio il dettaglio della sezione interna del collo, le piccole diciture sparse sul corpo ed anche tutti i pannelli sagomati di cui è dotato il mecha. Non c’è una di queste parti che non sia curata e perfettamente verniciata, è possibile addirittura leggere i nomi delle due armi integrate sugli avambracci!

Accessori – funzionalità e led

La dotazione accessori dell’Altaisen non è molto ampia, CCS si è limitata alla realizzazione di ciò che la controparte del videogioco mostra nelle varie scene di combattimento. Come potete vedere dalla foto dedicata, abbiamo diverse effect parts a corredo del modello e la classica basetta espositiva, qui con una gradita innovazione nella sezione del supporto mobile. La parte più cospicua degli effetti è sicuramente quella dedicata alle Square Claymore che vengono lanciate dalle spalle del mecha. Nella confezione troviamo i due supporti forati dove vanno inseriti gli effetti. Ne abbiamo di 3 differenti lunghezze ( A-B-C) e li possiamo fissare a nostro piacimento in ogni posizione. Questo ci consente di realizzare esposizioni differenti che simulano il lancio. Una volta realizzata la scelta si passa al fissaggio degli effetti alle spalle dell’Alteisen. Premendo l’apposito pulsante integrato sulla struttura della spalla stessa, si apre a scatto il vano e, questo manualmente, si procede con l’apertura dei due pannelli interni. Ora è possibile agganciare gli effetti delle Square Claymore e realizzare la nostra action pose preferita. Le prossime effect parts sono quelle dedicate al Revolving Stake, una delle due armi integrate sugli avambracci dell’Alteisen e, più precisamente, su quello destro. Il Revolving Stake è a tutti gli effetti un revolver a tamburo con tanto di cartucce per ricaricarlo. A differenza della classica pistola, la parte terminale dell’arma non è la canna dove fuoriesce il proiettile, ma una punta metallica che si allunga perforando oggetti e nemici vari, un’arma davvero pittoresca direi. CCS ha realizzato il Revolving Stake perfettamente funzionante, con tamburo rotante ed estraibile, dotato di 6 cartucce per caricarlo. Il cane del revolver funziona realmente e, tramite la pressione del tasto apposito posto sulla struttura dell’arma, si abbassa per far scattare in avanti la punta terminale simulando così il colpo che si vede nel videogioco! Piccola parentesi tecnica…..per chi non lo sapesse, il cane del revolver a tamburo è una leva che, una volta azionata dal grilletto e colpendo il percussore, innesca lo sparo. Adesso entrano in gioco le due effect parts dedicate e volte a simulare l’effetto del colpo effettuato dall’arma. Sono due parti realizzate in PVC morbido da fissare alla punta del Revolving Stake. E’ possibile simulare anche una seconda tipologia di effetto andando a girare nel senso opposto l’effetto più piccolo ed applicando la mini punta inserita nella confezione. Per realizzare questo effetto perforante dobbiamo però munirci di una piccola parte biadesiva (specificato chiaramente sulle istruzioni) da posizionare tra i due effetti o tra l’oggetto che vogliamo immaginariamente perforare. La vittima sacrificale scelta per il servizio fotografico è un “povero” Gundam in scala ridotta. L’avambraccio sinistro ospita invece un machine cannonon a tre canne. Questo armamento non è stato dotato di nessun effetto, ma ha una sezione mobile che ne consente una minima visione di alcuni dettagli interni. L’ultima effect part in dotazione è dedicata al corno posto sulla fronte dell’Alteisen denominato Heat Horn. Con quest’arma l’Alteisen si scaglia contro il nemico perforandolo con il suo corno incandescente! Per replicare questo colpo sul modello CCS, bisogna staccare il corno normale ed inserire quello ad effetto. Qui entrano anche in gioco le uniche parti illuminate del modello, occhi e luce della fronte. La batteria di alimentazione è già presente nella confezione all’interno di un apposito sacchettino protettivo. Va inserita nel circuito all’interno della testa a cui si ha accesso sollevando la copertura superiore fissata magneticamente. Direttamente sul circuito troviamo anche il tasto per l’accensione, prima pressione per accendere gli occhi, seconda per la luce rossa del Heat Horn e terza per spegnere il tutto. Se per caso ci si dimentica di spegnere il circuito, dopo 5 minuti di funzionamento, tutto si spegnerà automaticamente. Dobbiamo però sottolineare che la luce dell’effetto Heat Horn non è particolarmente intensa, in pratica viene solamente illuminata la parte iniziale dell’effetto. Il nuovo arrivato Mortal Mind porta con se anche diverse parti mobili della sua corazza esterna. Abbiamo due pannelli apribili posti sui polpacci, possiamo inclinare la sezione terminale del gonnellino posteriore e vedere i reattori salire per mostrarsi meglio. Il back pack è dotato di tasti per far cambiare posizione ai 4 reattori ed ancora troviamo due pannelli nella parte terminale delle spalle che, muovendosi in avanti, concedono al braccio un’escursione più ampia. Per finire le punte mobili poste dietro alle grandi spalle, oltre a muoversi indipendentemente l’una dall’altra, sono ulteriormente dotate di pannelli orientabili. Insomma, anche questa volta CCS non ha lesinato, ma non l’ha mai fatto, sulla cura realizzativa di ogni parte del nuovo Alteisen.

Eccoci all’ultimo elemento della dotazione accessori, la classica base espositiva a cui CCS ci ha ormai abituati. Forma e colorazione sono le medesime, colore nero lucido con nomenclatura in tonalità oro e sagoma rettangolare ad angoli smussati. CCS ha però apportato alcune modifiche al supporto ed al suo bloccaggio. La parte che viene agganciata alla basetta è tutta di nuova concezione con un sistema d’inclinazione molto più pratico ed efficiente. Anche la forma è completamente cambiata, abbiamo ora un braccio mobile che, grazie ad una articolazione a scatto, ci permette di far scendere e salire in 4 posizioni differenti il braccio di supporto. Anche per il vano che accoglie le 2 aste metalliche, è stata realizzata un’apposita sede che è parte integrante del nuovo design del supporto. Anche il fissaggio alla base avviene in modalità un po’ diversa dal solito, possiamo far ruotare i due dischi nella parte sottostante usando il connettore che viene posizionato al bacino del modello per la connessione delle aste metalliche. Questa nuova soluzione risulta essere molto più pratica e veloce rispetto alla vecchia che avveniva usando le mani. Come ultima novità bisogna segnalare anche la presenza di due scanalature ricavate sotto alla base espositiva. Queste nuove sezioni servono a contenere le due aste metalliche del supporto quando non vengono utilizzate. Il nuovissimo sistema dimostra tutta la sua efficienza sostenendo senza problemi il grande peso dell’Alteisen, soprattutto nella massima inclinazione possibile. Il modello rimane sempre stabile e bilanciato permettendoci un’esposizione sicura anche in posizioni molto dinamiche verso il basso!

Conclusioni ed aspettative future

La realizzazione dell’Alteisen poteva sembrare piuttosto semplice, ma in realtà nascondeva alcune insidie da superare dovute alla sua estetica piuttosto ingombrante. Il lavoro svolto da CCS sul fronte della mobilità del modello è davvero da applausi. Riuscire a dare dinamicità nei movimenti a questo colosso di oltre 2 kg, soprattutto nella sezione delle spalle, sottolinea la grande competenza raggiunta dal team di sviluppo della casa produttrice. Quello che sempre mi stupisce è la costante ed enorme qualità realizzativa di questi prodotti che, a differenza di altre aziende, continuano a mantenere un rapporto qualità/prezzo davvero importante e di ottimo livello. Personalmente riconosco a CCS l’incredibile capacità di farmi innamorare di mecha che, potenzialmente, non mi sono mai interessati o piaciuti e non è cosa da poco! Chiaramente questo Alteisen non potrà interessare a tutti i collezionisti, ma è impossibile non riconoscere la bontà del lavoro di realizzazione svolto da questa grande azienda. Il livello sale costantemente ad ogni uscita ed anche questa volta ci è stata dimostrata la volontà di migliorare anche negli aspetti all’apparenza meno importanti della produzione. Il futuro di CCS è già tracciato, è imminente l’uscita della nuova versione del Gurren Lagann denominata 2.0, particolarmente attesa per conoscere le differenze realizzative e per chi, come il sottoscritto, ha saltato la prima uscita. E’ stato mostrato recentemente il modello finale dell’Ultimate Dancouga che, sempre per la serie Mortal Mind, debutterà nel mese di settembre. Gli annunci non sono terminati perché è stata anche mostrata la sagoma oscurata del prototipo dell’Eva 02, sempre in versione ANIMA. Le nostre aspettative salgono ulteriormente aspettando nuove news sulle altre serie in produzione di CCS, soprattutto per il trio Getter che sarà il capostipite di una nuovissima serie curata da un mecha designer d’eccezione!  

Ringraziamo sempre moltissimo CCS per la collaborazione e per averci fornito il modello per la nostra recensione! Personalmente il mio immenso grazie a Giustino ed a tutti i suoi collaboratori per il grande supporto!

 

GALLERIA FOTOGRAFICA ALTEISEN SRW OG MORTAL MIND 

 


 

 

sabato 30 novembre 2024

MAZINKAISER SKL MORTAL MIND CCS - LIMITED EDITION

NOME DEL MODELLO: MAZINKAISER SKL

PRODUTTORE: CCS

ANNO DI RILASCIO: 2024

PREZZO DI LISTINO IN YEN: 32.676

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ESTESTICA: 10

COLORAZIONE/VERNICIATURA: 10

ACCESSORI: 10

ARTICOLAZIONI/POSABILITA': 9

CONFEZIONE: DIMENSIONI: 54,2 x 42 x 20 cm

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PRO

esteticamente eccezionale

dotazione accessori sontuosa

doppia estetica realizzabile

la Ganzanto Sword è immensa

dettagli incredibili

CONTRO

articolazione dei polsi un po' debole

la versione con il mantello nasconde troppo il volto

la base espositiva ha bisogno di essere rinnovata

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Quella che state per leggere non è una semplice recensione, ma l’emozionante viaggio alla scoperta di quello che può essere probabilmente considerato uno dei migliori prodotti dell’anno! Condividiamo con tutti gli appassionati del settore l’analisi dell’ultima meraviglia di CCS per la serie Mortal Mind…..direttamente “dall’Inferno” presentiamo il MAZINKAISER SKL!!!!! Fin dalle prime immagini del prototipo è stata chiara una cosa, la cura maniacale riposta nella sua realizzazione, sia della figura che nei suoi accessori. Non che le produzioni precedenti abbiano avuto un trattamento diverso, ma con questo modello CCS raggiunge vette incredibili, soprattutto nella completezza della sua dotazione.

IL GRANDE BROWN BOX

La confezione ha l’ormai classica concezione a cui CCS ci ha abituati. Questa volta però le dimensioni sono da record per la serie Mortal Mind. Con 54,2 cm di lunghezza, 42 di larghezza e 20 di spessore, diventa in assoluto il più grande box realizzato ad oggi dall’azienda. Il cartone esterno questa volta è dotato di maniglia, questo per agevolarne il trasporto o gli spostamenti. Frontalmente abbiamo l’immagine del Mazinkaiser accompagnata dai loghi di produzione e dal nome del mecha. Sul retro una grande scritta con ideogrammi e la ripetizione del nome SKL ed il marchio Mortal Mind. L’apertura ci rivela la splendida copertina lucida con le immagini del Mazinkaiser e sul retro, come da tradizione, un disegno del personaggio in bianco e nero. La disposizione interna vede due grandi vassoi in plastica trasparente, due più piccoli ai lati ed il contenitore in polistirolo dov’è alloggiato il modello. Quello che però immediatamente ruba lo sguardo è l’immensa spada denominata Ganzanto Sword, per capirci meglio, quella che il mecha tiene dietro la schiena. Le sue dimensioni sono veramente esagerate, pensate che l’altezza con il manico corto, supera quella del modello! Riprenderemo più avanti la sua descrizione perché ci sarà una bella sorpresa.

MAZINKAISER SKL…SOLIDE BASI

Questo nuovo modello Mortal Mind è stato progettato basandosi sul precedente Great Mazinkaiser. Attenzione però, il Mazinkaiser SKL non è un copia/incolla del suo predecessore, ma una produzione ripensata con ben il 93% di parti nuove. La struttura ed i dettagli interni sono stati completamente rimodellati per riproporre l’aspetto cupo del nuovo SKL. Un’attenta analisi ci mostra come solamente la parte bassa delle gambe ed i piedi condividano la medesima estetica del Great Mazinkaiser, cambiandone ovviamente la colorazione. Il modello è concepito dal  classico mix di materiali. Abbiamo parti Die-Cast, ABS, POM, PVC E MAGNETI. L’altezza del solo Mazinkaiser è di 26 cm per un peso di 980 grammi. La riproduzione dei movimenti è affidata alle ormai classiche articolazioni ad attrito con un elevato grado di rigidità. Queste permettono al modello di riproporre tutte, ma proprio tutte, le iconiche pose viste nel cortometraggio animato, ma è anche possibile realizzarne tante altre di nostra fantasia grazie alla massima libertà di movimento di cui gode il nuovo SKL.  

DETTAGLI E COLORAZIONE

Sul fronte del dettaglio CCS non è seconda a nessuno, le realizzazioni precedenti sono lì a dimostrare che questa azienda è maestra nella cura dei suoi prodotti. Il nuovo SKL è scolpito ed impreziosito da molti particolari, alcuni anche molto piccoli, ma che vanno ad esaltare tutto lo sculpt generale del modello. Una delle cose che mi ha colpito molto, è il dettaglio interno visibile attraverso due piccole fessure poste sulla schiena, davvero incredibile la loro realizzazione. Possiamo ammirarne molti altri sapientemente distribuiti sul corpo del Kaiser che, nonostante la colorazione scura, possono essere notati immediatamente perché realizzati in tonalità più chiare. Abbiamo citato la colorazione scura perché il Mazinkaiser SKL di CCS è davvero dark ed è anche questo aspetto che ne aumenta la bellezza estetica. La distribuzione dei colori la trovo magnifica con un amalgama cromatica perfetta. Sotto la luce dei riflettori si può identificare bene la vera tonalità della colorazione. La fanno da padrone diverse tonalità di grigio che si alternano lungo tutto il corpo. Vengono spezzate da inserti oro e rosso scuro che troviamo sulla testa, sul pettorale, sugli avambracci, sulle mani e sulle parti terminali delle gambe. Ne possiamo notare altri anche all’interno delle articolazioni, anch’esse impreziosite da notevoli dettagli scolpiti sulla loro superficie. Le parti più scure del modello sono in grigio antracite e non nero come potrebbe sembrare ad un primo sguardo. La finitura generale è semilucida con alcune zone più opache, proprio come accaduto sullo Shin Getter Black.

DI TUTTO…MA ANCHE DI PIU’

Non ho volutamente ancora parlato della dotazione accessori, cosa che solitamente faccio all’inizio degli articoli. Il motivo è dettato dal fatto che, in questa produzione CCS, il parco accessori ricopre come non mai un’importanza ed un valore fondamentali per la valutazione globale del lavoro svolto dall’azienda. Cominciamo stilando l’elenco completo che si trova all’interno della confezione. Leggendolo capirete immediatamente cosa vi riserva questa sontuosa edizione limited allestita da CCS. I nomi delle varie parti sono state tradotte dalla lista ufficiale fornita direttamente dalla casa di produzione.

Corpo Mazinkaiser SKL – Skull Pilder  - Ganzanto Sword – Manico lungo per Ganzanto Sword – Spada Spinata flessibile – Spada Spinata fissa – Secondo Manico di supporto per Spada Spinata – Pistole Pettorali Breastrigger – Caricatori Breastrigger lunghi – Caricatori Breastrigger corti – 4 paia di mani alternative – Prolunghe per i polsi – 3 Parti per formare la Scure Breasted Mahawk – Supporto metallico snodato per Ganzanto Sword – Corona magnetica supporto parti del Mantello – Parte principale Mantello – 6 parti formazione mantello – Testa Damaged Mazinkaiser SKL – Ali Wing Cross – Back Pack Wing Cross – Parti terminali Back Pack – 2 Bracciali per polsi – 3 Catene lunghe – 3 Catene corte – Catena centrale per il collo – Punta terminale per asta Spada Spinata – Punta terminale piatta aste Ganzanto Sword con innesto catena – Effetto Inferno Blaster – Circuito illuminazione led Inferno Blaster – Circuito Illuminazione led interno per occhi – Base Espositiva dedicata – 2 Aste di supporto metalliche corta e lunga per base espositiva – 3 Giunti di supporto modello per aste metalliche – Connettori aste metalliche fisso e mobile – Libretto istruzioni illustrato.

Questa è l’enorme dotazione accessori che CCS ha concepito per il suo SKL e, come avrete sicuramente capito, possiamo riprodurre le due versioni che il mecha mostra nel cortometraggio animato. La prima dotata di Mantello con Spada e la seconda con le grandi ali Wing Cross concesse dal mecha femminile Wingle, un mix fra la Minerva X e Devil Lady.

ADESSO ARRIVA IL DIVERTIMENTO PIU’ GRANDE

Preparatevi a perdervi in un limbo di piacere e divertimento assoluto perché con tutta la mole di accessori a disposizione sarà veramente arduo scegliere l’esposizione finale per il vostro Mazinkaiser SKL! Seguiteci adesso nella descrizione di questi fantastici accessori che ci riserveranno anche alcune bellissime sorprese ed alla fine avrete, come il sottoscritto, la diabolica tentazione di acquistare due copie di questo fantastico modello.

Cominciamo con il piccolo Skull Pilder che è riprodotto alla perfezione. Anche la sua trasformazione per agganciarsi alla testa del Mazinkaiser è perfettamente riprodotta ed il suo innesto risulta davvero molto semplice. Purtroppo c’è da segnalare un po’ di precarietà nel mantenere la posizione, ma comunque nulla di veramente grave. Pur essendo di piccole dimensioni, lo Skull Pilder è dotato di particolari davvero ben riusciti, come la dentatura ed i reattori posteriori. CCS e riuscita a riprodurne l’aspetto demoniaco alla perfezione.

La grande spada Ganzanto Sword è qualcosa di veramente incredibile, trasmette potenza a tutti gli effetti! Enorme nella sua realizzazione, ma anche super dettagliata e con al suo interno una grande sorpresa. Questa enorme spada può essere agganciata dietro alla schiena del Mazinkaiser, questo avviene grazie ad un giunto metallico snodato che viene fissato all’interno della schiena. E’ possibile abbassare, inclinare e ruotare la Ganzanto Sword per trovarne l’inclinazione migliore in base alla posa del modello. E’ possibile alternare la lunghezza dell’impugnatura cambiando il manico. Quello più lungo è ovviamente pensato per poter brandire la spada dal modello con entrambe le mani, cosa impossibile se si lascia quello corto. I numeri della Ganzanto Sword ne attestano la sua maestosità, con l’impugnatura normale misura 35 cm, ma diventano ben 49 quando si va a connettere quella più lunga. Va detto che, la presa con una sola mano, fa cedere la resistenza del polso costringendoci ad appoggiarla a terra con la punta. Possiamo però realizzare pose con la spada appoggiata sul corpo ed ottenere comunque una bella esposizione. L’impugnatura a due mani è ovviamente la più consigliata, qui il Mazinkaiser non ha cedimenti e può riprodurre alla perfezione le pose di attacco viste nel cartone animato. Ma qual è la sorpresa??? CCS ci ha dimostrato che ogni produzione ha un qualcosa di unico e inedito al suo interno. Abbassando la punta corta della Ganzanto Sword viene estratta una seconda arma, la Spada Spinata. Questa spada alternativa ha un’estetica molto particolare con sezioni a doppia punta per tutta la sua lunghezza. Raggiunge la misura di 20,5 cm a cui vanno aggiunti quelli del manico che si decide di usare. Le parti esterne dell’elsa si aprono per completarne l’estetica finale. La colorazione è grigio/oro e, tutte le sue parti, sono incise da pannellature molto dettagliate. Ma non finisce qui perché CCS ha inserito una seconda versione di questa nuova arma denominata Spada Spinata dispiegata. La lunghezza qui raggiunge i 31 cm a cui, come per la prima versione, bisogna aggiungere quella dell’impugnatura scelta. La colorazione ed il dettaglio sono i medesimi, ma abbiamo una doppia funzionalità. Il corpo di questa seconda Spada Spinata è flessibile e modulabile a piacimento, facendola diventare una sorta di frusta spinata. Oltre ad assolvere la funzione di attacco, questo accessorio può essere agganciato alla parte terminale del back pack delle Wing Cross, diventando a tutti gli effetti la coda demoniaca del Mazinkaiser SKL! La sua natura flessibile ovviamente contribuisce nel ricreare esposizioni ancor più dinamiche.

Veniamo ora alla configurazione con il mantello che, per la sua realizzazione, ha bisogno di sezioni differenti. In realtà sono due le versioni ottenibili, la classica e quella vista nella sigla iniziale dove il Mazinkaiser è incatenato nel sottosuolo. Si, avete capito bene, CCS ci dà la possibilità di riprodurre anche quella versione che compare solamente per brevi istanti! Le parti per realizzare il tutto sono 18, ecco la divisione nel dettaglio. 6 parti per formare il mantello, 1 parte centrale per il collo, 1 ghiera di fissaggio parti, 2 bracciali, 1 catena con il simbolo Z da posizionare intorno al collo, 3 catene corte, 3 catene lunghe e 1 parte terminale impugnatura spada con innesto catena. La vestizione del modello è piuttosto semplice, prima di tutto bisogna staccare la testa e rimuovere la parte grigia alla base del collo. Questa sezione è fissata magneticamente e la sua rimozione è davvero semplicissima. A questo punto si va ad inserire la ghiera dove vanno agganciate le varie parti che formano le versioni con il mantello. Seguendo le istruzioni si procede al fissaggio dei vari componenti, prima le sezioni esterne lunghe e poi, per ultima, la circolare che ricorda quella del Black Getter. La versione normale termina qui, mentre per realizzare la seconda bisogna procede al fissaggio delle catene. Come scritto poc’anzi ne abbiamo 6 di due lunghezze differenti. A noi la scelta su quale usare ed in che punto inserirle. Le sedi di fissaggio sono sotto la parte centrale del collo, sui bracciali che vanno montati ai polsi ed al pezzo terminale del manico della Ganzanto Sword. Per completare il tutto si procede al fissaggio della catena finale intorno al collo, quella con il simbolo Z. Per questa operazione suggerisco di smontare la testa per agire più semplicemente. Quello che abbiamo davanti è davvero un qualcosa di meraviglioso, l’impatto estetico risulta devastante e non è affatto semplice scegliere quale modalità realizzare per la nostra esposizione. Personalmente la versione completa di catene è la mia preferita perché aggiunge quel tocco in più che rende il modello ancor più bello e particolare. La posabilità non viene intaccata, le parti del mantello non precludono i movimenti del corpo perché sono mobili sui perni a cui sono fissate. La testa del modello è l’unica parte che viene penalizzata, proprio come accaduto nello Shin Black, le corna vanno a toccare le pareti interne dell’accessorio montato, limitandone appunto i movimenti. Faccio anche notare che, tutto il materiale di realizzazione mantello, è molto morbido e flessibile ed il procedimento di montaggio va realizzato con molta calma, senza forzare le parti.

Durante il cortometraggio animato il Mazinkaiser SKL riceve la possibilità di alzarsi in volo grazie alle ali Wing Cross lanciate dal mecha femminile Wingle, pilotato da Tsubasa Yuki. L’impiego di questo enorme scrander risulta fondamentale per sconfiggere l’Iron Kaiser. Come già visto nella descrizione accessori, le Wing Cross sono presenti nella dotazione accessori unitamente anche alla seconda testa denominata Damaged. CCS non ha proprio trascurato nulla ed ha dotato il suo modello anche della testa con l’occhio danneggiato dal combattimento contro Garan, il leader dell’esercito nemico. Le Wing Cross si compongono fissando le due grandi ali demoniache ai perni laterali del back pack. Successivamente si vanno a montare le punte terminali più piccole poste invece alla base del corpo centrale. Il fissaggio avviene con il medesimo sistema a scorrimento utilizzato per la Ganzanto Sword che viene collocato all’interno del vano nella schiena del modello. Le ali godono di diversi movimenti, questo per essere adattate alla posa scelta del Mazinkaiser. Possono ruotare sul perno di fissaggio in metallo, realizzato con un diametro davvero importante. Oltre alla rotazione, le Wing Cross si aprono completamente raggiungendo l’incredibile apertura di ben 76 cm! Ma non finisce qui, accanto alla sezione di aggancio, tirando leggermente, si rivela un ulteriore giunto che permette alle ali di essere piegate avanti ed indietro, ampliando ulteriormente il loro raggio d’azione. Anche le due punte terminali possono essere mosse agendo sul perno sferico a cui sono agganciate. La realizzazione di tutte queste parti è fantastica e molto curata. I dettagli delle ali sono superbi con pannellature e nervature perfettamente visibili!  Tutte le sezioni di movimento sono gestite da giunti in metallo che garantiscono grande robustezza e resistenza. Anche se durante la sessione fotografica non hanno presentato particolari criticità o cedimenti, penso che su parti così grandi e pesanti CCS dovrebbe cominciare a considerare l’utilizzo di giunture a scatto per garantire un miglior supporto dei pesi. Il modello con le Wing Cross agganciate arriva al notevole peso di 1,3 kg, ma non accusa sbilanciamenti, nemmeno inclinando il busto avanti o indietro dimostrando tutta l’efficienza dell’articolazione usata al suo interno. La colorazione di tutte le parti è perfetta eseguita con le medesime tonalità cromatiche del Mazinkaiser. Come per la Ganzanto Sword, anche le Wing Cross nascondono una sorpresa! Spingendo verso il basso la parte terminale a punta del back pack viene rivelato il volto della Wingle! Ma non finisce qui perché, come scritto in precedenza, possiamo agganciare la Spada Spinata flessibile per trasformarla in una sorta di coda demoniaca! Penso di aver terminato gli aggettivi per descrivere la bellezza di tutti questi accessori creati da CCS. Anche l’estetica con le grandi ali Wing Cross è qualcosa di assolutamente superbo che sottolinea ancor di più la grandezza di questa realizzazione Mortal Mind. Ragazzi credetemi, sarà veramente complicato scegliere come esporre questo modello!

Oltre alle diverse spade, il Mazinkaiser SKL dispone di altre due armi molto particolari. Le pistole pettorali Breastrigger e la grande scure Breasted Mahawk. I due revolver fissati sul petto del modello, unitamente al teschio centrale, ricordano le sembianze del volto di Devil Man. Il fissaggio è garantito da una duplice soluzione, un mix fra un fermo in plastica ed una connessione magnetica delle due parti. Il modello può tranquillamente piegare il busto senza che le Breastrigger vadano ad  ostacolarne la sua azione, questo grazie al distanziamento che garantisce il connettore di sostegno. L’utilizzo di queste due armi da fuoco è preceduto da due particolari posizioni che il Mazinkaiser assume nella mini serie animata. L’impugnatura direttamente sul petto e la posizione una sopra l’altra quando vengono staccate. Tutto questo è perfettamente replicabile dal modello grazie all’impiego di due prolunghe per i polsi realizzate da CCS. Questi due semplici accessori vengono fissati al perno principale dei polsi e le mani successivamente alla loro base. In questo modo possiamo replicare sia l’impugnatura sul petto che la particolare posa in sovrapposizione. Direi che siamo veramente al top! Le Breastrigger hanno la parte posteriore mobile con il caricatore ad estrazione. Possiamo utilizzare un secondo caricatore dei colpi che, proprio come nella versione animata, fuoriesce dall’avambraccio del Mazinkaiser. Per completare la formazione delle pistole si allunga la canna da fuoco ed il gioco è fatto. Sul pettorale del mecha, per ottenere la corretta estetica, si rimuove il perno di sostegno applicato in precedenza, e si applica il piccolo teschio dorato con aggancio magnetico. Ora il nostro SKL è pronto per replicare ogni tipo di posa dinamica con le bocche da fuoco Breastrigger. Queste due armi hanno un’altra funzione, oltre ad essere utilizzate come pistole, unendosi, vanno a formare la grande tomahawk Breasted Mahawk. Nella confezione sono presenti tre parti aggiuntive per realizzare l’arma. Un supporto alternativo dove vanno agganciate le pistole e due grandi lame che vanno collocate nelle sedi dei caricatori. Unendo l’asta più lunga in dotazione per le spade, ecco materializzarsi la grande scure che appare nel combattimento con Garan.

Come sempre il modello è dotato di impianto per l’illuminazione di alcune parti. Per il Mazinkaiser SKL abbiamo un led principale all’interno del collo che permette di dare luminosità agli occhi. Con la testa normale abbiamo luce azzurra, mentre con la seconda testa abbiamo luce gialla nell’occhio normale e rossa in quello danneggiato, esattamente come nella controparte animata. Per attivare l’accensione bisogna premere la parte grigia situata alla base  del collo e premerla nuovamente per lo spegnimento. Se non si vuole spegnere la sorgente luminosa, l’impianto disabilita l’illuminazione dopo 5 minuti. Le batterie, ne servono due LR41, sono alloggiate nel vano estraibile nascosto all’interno del petto, esattamente dove si agganciano le Breastrigger ed il teschio. Il tocco finale alla sontuosa  dotazione accessori è l’effetto per la riproduzione dell’attacco Inferno Blaster. Come ogni Mazinger, anche l’SKL è dotato di un attacco con raggio pettorale di grande potenza. CCS ha realizzato una effect part di grande impatto scenografico, dotata di un proprio impianto a led multi sorgente per l’illuminazione. L’effetto è realizzato in gomma semi rigida ed è scolpito ricreando una grande vampata di fiamme che culminano in un grande teschio con le mascelle spalancate. Per dare “vita” all’Inferno Blaster c’è un apposito circuito a batteria, qui necessitano 3 LR41, dotato di attacchi specifici per fissare la effect part. Una volta completata l’operazione di aggancio,  si va semplicemente ad inserire il circuito nel vano pettorale ed a premere il tasto dell’accensione alla base del collo. E’ la classica ciliegina sulla torta perché una volta premuto l’interruttore, vedrete occhi ed Inferno Blaster accendersi e vi garantisco che l’effetto finale è davvero ben fatto. Volendo trovare il “pelo nell’uovo” faccio notare un paio di cose. La luce interessa solamente la parte terminale con il teschio, sarebbe stato ancor più scenografico se la luce avesse interessato anche il resto della effect part. L’illuminazione, come per il circuito che gestisce gli occhi, si spegne dopo 5 minuti e non è stata realizzata l’intermittenza, peccato.

Concludiamo la lunga descrizione accessoristica con la ormai classica base espositiva di CCS. Anche per il Mazinkaiser SKL troviamo il display stand rettangolare con le aste metalliche ed i supporti già visti in molte delle produzioni precedenti. I connettori del modello invece sono 3, esattamente gli stessi usati per il Great Mazinkaiser. Come sempre la base è decorata con il nome ed il logo del personaggio realizzati in colorazione oro. Voglio muovere una piccola critica a CCS, trattandosi di una Limited Edition, si poteva concepire un qualcosa di diverso per dare ancora più spettacolarità a questa produzione. All’infuori di quella vista nel Cybuster, tutte le altre realizzazioni Mortal Mind hanno la medesima concezione della base espositiva. Forse è tempo di cambiare qualcosa.

LA FINE DEL VIAGGIO

Eccoci giunti al termine della lunga analisi del nuovo Mazinkaiser SKL Mortal Mind. Quello realizzato da CCS è qualcosa di veramente sontuoso, super curato e immenso. Il parco accessori la fa da padrone per mole realizzativa, dettaglio e impatto estetico ma, cosa molto importante, diversifica l’esposizione finale del modello. La cura realizzativa di tutto ciò che si trova all’interno della grande confezione, fa salire ancora di più l’apprezzamento verso questa casa di produzione che, cosa non semplice, è capace di stupire ed aumentare qualitativamente ad ogni nuova uscita. Ad oggi credo che per rapporto qualità/prezzo CCS sia il top per questa tipologia di produzioni. Nel Mazinkaiser SKL Mortal Mind  c’è tutto quello che un collezionista del settore può desiderare, un immenso “parco giochi” da cui non si vorrebbe mai uscire!

Un grandissimo ringraziamento a CCS per averci inviato il modello in anteprima. Un altro enorme ringraziamento va a tutto lo staff di Gokin.it e a Giustino per il supporto e la grandissima disponibilità!