venerdì 16 maggio 2014

GUNDAM RX78-2 & G-FIGHTER METAL COMPOSITE


Dall’immenso universo dedicato alle serie di Gundam, e più precisamente dalla famosa serie Gundam Fix Figuration, nasce la costola METAL COMPOSITE! Il modello che prenderemo in esame in questo articolo sarà ovviamente il primo uscito, il Gundam RX-78-2 VERSION KA, sigla sta ad indicare il creatore Katoki Hajime. La particolare predilezione di Katoki Hajime per le variazioni sul tema ha fatto sì che dalle sue versioni dei Mobile Suit che hanno attraversato l'universo di Gundam, oltre che dalle sue creazioni originali, la Bandai traesse altrettanti model kit, soprattutto dalle serie MASTER GRADE ed HIGH GRADE UC caratterizzati dal marchio VERS.KA (VERSION KATOKI). Bandai chiese poi allo stesso Katoki di realizzare nuovi disegni direttamente per i model kit, senza più trarli da precedenti lavori. Nel 1999, quindi, tutti i disegni e le illustrazioni originali così creati sono stati raccolti nel volume Gundam Fix Figuration. Dall'esperienza fatta con le Vers.Ka. sono poi nate le serie di action figure che Bandai ha direttamente affidato al design di Hajime Katoki, Gundam Fix Figuration nel 2001, Zeonography nel 2003 e Metal Composite nel 2007.

La scatola…..

Dimensioni importanti per la confezione di questo primo Metal Composite, 38 x 27 x 15 cm di profondità, il frontale riporta una grande foto del modello con il proprio nominativo addirittura accompagnato da una didascalia riportante gli ipotetici dati reali sulle dimensioni ed armamenti. Sotto una grande scritta bianca con il titolo della serie ed il nome del suo creatore, in basso viene ancora ripetuta la dicitura Gundam Fix Figuration Metal Composite. Il lato posteriore mette invece in evidenza tutte le varie configurazioni ottenibili dal modellino ed una foto delle armi in dotazione.

Il contenuto…..

Aprendo la scatola troviamo un grande box in polistirolo e sollevando la copertura ci accorgiamo che il contenuto è davvero sontuoso! Alla nostra destra troviamo il Gundam bloccato da due barrette di polistirolo, a fianco si dispone tutta la serie di armi ed accessori, due scudi, back pack posteriore, emblema di ricambio, core fighter, beam rifle, beam saber, due hyper bazooka, impugnature per gli scudi e tre coppie di mani, pugni chiusi, aperti e per impugnatura armi da fuoco. Una quarta coppia è già montata sul modello. Capovolgendo la scatola troviamo un secondo alloggiamento dove è riposto l’enorme G-Fighter diviso in due parti, ovviamente tutte  sono avvolte rigorosamente in sacchettini di plastica trasparente. Per ultimo c’è il libretto illustrativo completamente a colori composto da 6 pagine con le spiegazioni su come ottenere le varie configurazioni del modellino.

Rx-78-2 Gundam…..

Il nostro Mobile Suit bianco è alto 19 cm ed ah un peso di 250 grammi, i materiali da cui è composto sono plastica, gomma dura e alcune parti in metallo. Voi ora vi chiederete, ma perché la sigla Metal Composite? Me lo sono chiesto anche io, questa dicitura sta ad indicare che c’è una percentuale di metallo nella composizione del modellino, magra consolazione mi direte, ma è proprio così. Le parti metalliche sono: il bicipite, la parte bianca dietro al ginocchio, l’interno della parte bassa della gamba ed anche del piede, questo sicuramente per dare peso e stabilità ad un modello che altrimenti sarebbe cascato al primo soffio di vento. La verniciatura è perfetta bellissime tutte le scritte applicate sul corpo del Gundam, addirittura ce ne sono di piccolissime, ma se prendete una lente d’ingrandimento le potrete leggere tutte! Molto bella la tonalità del blu e del rosso,  le plastiche sono state dipinte quindi il risultato non da per nulla l’effetto giocattoloso. Nessun segno di stacco dalle griglie sulle plastiche, l’assemblaggio nell’insieme è buono, ma sugl’avambracci non è il massimo della perfezione, rimane purtroppo ben visibile la linea di giunzione nella parte frontale, mentre risulta meno vistosa nella posteriore. Anche per la testa si poteva sicuramente fare meglio, ma il fregio centrale nasconde sapientemente il difetto. La posabilità si attesta su discreti livelli, nulla di eccezionale sia chiaro, però si possono riprodurre diverse action pose tipiche della serie Gundam. Certamente con l’esperienza maturata con i model kit Bandai poteva dotare con gimmik più evolute questo Rx-78-2, il livello raggiunto in alcuni Master Grade per esempio  è davvero stupefacente, e dato che questo modellino è in scala 1:100 mi aspettavo un lavoro più curato da questo punto di vista. Passo ad una descrizione più accurata dei movimenti, la testa ruota a 360 gradi, ma ha pochissima escursione sia in laterale che avanti/dietro, è praticamente agganciata ad un perno che ne permette/frena i movimenti. Le braccia ruotano completamente, c’è un ulteriore snodo sotto alla spalla che consente di muovere all’interno ed all’esterno tutto il braccio. Buona la rotazione del gomito che fa piegare l’avambraccio quasi completamente dando la possibilità al Gundam di andare ad agganciare la Beam Saber dietro alla schiena. Quasi nulla invece la mobilità del polso dove c’è il perno per l’aggancio delle mani.  Il busto è ovviamente fisso dato che si stacca dal bacino per permettere l’agganciamento del Core Fighter, le gambe godono di buona mobilità, abbiamo al massimo dell’apertura con piedi poggiati completamente a terra una divaricazione di 13 centimetri che non è per niente male. La rotazione è comandata da snodi ad atrito mentre al ginocchio abbiamo il più funzionale a scatto, quest’ultimo permette un notevole piegamento all’indietro della parte inferiore delle gamba. Buonissima la funzionalità della caviglia che può inclinarsi abbastanza per permettere al Mobile Suit di mantenere quasi sempre le piante dei piedi a terra, c’è da osservare anche la possibilità che ha il collo del piede di poter ruotare ed avanzare, questo contribuisce notevolmente al mantenimento della stabilità.

G-Fighter and Core Fighter…..

Il G-Fighter è il mezzo di supporto del nostro Rx-78-2, ha la possibilità di essere impiegato sia a terra che in volo, ma andiamo con ordine. Il G-Fighter pesa 270 grammi ed è lungo ben 28 centimetri, è composto totalmente in plastica ed ha una verniciatura ben fatta come per il Gundam. Anche qui bellissime le tonalità dei colori blu e rosso, molto curate le varie scritte e soprattutto le pennellature sul corpo del G-Fighter e sul retro nella parte motori. La cabina di pilotaggio è di color verde trasparente, i bordi sono tracciati in bianco e si può anche vedere il sedile interno. Poco dietro alla cabina di comando c’è la grande torretta con due cannoni, essa ruota parzialmente ed ha la possibilità di poter alzare singolarmente le due bocche da fuoco. Le ali di coda ruotano all’indietro per la configurazione G-Armor grazie ad uno snodo a scatto che ne scandisce ogni singola rotazione. Nella “pancia” del G-Fighter c’è un grande alloggiamento che nasconde le ruote cingolate, queste sono in gomma morbida e funzionano realmente. Questa parte è agganciata alla punta del G-Fighter e si stacca dal resto del corpo per permettere l’aggancio del Mobile Suit  nella fase di trasformazione G-Armor. Passiamo ora alla descrizione del piccolo Core Fighter, presente ovviamente in versione trasformabile. Questo è il mezzo volante che serve ad Amuro Ray per agganciarsi al Gundam ed in questa versione Metal Composite è sapientemente riprodotto pur essendo di piccole dimensioni, 6 centimetri di lunghezza, 3 in versione chiusa, per un peso di 0,5 grammi. Anche per il piccolo Core Fighter rifiniture e verniciatura ottime, perfetta la trasformazione per la fase di aggancio con la punta che rientra all’interno e ruotando nella parte sottostante fa nascondere la coda posteriore, le ali si chiudono ed il piccolo gioiellino è pronto per diventare parte integrante del nostro Rx-78-2! Nella confezione troviamo anche i tre piccoli carrelli nel caso in cui si voglia esporlo accanto al Gundam.

Configurazioni…..

Possiamo ottenere diverse configurazioni da questo Gundam Metal Composite grazie alla combinazione fra l’Rx-78-2, Core Fighter ed il G-Fighter, andiamo ora a descriverle. Di base abbiamo 4 configurazioni principali e due secondarie denominate Easy. La prima è la G-MECHA, si ottiene unendo l’Rx-78-2 alla parte posteriore del G-Fighter con armamenti Beam Rifle e Shield (scudo), unità adibita al solo uso in volo. Seconda configurazione G-BULL, si ottiene agganciando la parte superiore (busto) dell’Rx-78-2 con la parte anteriore del G-Fighter, armamenti Beam Rifle e Shield, togliendo il Core Fighter dall’ Rx-78-2 si ottiene la sottoversione G-BULL EASY, entrambi le configurazioni sono adibite all’uso terrestre. Terza configurazione G-SKY, è ottenuta dall’aggancio delle gambe dell’ Rx-78-2 munito di Core Fighter in assetto di volo ed il corpo posteriore del G-Fighter, nessun armamento sull’ Rx-78-2, estraendo le gambe dell’ Rx-78-2 ed agganciando il solo Core Fighter mediante l’uso di un apposito supporto, si ottiene la sottoversione G-SKY EASY, entrambi le configurazioni sono adibite all’uso in volo. Quarta ed ultima configurazione G-ARMOR, è ottenuta dall’unione dell’intero Rx-78-2 con le due parti separate del G-Fighter, armamenti 2 Shield impugnati dall’ Rx-78-2 più batteria cannoni torretta G-Fighter.

Armi ed accessori…..

Il nostro Rx-78-2 è ovviamente provvisto di armi ed altri accessori che vengono impiegati per l’ottenimento delle varie configurazioni viste prima. Per completezza vado brevemente a descrivere le armi in dotazione, 2 Hyper Bazoka lunghi 16 centimetri con mirino fisso, possono essere agganciati singolarmente nel retro dell’ Rx-78-2. Beam Rifle è il classico fucile usato dal Gundam ed è  lungo 9,5 centimetri, può essere impugnato indifferentemente a destra o a sinistra ed ha il mirino e la manopola orientabili. I 2 Shield sono gli scudi usati per la protezione dai colpi nemici, misurano 10,5 centimetri, uno è il classico con la stella gialla, il secondo invece è liscio con la sola scritta WB102 EFSF. La particolarità di questi scudi è che si possono sormontare grazie all’uso di un piccolo accessorio dando la possibilità al Gundam di averli entrambi in solo lato. Immancabili ovviamente le Beam Saber, sono le classiche spade laser che il Mobile Suit bianco estrae da dietro la schiena, agganciate all’impugnatura raggiungono la misura di 15,5 centimetri. Nella confezione sono presenti anche alcuni importanti accessori, abbiamo 2 manopole che servono per far sorreggere gli scudi all’ Rx-78-2 nella configurazione G-Armor, vengono agganciate nell’interno dei rispettivi scudi, aggancio singolo per posizionare lo scudo sul braccio mediante un perno che si va ad inserire nell’avambraccio, la particolarità di questo accessorio è che una volta agganciato lo scudo questo può essere fatto ruotare  in qualsiasi direzione ed addirittura essere ripiegato all’indietro. La dotazione di accessori si chiude con un supporto che permette l’agganciamento del Gundam con le ruote cingolate del G-Fighter, questo ne assicura la tenuta nella configurazione G-Armor, tutte queste parti descritte sono in plastica verniciata con rifiniture perfette.

Versioni alternative…..

Dopo l’uscita di questo primo Metal Composite, Bandai ha fatto seguire ben 3 varianti dello stesso modello, la prima proposta a Luglio 2007 è stata la versione Rx-78-3 G3 Limited, contenuto pressoché identico ma con colorazione grigia davvero stupenda che quasi me la fa preferire alla versione classica! A Gennaio 2008 è stata la volta della Casval’s Custom, nella confezione il solo Rx-78-2, ma in colorazione rosa/rosso, versione apparsa nel videogame Mobile Suit Gundam: Gihren's Ambition. Viene chiuso il trittico delle uscite dedicate all’ Rx-78-2 ad Ottobre 2008 con il lancio della versione senza G-Fighter, ma con 2 nuove armi in più rispetto alla prima uscita, la Gundam Hammer ed il  Beam Javelin. Oltre alle nuove armi il Mobile Suit  si differenzia per le diverse marking poste sul modello ed esattamente apparse in Gundam Crisis.

Considerando quello che rappresenta Gundam in Giappone non mi stupisce minimamente il continuo annuncio di nuove serie da parte di Bandai, certamente la qualità di questa  Metal Composite si pone ben al di sopra della più piccola Fix Figuration. La scala di riproduzione è la stessa adottata sulla popolarissima serie Master Grade quindi il salto di qualità è stato davvero importante. Come ho scritto all’inizio mi aspettavo in certi particolari molta più cura da parte della casa nipponica, questi sono praticamente riproposizioni di modelli già prodotti in versione kit di montaggio ed era per lo meno  lecito aspettarsi un identico trattamento sotto il profilo  tecnico. Comunque sia, questo primo Metal composite  merita un giudizio più che favorevole, la qualità generale del prodotto è molto valida, la dotazione di serie è ampia ed in grado di soddisfare i più esigenti appassionati del  Mobile Suit bianco. Certamente tutti noi aspettiamo da anni una degna riproduzione in questa scala, kit a parte, del mitico primo Gundam, ma pare che alla Bandai non ne vogliano proprio sapere, solo il costosissimo Metal Grade ne è degno rappresentante anche se in colorazione totalmente metallica. Credo sinceramente che in questa linea Metal Composite non lo vedremo mai  dato che il creatore è lo stesso Katoki Hajime e tale serie è dedicata puramente alla trasposizione in action figure delle sue creazioni…..stay tuned. 



martedì 13 maggio 2014

GX27 GAIKING IL ROBOT GUERRIERO


Componente uno…..componente due.....fuori…..componente tre!!!!!!!!!!!!! Nell’ormai lontano Maggio 2005 viene lanciato sul mercato il GX-27 Gaiking. Dopo aver riprodotto il Drago Spaziale, Bandai decide di dedicare al Mecha protagonista della serie una degna rappresentazione all’interno della linea Soul Of Chogokin. Il Mitico Robot Guerriero può quindi finalmente mettere in mostra tutto il suo potenziale, cosa che non era stata possibile a causa della ridotta scala a cui era stato relegato, per ovvie ragioni, all’interno del GX05. 

La scatola riprende il colore del primo GX-05 e del successivo GX-05R, con un bell’azzurrino di sfondo e l’immagine a destra delle versioni ottenibili del Gaiking. Qualche misura, altezza 22,5 cm – lunghezza 30 cm – spessore 11,5 cm. Aprendo la confezione troviamo un box in polistirolo contenente il modello separato in due parti unitamente ai piedi versione Normal ed alle parti opzionali (piedi e gambe) della versione Power Up, tutto rigorosamente avvolto in sacchettini di cellophane protettivi. Un blister in plastica trasparente accoglie invece tutti gli accessori mentre nella parte sottostante troviamo il classico libretto illustrativo. A chiudere il contenuto una scatola in cartone con all’interno le parti per comporre il Display Stand, insomma, una confezione intelligente dove tutto è disposto in sequenza, con estrema semplicità e con un ingombro davvero ridotto.

Gli accessori del GX-27 sono molti, ecco a cosa ci si trova davanti all’apertura del blister….. Tre teste, Normal mode – Power Up – Open Face. Le quattro parti facciali per simulare l’appena citata Open Face, due coppie di avambracci normali, uno calamitato con il classico snodo e l’altro con dispositivo a molla con levetta per il lancio dei magli. Due avambracci Power Up e altrettanti leggermente diversi per l’agganciamento delle trivelle. I set di mani abbondano, versione Normal - pugni chiusi, pugni forati per l’impugnatura delle armi, mano sinistra aperta e mano destra aperta solo nelle prime tre dita. Versione Power Up - mani aperte, pugni chiusi e pugni forati. Due paia di Croci Spaziali, i due alettoni da collocare accanto alle gambe quando sono in fase di lancio, le sopracitate trivelle e per finire troviamo il back pack da collocare dietro la schiena del Gaiking. Tutti questi accessori sono in plastica e gomma rigida e hanno un livello di finitura ottimo. Le varie coppie di mani sono veramente ben fatte e curate anche se non manca qualche imprecisione dovuta allo stacco dai telai di stampa, quello che impressiona di più è la grandezza dei tre set per la versione Potenziata che sono davvero enormi. La stesura del colore su tutte queste parti è ai massimi livelli, quasi non ci credo che siano fatte in serie, le ho esaminate molto attentamente e non ho riscontrato proprio nessun difetto o sbavatura di vario genere. Le due trivelle sono praticamente uguali a quelle del GX-05/05R, solo che in questo caso non sono scomponibili, infatti le troviamo assemblate in un unico pezzo. Chicca di assoluta qualità e bellezza è la lama tranciante che fuoriesce dalla parte centrale delle ali, Bandai ha ripreso il vecchio progetto dedicato in origine al GX-02 Great Mazinger, chi è in possesso del primo volume Project The Soul Of Chogokin può notare come il medesimo sistema era inizialmente concepito sul Grande Mazinga per simulare l’uscita del Back Spin Kick direttamente dalla gamba. Praticamente la lama tranciante viene tirata all’indietro, ruotata ed infine spinta in chiusura verso il basso per essere bloccata nell’apposita sede. Piccola nota sulle tre teste, tutte quante hanno le corna mobili, ogni singola parte di esse ruotata e messa in diverse posizioni, questo permette di simulare la mossa della scossa mortale. Anche qui qualche piccolo segno, ma nulla di particolarmente grave. I particolari delle maschere facciali sono veramente perfetti e privi di sbavature, le quattro parti dedicate all’Open Face si agganciano tra di loro con una determinata sequenza che viene indicata sul libretto illustrativo. Una volta assemblata rimane molto solida e stabile, rimane però esteticamente sproporzionata rispetto alle altre due presenti restituendo una non piacevole sensazione di Super Deformed al modello. Il display stand è composto da dodici parti, una volta assemblato si potrà comodamente alloggiare tutto il contenuto della confezione. Questo stand espositivo è stato studiato per dare la possibilità di esporre il modello in due modalità differenti, componenti separati o assemblati, quindi a noi la scelta di tenere montato o smontato il nostro Gaiking!!! Secondo me risulta essere molto più evocativa la prima soluzione con testa del Drago Spaziale, braccia e gambe esposti uno sopra l’altro simulando perfettamente l’effetto lancio componenti. A destra e sinistra dello stand trovano sistemazione le trivelle con gli appositi avambracci, mentre sopra di esse si possono collocare le due teste rimanenti con gambe e braccia della versione potenziata. Nel retro troviamo le sedi per i restanti set di mani, i piedi Power Up e gli alettoni del componente gambe. La parte centrale è la classica basetta con targhetta nominativa e priva delle sagome per l’appoggio dei piedi, questo permette di esporre il Gaiking sia in versione Normal che Power Up.

Passiamo ora al sodo, l’aggancio dei tre componenti. Tutto è stato ricreato per riprodurre alla perfezione quello che si vede nella serie televisiva, la testa del Drago Spaziale contiene realmente il volto del Gaiking. E’ stato concepito un semplice meccanismo di salita e discesa che permette appunto la fuoriuscita della testa del robot una volta ultimato l’aggancio. Il componente tre viene fissato alle braccia grazie a due piccole scanalature che ne permettono la comoda discesa, ma non basta, per essere ancora più sicuri i progettisti hanno inserito altri due sostegni sottostanti che contribuiscono in modo determinante nel sorreggere e fissare il nostro bel torace al modulo braccia. Per ottenere l’uscita della testa del Gaiking basterà poi premere fino infondo la cresta rossa del Drago, semplice no?!!! Quasi dimenticavo, per ottenere l’agganciamento di queste due parti bisogna tirare completamente in avanti la mascella altrimenti non si riuscirà ad unire i due componenti. Per finire si uniscono le gambe al resto del corpo, qui troviamo il sistema a pinza con la sede per ospitare il perno di fissaggio che si trova sul modulo braccia. Nella parte posteriore troviamo il pulsante per l’apertura dell’alloggiamento e una volta ultimata questa operazione, si tirano in giù le gambe telescopiche…..voilà, il nostro Gaiking è pronto al combattimento!!!!! Tutta la fase di agganciamento è molto semplice e non si ha il minimo pericolo di cedimento tra le parti. 

Analizziamo ora con calma le versioni ottenibili. La modalità normale si ottiene montando i tre componenti così come si trovano nella scatola, si aggancia la testa numero uno, quella con la mascherina in stile Mazinger e con le corna più corte, si montano gli avambracci più piccoli con uno dei tre set di mani e si sistemano le croci spaziali più strette nelle apposite sedi presenti sulle gambe. Ultima operazione è l’aggancio dei piedi, si preme il pulsante dietro di essi ed il gioco è fatto. In questa versione il Gaiking raggiunge l’altezza di 18 centimetri. La versione potenziata comporta la sovrapposizione di quattro parti più ovviamente una testa differente. Si sganciano i piedi e le croci spaziali, si sovrappongono le gambe più grandi con le apposite croci a quelle normali e si agganciano i piedi più larghi. Stessa operazione va fatta per gli avambracci, sovrapposizione dei cilindri più grossi con conseguente cambio mani. Per la testa si può scegliere fra due versioni, quella con mascherina bucherellata o quella Open Face. In Power Up il modello è alto 20 centimetri, questo è dovuto alla differenza di spessore dei piedi e alla grandezza delle corna. Gli unici optional comuni ad entrambi le versioni sono le trivelle, si possono indifferentemente montare sia sulla versione normale che su quella potenziata. Anche per questa operazione si sovrappongono gli speciali avambracci a quelli normali. Il modello è molto die cast ed anche la parte superiore del torace è in metallo leggero, mentre la mascella è in plastica. Busto e parti cromate delle braccia sono anch’esse in metallo come tutta la parte inferiore del robot fino ai piedi. Le parti Power Up sono in plastica ad esclusione dei piedi. La colorazione è bellissima e priva di sbavature, i colori usati sono fedelissimi alla serie, tranne ovviamente il bianco puntualmente sostituito dalla vernice cromata!!! Tecnicamente bisogna rapportare il GX al suo anno di uscita, nove anni fa Bandai non aveva ancora raggiunto i livelli delle più recenti produzioni, ciò nonostante il Gaiking rimane un modello valido, ma con qualche problemino di stabilità. Le articolazioni delle braccia sono tutte a frizione ed offrono ancora oggi un ottimo grado di resistenza. Stessa soluzione per quelle delle anche e caviglie, mentre una gimmik a scatto sostiene invece i movimenti del ginocchio. Se in versione Normal la posabilità si attesta su livelli accettabili, le cose peggiorano nella Power Up. I cilindri delle gambe limitano ulteriormente la mobilità delle ginocchia ed in più hanno la tendenza a staccarsi troppo facilmente. Assolutamente da bocciare le caviglie che con la loro scarsissima tenuta causano una precaria stabilità al modello che bisognerà bilanciare molto molto attentamente. La soluzione più valida per garantire stabilità al Gaiking è quella di inclinare all’indietro il busto, in questo modo il peso della parte superiore andrà a controbilanciare il tutto offrendo un po’ più di sicurezza. 

Il peso degli anni si fa sentire tutto, dal 2005 ad oggi il livello tecnico/realizzativo è migliorato davvero tantissimo ed il GX27 inevitabilmente porta con se tutti i limiti tecnici dell’epoca. Se da una parte si deve “digerire” una precaria stabilità ed una posabilità limitata, il lato estetico e contenutistico fanno risalire l’asticella del voto verso l’alto, facendo raggiungere al modello una discreta sufficienza. Nonostante tutto però il Gaiking rimane un GX molto bello e storicamente immancabile per chi come me è cresciuto con i mitici robottoni dell’animazione giapponese, un must have per ogni nostalgico collezionista.