domenica 17 gennaio 2021

BLITZWING DLX BY THREEZERO

Seconda uscita per la serie DLX di Threezero, sempre estrapolata dal film Bumblebee. Dopo il protagonista della pellicola, ecco arrivare un Decepticon, Blitzwing. La sua sagoma riporta alla mente il famoso Starscream per via della trasformazione da aereo in robot. Nel film diretto da Travis Knight, è protagonista dello scontro con Bumblebee sulla terra e, dopo aver rimosso il dispositivo vocale del famoso Autobot, viene distrutto da un Bumblebee allo stremo delle forze, impedendo momentaneamente ai Decepticon di scoprire il suo rifugio. 

Il box del prodotto ricalca lo stile della prima uscita con la parte frontale apribile in modo da mostrare immediatamente il modello. All'interno due grandi blister in plastica, uno riservato a Blitzwing, mani e armi, mentre il secondo al display stand, al backpack e alle grandi ali. Il manuale istruzioni mostra tutte le parti mobili del modello e la corretta procedura per una sicura manipolazione.

Il primo sguardo a Blitzwing fa capire immediatamente una cosa, il livello della produzione Threezero si è alzata ulteriormente, non solo per l'altezza del modello, ma anche per qualità realizzativa! I 28 cm del possente Decepticon sono terreno fertile per l'ampia riproduzione di dettagli meccanici, prese d'aria e minuziosi particolari che contraddistinguono la natura del personaggio. 51 punti di articolazione distribuiti lungo tutto il corpo, sono realmente un grande risultato, soprattutto se teniamo in considerazione l'estetica di alcune zone di Blitzwing. Parti come le spalle ad esempio, sorprendono per l'ampio raggio di movimento e per la soluzione dello sportello apribile che consente di far salire le braccia. Per il busto è stata trovata una soluzione particolare. Per muoverlo bisogna sollevare le due parti accanto alla cabina di pilotaggio e far salire il blocco sotto di essa. In questo modo si potrà ruotare ed inclinare tutta la parte alta del modello. Le gambe possono muoversi a piacimento in qualsiasi direzione, sia lateralmente che avanti/indietro e con il supporto dell'ottima articolazione delle caviglie. Per dare più inclinazione al piede, Threezero ha inserito uno snodo ad estrazione che, una volta liberato, permette il piegamento in tutte le direzioni. Il backpack potrebbe sembrare molto ingombrante, ma in realtà non pregiudica nessun tipo di movimento al modello. Le ali ruotano e si piegano all'interno, concedendo lo spazio necessario alle braccia in base alla posa scelta. 

Sul fronte puramente estetico abbiamo davanti un'altra realizzazione fantastica, una verniciatura  impeccabile con sfumature, bruciature e sporcature varie, tutte sapientemente distribuite lungo il corpo di Blitzwing. Il colpo d'occhio è veramente fantastico perchè dona al modello quell'effetto vissuto che personalmente amo tantissimo, quì mai esagerato e realizzato nei punti giusti. 

Gli accessori a corredo sono quelli visti nella scena del film. Il braccio destro sostituibile con il cannone Null-ray Blaster e, sulla mano sinistra, l'Electron Spike Blade col quale rimuove il processore vocale di Bumblebee. Completano il tutto tre paia di mani intercambiabili ed il classico display stand. Come per il precedente modello, è possibile far illuminare gli occhi mediante l'inserimento di due batterie AG13 all'interno della testa. L'interruttore di accensione è sapientemente occultato sulla fronte. 

Altro pezzo da novanta sfornato da Threezero e quotazioni fortemente in salita per la serie DLX che, con questi personaggi del mondo di Transformers, ha saputo catturare l'attenzione di numerosi collezionisti.....anche di quelli come me che non hanno mai amato particolarmente questa saga. La concezione del prodotto è identica a Bumblebee, snodi ad attrito, corpo in plastica con qualche parte diecast nelle articolazioni. Molto apprezzato il perno in metallo ai polsi, facilita enormemente il cambio delle mani ed offre al contempo una grande robustezza. Blitzwing si è dimostrato un grande prodotto, solido e dalla grande posabilità, nonostante la sua estetica un po' ingombrante. La serie DLX di Threezero proseguirà su queste pagine con il nuovo Decepticon in arrivo che pareggerà i conti con le riproduzioni Autobot e, sicuramente, lo scontro avrà un "sound" molto interessante.....

 

GALLERIA FOTO BLITZWING DLX 

 


       

martedì 29 dicembre 2020

SOL GRAVION - BARI ATION METAMOR-FORCE SENTINEL

Due anni dopo l'uscita del God Gravion, Sentinel prosegue realizzando il secondo mecha della serie, il Sol Gravion. Benchè i due robot compaiano in opere ben distinte, hanno in comune il Gran Kaiser, mecha centrale a cui le varie navette della formazione si uniscono. Diciamo che, vagamente, ricorda il  Gaogaigar nella sua unione, anche se il robot centrale del Gravion non assume nessun'altra forma. Chōjūshin Gravion Zwei è il nome originale di questa serie composta da 12 episodi, fu messa in onda l'otto gennaio del 2004. Fra i vari mecha designer che hanno partecipato, spiccano i nomi di Masami Ōbari e Kunio Ōkawara, quest'ultimo creatore di molte serie diventate famosissime anche nel nostro paese.

Il prodotto Sentinel appartiene alla serie Bari Ation Metamor-Force e giunge sul mercato con due mesi di ritardo. Inizialmente previsto per il mese di maggio, viene rilasciato ufficialmente soltanto a luglio. La confezione si presenta identica in dimensioni a quella del God Gravion riciclandone anche lo stile dell'art work principale, ma con una piccola curiosità. L'immagine in primo piano della testa è posta sul lato sinistro, accostando le due scatole si ottiene l'intero volto diviso a metà fra quella del God e quella del Sol Gravion. Il contenuto è presentato e diviso in due grandi blister in plastica. Il primo accoglie tutti mezzi principali, Gran Kaiser e le navicelle Gran Divas, mentre quello sottostante è riservato agli accessori fra cui spiccano una versione più grande della Geo Mirage ed un apposito display stand per agganciarla. Oltre a questo, troviamo la grande spada, il secondo fregio per la testa e tre coppie di mani. Due per il Sol Gravion ed una per il Gran Kaiser. Il libretto delle istruzioni è interamente a colori e mostra dettagliatamente tutti i vari passaggi della trasformazione ed impiego delle varie parti opzionali. 

Il Gran Kaiser è esteticamente identico al precedente, ma Sentinel ha ben specificato nella descrizione che, in questa nuova edizione, son stati rivisti stampo e colorazione. Non avendo il primo uscito non posso fare paragoni diretti, ma guardando alcuni video comparativi, sembra che il colore della versione Sol sia effettivamente diverso,  più scuro come tonalità. L'altezza si attesta intorno ai 19 cm per un peso di circa 280 grammi. La parte superiore del busto, le articolazioni delle spalline, le piastre che circondano le anche, l'articolazione interna delle ginocchia e delle caviglie, sono in metallo. Tutto il resto della struttura è in plastica di ottima qualità con una verniciatura veramente fantastica. Le articolazioni sono, purtroppo, tutte ad attrito anche se effettivamente  godono di un'ottima resistenza. 

Gli altri mezzi che compongono la formazione sono: 

GEO MIRAGE

GEO CALIBER

GEO STINGER

GEO JAVELIN

Anche le varie navicelle hanno alcune parti in metallo ed un livello di dettaglio davvero notevole. La loro verniciatura è impeccabile con cura dei dettagli davvero maniacale. Come citato all'inizio, è presente una versione più grande del modulo GEO MIRAGE che, unito con l'apposito display stand, replica la modalità G-GRADIUS. In sostanza le altre navicelle si agganciano in appositi punti, mentre il Gran Kaiser si colloca al di sopra della struttura. Due appositi blocchi consentono un sicuro fissaggio. La GEO MIRAGE normale, si aggancia invece nella parte sottostante andando di fatto a nascondersi, lasciando solamente in vista i cannoni retrattili. Questa modalità espositiva risulta essere di grande impatto visivo, tutti i vari componenti sono ben fissati. Anche il display stand fa il proprio dovere sostenendo senza cedimenti tutta la formazione G-GRADIUS. 

La trasformazione in Sol Gravion si ottiene unendo i quattro moduli al Gran Kaiser. I passaggi più lunghi riguardano proprio il mecha centrale che deve essere aperto per consentire la fuoriuscita delle sedi di aggancio per le braccia. Prima di questa operazione vanno sganciati gli avambracci e, dopo aver fatto rientrare le mani, fissati all'interno delle grandi spalle. Spalle che si estendono grazie a pannelli scorrevoli ed assumono una nuova forma. Di per se queste operazioni non sono difficili da realizzare, si procede però con molta cautela perchè tutte le parti interessate sono in plastica e con una discreta rigidità di movimento. In questo frangente si avverte molto l'assenza di una struttura in metallo, questo avrebbe sicuramente garantito un maggior grado di sicurezza e solidità. L'ultimo passaggio sul Gran Kaiser è riservato alle parte bassa delle gambe, l'apertura dei pannelli sui polpacci consente l'inserimento dei piedi che, una volta piegati, spariscono all'interno delle gambe. Una volta completate tutte le operazioni, si passa all'unione delle altre parti che, fortunatamente, risulta essere davvero molto semplice. La GEO CALIBER si separa per diventare le braccia del Sol Gravion. Qui davvero stupenda la soluzione per la fuoriuscita delle mani che viene gestita da un pannello a scomparsa situato nella parte bassa dell'avambraccio. E' ora il turno di GEO STINGER e GEO JAVELIN che, aprendosi nella parte posteriore, si agganciano alle gambe del Gran Kaiser. L'ultima parte della trasformazione è affidata alla GEO MIRAGE che va ad abbracciare il busto e la schiena del Gran Kaiser, in pratica una cosa molto simile alla Grande Ala di God Sigma. Per completare il tutto bisogna inserire l'elmo sulla testa. Per procedere si devono rimuovere le alette azzurre laterali ed il fregio della testa, togliere il casco e ruotare il volto che, nella parte posteriore, rivela quello della versione Gravion. Fatto ciò, si rimonta il casco azzurro e si andranno ad assemblare le due metà del nuovo elmo con l'inserimento del nuovo fregio al centro della fronte. Il Sol Gravion è finalmente completato e si mostra in tutta la sua bellezza! Il modello raggiunge quasi 24 cm di altezza ed un peso di 680 grammi, le articolazioni dei gomiti ed i piedi sono realizzati in metallo.

Ho volutamente tralasciato il discorso posabilità sul Gran Kaiser perchè tutto si riflette nella modalità Sol Gravion. Il busto e le gambe hanno ampio raggio d'azione. La parte centrale del mecha può inclinarsi, piegarsi e ruotare di 180 gradi, questo sia a destra che a sinistra. Le gambe possono essere posizionate a piacimento, ruotano sul proprio asse e si divaricano moltissimo. Tutto questo viene egregiamente supportato dall'ottima articolazione delle caviglie che permette ai piedi inclinazioni notevoli! Il vero limite della produzione Sentinel sono i movimenti delle braccia. Sia in versione Gran Kaiser, ma ancora di più in quella Sol Gravion, le braccia hanno movimenti limitati. Le grandi spalle non consentono la rotazione perchè vincolate al busto del modello. Questa scelta purtroppo tronca in modo brutale le possibilità di pose con gli arti distesi, sia in avanti che ovviamente verso l'alto. Pur alzandosi leggermente, le spalle di fatto rappresentano un blocco, complici anche gli avambracci del Gran Kaiser all'interno. Le grandi ali della GEO MIRAGE sul petto si piegano, ma è una soluzione che rimane fine a se stessa perchè non può in nessun modo agevolare i movimenti delle spalle.  Anche la testa ha un raggio d'azione un tantino limitato, lo spazio di movimento è preciso ed inclinandola si rischia di toccare i bordi delle spalle. Accettabile comunque la rotazione, mentre il collo risulta privo di movimento. 

Escludendo la già citata GEO MIRAGE maggiorata, la dotazione di accessori non offre grandi cose. L'unica arma è la grande spada che si combina unendosi al fregio pettorale del Sol Gravion. L'arma risulta di notevoli dimensioni e di ottima fattura, con le trame dell'elsa ben stilizzate. Anche la lama presenta delle bellissime sagomature soprattutto nella parte iniziale dove sono decorate in color oro. Chiudono la lista degli accessori le due coppie di mani, una riservata all'impugnatura della spada e l'altra realizzata con le dita estese.

Il Sol Gravion Metamor-Force in definitiva ricalca le orme del suo predecessore, riproponendone pregi e difetti. La grande cura realizzativa è da sempre uno dei punti di forza delle produzioni Sentinel e, come detto, risalta moltissimo anche in questo Sol Gravion. Non si può però trascurare il particolare che penalizza i movimenti delle braccia, anche se bisogna riconoscere che il design del mecha non ha sicuramente aiutato i progettisti. Si fa sentire molto la mancanza di un display stand dedicato al Sol Gravion, sarebbe stato molto gradito un qualcosa in stile Getter Devolution, questo per riprodurre pose in sospensione. Nonostante tutto promuovo la produzione Sentinel, anche se con dei limiti, risulta essere un buon prodotto realizzato con grande precisione e solidità strutturale.

 

GALLERIA FOTO SOL GRAVION METAMOR-FORCE 

 


 

 

 

 

  

giovedì 24 dicembre 2020

GX66R TRIDER G7 SOUL OF CHOGOKIN

Se diamo uno sguardo all'elenco delle produzioni Soul of Chogokin, ci accorgiamo che, durante il 2020, la lettera R compare frequentemente. Bandai è solita accompagnare con questa lettera le nuove versioni dei modelli che hanno subito un restyling estetico. Nel solo anno corrente, son ben 6 le uscite GXR prodotte dalla casa nipponica e addirittura concentrate in un lasso di tempo relativamente breve. Il periodo tra luglio e dicembre è praticamente occupato da queste produzioni, interrotte solamente a novembre dall'uscita dell'Arcadia GX93, unico modello nuovo a vedere la luce in quest'ultimo periodo dell'anno. In questo articolo ci occuperemo del ritorno di uno dei robottoni più apprezzati in Italia, il Trider G7. Torna dunque disponibile il robot di Watta in una nuova e più attinente colorazione verso ciò che si vede nella serie tv. Denominato GX66R, il nuovo set Bandai propone come new entry, la seconda navetta che compare dall'episodio 27 del cartone animato, lo Shuttle 2. E' bastata questa presenza per solleticare "l'appetito" del collezionista incallito. La nuova versione del Trider offre quindi la possibilità di completare tutto il parco mezzi della Takeo General Company e di sfoggiare la bellissima configurazione Trider Fortress in combinazione con lo Shuttle 2.

Quello che troviamo nella confezione, è praticamente l'esatta replica del "vecchio" GX66, fatta ovviamente eccezione per il già citato Shuttle 2. Gli accessori che accompagnano il Trider G7 sono rimasti invariati con tutte le armi, mani opzionali e la basetta per esporli. Non manca ovviamente il classico libretto con i riferimenti alla serie e tutti i passaggi per riprodurre le trasformazioni.

La colorazione, come detto all'inizio, è cambiata notevolmente. Il blu è più acceso, il giallo completamente diverso e più chiaro, mentre il grigio del GX66 è stato sostituito dal bianco. Anche il rosso ha una tonalità leggermente più chiara rispetto a quella del suo predecessore. Il modello in questa nuova livrea, sarebbe praticamente anime perfect, ma ancora una volta Bandai ha optato per la versione cromata dell'aquila sul petto del Trider! Scelta davvero incomprensibile che già avevo mal digerito nella versione del 2014! Tecnicamente il modello è invariato, discreta posabilità con ottima percentuale di metallo che restituisce sempre una bella sensazione di solidità generale. Da riscontrare sulla mia copia un paio di imperfezioni sulle plastiche dell'avambraccio destro e sull'aletta rossa del sinistro, per il resto nulla da segnalare. Nella confezione è presente la seconda testa trasformabile che può realizzare tre varianti diverse. Insieme alle configurazioni del Trider, abbiamo tutte le sette trasformazioni disponibili.

Il piatto forte del GX66R è chiaramente il nuovo Shuttle che ha dalla sua un'estetica decisamente più riuscita rispetto a quella squadrata del precedente.  La navetta misura 23 cm di lunghezza e ben 30 di larghezza nella parte posteriore, questo con le ali completamente aperte. Lo Shuttle è  anche dotato di un proprio armamento, due sportelli accanto alle ali e altrettanti sul corpo della nave, mostrano lancia missili e cannoni. Il vano posteriore si apre per consentire l'uscita delle alette bianche, può accogliere al suo interno il fregio pettorale del Trider quando viene staccato per la trasformazione. Nella parte bassa troviamo quattro pannelli apribili, tre sono dedicati alla fuoriuscita dei carrelli, uno centrale e due laterali, mentre il quarto consente l'aggancio del modulo cingolato per replicare la configurazione terrestre. Lo Shuttle 2 può riprodurre altre due configurazioni, la modalità di "parcheggio" e quella di volo agganciandosi al Trider Cosmic, diventando la Trider Fortress. Per realizzare l'agganciamento, si ribalta la parte frontale fino a farla bloccare sul retro. In questo modo viene rivelato il vano di aggancio dove il Trider si unirà allo Shuttle.

La nuova colorazione unita alla presenza della seconda navetta Shuttle, fanno diventare il GX66R molto appetibile anche a chi, come il sottoscritto, è in possesso della prima versione uscita. Ovviamente è anche una bella occasione per quelli che hanno saltato il Trider Bandai nella sua prima edizione. Ultima nota sul prezzo che fa registrare un incremento di 7700 Yen a distanza di sei anni. Il GX 66 veniva proposto a 27500, mentre la nuova versione GX66R a 35200, dati presi dal sito ufficiale Tamashii.jp di Bandai.

 

GALLERIA FOTO GX66R TRIDER G7