giovedì 25 gennaio 2018

SUIT-UP GANTRY HOT TOYS



Hot Toys sfrutta estremamente bene le sue licenze cercando sempre di realizzare, ovviamente nel limite del possibile, qualsiasi personaggio e accessorio. La serie Iron Man è indubbiamente una delle punte di diamante della casa di Hong Kong, sono stati estrapolati nel corso degli anni molti prodotti fra cui la Suit-Up Gantry, la piattaforma tramite la quale Tony Stark, nelle pellicole 1 e 2, viene vestito e spogliato dall’armatura Iron Man. Sono state rilasciate due versioni sul mercato, la prima contiene solamente la Suit-Up, mentre la seconda, dedicata ai più esigenti, completa anche di una Mark IV.

Il box della Suit-Up Gantry contiene la base apribile, nove braccia meccaniche ed il foglio illustrativo con le istruzioni per il montaggio ed il funzionamento delle singole parti. Il set è composto da una base esagonale in plastica, si può scegliere il colore della pavimentazione che potrà essere nera con righe bianche o completamente bianca. Questo è possibile grazie a delle piastre magnetiche che vengono semplicemente rovesciate ed applicate sulle apposite sedi presenti sulla base esagonale. La pavimentazione della piattaforma si apre, i vari elementi si sollevano ed inclinano contemporaneamente permettendo successivamente l’inserimento delle braccia meccaniche. Al suo interno sono stati inseriti anche quattro faretti a led attivabili tramite un interruttore posto sul retro ed alimentati da tre batterie mini stilo. Passiamo ora all’analisi delle singole parti che compongono la Suit-Up Gantry. Lateralmente abbiamo le due grandi braccia con testa a cilindro che hanno il compito di gestire gli avambracci dell’armatura, queste parti si allungano permettendo la fuoriuscita di una seconda parte a cestello che circonda il braccio della Mark. La testa cilindrica può ruotare ed essere inclinata mentre tutto il braccio meccanico si piega e si accorcia grazie all’impiego di tre pistoni idraulici realmente funzionanti. Unitamente altri due snodi circolari posti all’estremità inferiore, ne consentono anche l’abbassamento e la rotazione! Nella parte anteriore della base è situato il terzo braccio meccanico che ha il compito di gestire l’armatura del torace, grazie ai molti snodi presenti questo terminale può essere allungato e fatto arretrare. Può sorreggere anche magneticamente la piastra toracica della Mark. Rimanendo nella sezione frontale della piattaforma Suit-Up Gantry, collocati nella parte bassa centrale, troviamo due piccole braccia che hanno in carico la gestione della parte bassa anteriore delle gambe, anche qui snodabilità elevata e rotazione per poter assumere il più corretto posizionamento possibile. Ai fini tecnici queste due parti forniscono bloccaggio e sostegno alle gambe dell’armatura. Due gemelli svolgono il medesimo compito nella parte posteriore garantendo anche in questo caso un valido ancoraggio alla Mark usata. Veniamo ora agli ultimi due arti meccanici posteriori. Il braccio articolato più grande si sdoppia nella sua estremità alta dove troviamo una testa rotante prensile. Questa è dotata di ben cinque articolazioni mobili ed una seconda estensione con testata fissa. Quella prensile si apre ed è utilizzata per sfilare e sorreggere il casco, mentre il prolungamento sottostante agisce a livello del collo. Tutto questo braccio meccanico può compiere svariati movimenti grazie all’impiego di otto snodi e due pistoni, beneficia anche di un movimento rotatorio a 360 gradi e, nella sua massima estensione, supera abbondantemente i 40 cm di altezza risultando la parte più alta di tutta la struttura. L’ultimo braccio meccanico presente ha in gestione la parte alta posteriore della Mark, esteticamente simile a quello del torace, è fornito di un doppio sostegno. Il primo più grande si fissa magneticamente alla parte alta dell’armatura, il secondo più piccolo trova la sua collocazione esattamente al centro della spina dorsale, contribuendo al sostegno complessivo  del nostro Iron Man sulla piattaforma.

Tutta la Suit-Up Gantry è costruita in plastica di eccellente qualità, non ho riscontrato il minimo segno sulle varie parti, anche quelle più piccole. Di ottimo livello poi anche la verniciatura con lievi ombreggiature che contribuiscono a dare un bell’effetto di usura sulle braccia meccaniche. Dettagli notevoli sono impressi su tutta la struttura con l’aggiunta di tubi idraulici molto realistici che vanno ancor di più ad impreziosire la realizzazione Hot Toys. Ottanta punti di snodo complessivi garantiscono il funzionamento di tutte le parti mobili che, in modo semplice e preciso, si effettua senza nessuna forzatura in alcun elemento. Un minimo di attenzione va però posta nel maneggiare le braccia più piccole per non rischiare di romperne alcuni dettagli davvero esili.

Non c’è che dire, Hot Toys realizza con cura scrupolosa e maniacale quello che diventa a tutti gli effetti il diorama definitivo dedicato alle pellicole di Iron Man 1 e 2. Tecnicamente perfetto sotto ogni punto di vista e con un impatto estetico davvero devastante, fanno della Suit-Up Gantry un acquisto imperdibile per tutti i fan di Iron Man. Bisogna anche considerare lo spazio che occupa tutto il set, soprattutto in larghezza la realizzazione Hot Toys ha misure importanti con ben 52cm circa da dedicare alla sua esposizione. Questo set, uscito ormai da diversi anni, ha raggiunto cifre davvero importanti, soprattutto la versione con all’interno la Mark IV. Per i collezionisti che ormai hanno perso la speranza c’è però una buona notizia, Hot Toys ha da poco annunciato la ristampa della Suit-Up in concomitanza con la nuova realizzazione in versione Diecast della Mark IV…..preparate il portafogli…..

Il servizio fotografico è stato realizzato con la Mark III Diecast e con l'utilizzo della testa di Tony Stark presente nella Mark IV vecchia edizione.



giovedì 11 gennaio 2018

GRENDIZER KUROGANE FINISH SUPER ROBOT CHOGOKIN



Anche l'ottimo Super Robot Chogokin dedicato a Grendizer/Goldrake gode del ''trattamento kurogane finish''. Dopo Mazinga Z e il Grande Mazinga, Bandai passa quindi a cambiare lo schema cromatico ad un altro super robot nagaiano, mossa assai prevedibile, ma anche alquanto auspicata da chi già ha saputo apprezzare questo tipo di recolor. E, come già successo ai due cugini d'acciaio, anche Goldrake sembra godere di questa spettacolare verniciatura, che - ricordiamolo - prevede un rosso quasi metallizzato, un grigio satinato e, soprattutto, un nero opaco dalla finitura piuttosto ruvida che esteticamente stacca in modo netto questo modello dagli altri due omologhi già disponibili (caratterizzati da colorazione normal e ''anime''). 

Questo Goldrake SRC Kurogane color è un'autentica gioia per gli occhi, per quanto mi riguarda il tipo di verniciatura è un vero quid che caratterizza in modo netto e migliorativo questo piccolo chogokin, che naturalmente per tutte le altre caratteristiche rimane identico alla versione originale, di cui potete trovare le apposite review nel nostro archivio.

Punti a sfavore di quest'uscita sono un prezzo maggiorato e la scarsità di accessori (non sono presenti effetti speciali nè uno Spacer dedicato), ed inoltre non ha molto senso affiancarlo ad altri SRC nagaiani con colorazione originale. Però il trio kurogane non è mica male...



venerdì 5 gennaio 2018

WAR MACHINE MK3 DIECAST BY HOT TOYS



C’è sempre una guerra da combattere, siano alieni o scagnozzi di Ultron, gli Avengers hanno sempre un bel da fare. Nel film Capitan America: Civil War, si trovano divisi in due opposte fazioni e, addirittura, a combattere gli uni contro gli altri. Ovviamente a capo di uno dei gruppi c’è Tony Stark con l’immancabile amico James Rhodes che, per l’occasione, sfoggia la nuova armatura War Machine MK3. Come sempre le pellicole della Marvel Studios sono terreno fertile per le riproduzioni dei personaggi protagonisti e le varie case di produzione riempiono il mercato con i loro prodotti dedicati. Numero uno incontrastata è ovviamente Hot Toys che realizza per la serie Diecast la nuova incarnazione di War Machine.


La confezione è la classica a cui siamo ormai abituati con all’interno il box in polistirolo ed il blister alloggiato nell’incavo sul retro. Nel contenitore principale c’è la War Machine contornata dalle varie coppie di mani, la seconda maschera facciale, il casco con il volto di Rhodes e la machine gun da applicare sulla schiena. Nel vassoio sottostante invece tutti gli altri accessori; la pettorina danneggiata, il manganello, i lancia missili, i cannoni per le braccia, le batterie con il cacciavite e la basetta espositiva con l’apposito sostegno. Come ogni produzione Hot Toys troviamo il libretto delle istruzioni, rigorosamente in bianco e nero, che ci guida all’inserimento delle batterie ed al corretto uso delle varie sezioni della MK3.


La nuova War Machine mostra immediatamente i muscoli mettendo in evidenza dettagli e pesantezza. La figura raggiunge i 35 cm di altezza per 1260 grammi di peso. Le parti in metallo non sono moltissime, ne abbiamo nelle spalle e soprattutto nelle gambe. Cosce, articolazione ginocchia e polpacci sono dunque realizzate in diecast e contribuiscono a zavorrare a dovere la MK3. Ad eccezione di quelle appena citate, tutte le altre articolazioni sono ad atrito, scelta questa che comincia secondo me ad essere obsoleta su questo genere di produzioni. Nonostante questo la War Machine gode di notevole posabilità e resistenza. Il busto è estensibile ed inclinabile andando ad interessare anche la parte addominale. La sezione superiore pettorale può a sua volta compiere anche la rotazione indipendente. Le braccia dispongono di totale libertà, rotazione a 360 gradi, flessione avanzata verso il busto e piegamento avambracci ad un massimo di 90 gradi o poco più. In questo punto è molto importante osservare il richiamo delle istruzioni che indicano la parziale estrazione del doppio snodo prima del piegamento. Dal bacino in giù ritroviamo soluzioni già usate su precedenti modelli, ma si dimostrano sempre molto efficaci e semplici da usare. Le gambe oltre ai classici movimenti possono scendere compiendo tre scatti. Questa soluzione consente di liberare spazio e quindi concedere più escursione verso l’alto. Il bacino si apre in quattro punti, due frontali e due laterali consentendo il massimo della posabilità possibile senza il pericolo di graffiare le varie parti interessate. Davvero esaltante la caviglia che finalmente concede un piegamento davvero ottimale rispetto alle precedenti produzioni. Anche qui pannelli apribili lateralmente e posteriormente per la gestione in totale sicurezza.


Sul fronte armamenti la nuova MK3 ripropone e amplia il concept di base della MK1 con la machine gun sulla schiena, i lancia missili sul busto e le mitragliette sulle braccia. Questa nuova versione introduce due bocche da fuoco in più per gli avambracci ed una sorta di manganello energetico. A differenza della prima War Machine, Hot Toys ha optato per la soluzione attacca/stacca. I tre lancia missili quindi non fuoriescono dalla struttura, ma devono essere agganciati sollevando le due placche grigie frontali ed il piccolo pannello accanto al collo. La machine gun è di piccole dimensioni, più compatta rispetto alle due versioni precedenti. E’ posizionabile, ma non più scorrevole dietro la schiena. La vera novità è rappresentata dal manganello che è dotato anche di illuminazione interna. Quasi invisibile l’interruttore di accensione, è talmente piccolo che ho dovuto usare una piccola punta per muoverlo nella posizione on. Nota negativa per l’impugnatura di quest’arma, per essere brandita necessita obbligatoriamente dell’uso delle mani con le dita snodate. La presa non risulta quasi mai ben salda purtroppo, a mio parere Hot Toys avrebbe dovuto realizzare le mani appositamente dedicate. 


Letteralmente da orgasmo è il painting dell’armatura con dettagli davvero stupendi. Impazzisco sempre nell’osservare i piccoli graffi e scalfitture sapientemente dipinte su tutta la corazza. Bellissimo poi il particolare con piccole teste dipinte sul lato destro del pettorale. Credo che questo tipo di tecnica sia uno dei valori aggiunti che contraddistinguono queste realizzazioni Hot Toys. Il volto di Don Cheadle è il medesimo usato nelle due War Machine Diecast precedenti, sempre fedelissimo all’originale. Visto ciò che accade nel film, sarebbe stata molto gradita l’introduzione di un secondo casco danneggiato con il volto di Rhodes ad occhi chiusi, più che altro per completezza. Immancabili i punti con illuminazione, occhi, petto e palmi delle mani. Gli interruttori sono come sempre nascosti all’interno della struttura e vi si accede tramite la rimozione dei pannelli dedicati. Come sempre va sottolineata la scarsa durata di quelle che gestiscono l’illuminazione degli occhi, perdono intensità nel giro di pochi minuti. Abbastanza anonima la basetta espositiva che ripropone un poco il vecchio stile delle primissime edizioni in plastica. Da segnalare il rifacimento dell’asta di sostegno che presenta il corpo esterno ben solido.


La terza evoluzione della War Machine può essere definita come un sapiente mix delle due versioni precedenti. L’aggressività della MK1, il corpo longilineo della MK2 fuse in una nuova ed incredibile macchina da combattimento. Hot Toys dal canto suo realizza l’ennesimo capolavoro artistico mostrando ancora una volta tutta l’esperienza e bravura degli artisti JC.Hong e Kojun. Alcuni particolari vanno ancora migliorati, ma è fuori discussione che queste produzioni sono dei capolavori assoluti nel loro genere.