venerdì 9 settembre 2016

UFO ROBOT GRENDIZER EX GOKIN



Era solo questione di tempo, prima o poi anche il nostro amatissimo Goldrake avrebbe dovuto vedersi i connotati sconvolti e reinterpretati dalla diabolica mente di Taku Sato, il designer che con i suoi celeberrimi bozzetti muoveva i fili delle produzioni Art Storm/Fewture… Dopo gli apprezzamenti pressoché unanimi per l’eccezionale trio Getter G, l’attesa per questa produzione Fewture era ovviamente alle stelle, eppure già alla presentazione del grigio prototipo le reazioni non furono così entusiaste. Lasciandosi alle spalle il design dei suoi ultimi chogokin (pompatissimi, incattiviti, eppure sempre riconoscibili a colpo d’occhio), Fewture sconvolge ulteriormente gli equilibri estetici e propone un Goldrake più che mai massiccio e incazzato, che perde però parecchi dei propri tratti distintivi fondamentali al punto che molti, con tutta la buona volontà, qui il Grendizer non riescono a vedercelo, nemmeno come nume ispiratore.


E in effetti il robot nagaiano perde, ad esempio, i tipici arti inferiori cilindrici e i piedi tondeggianti in favore di gambe e cosce iper-muscolose e piedi curiosamente appuntiti, che rimandano parecchio allo sculpt dello Shin Getter One EX. Sempre con la manina pesante Fewture è intervenuta sul busto, pluristratificato, sui discutibili magli con punte di varie lunghezze e sul resto del corpo. Ma, anche se si nota qualche incoerenza tra le varie parti del mecha, è inutile stare qui a criticare scelte che avranno un impatto diverso su ogni appassionato a seconda dei gusti personali, pertanto mi limito ad osservare una quantità di dettagli che ha dell’eccezionale e che ben si sposa con una colorazione davvero azzeccata e stesa ottimamente, che personalmente ho apprezzato moltissimo.


Sul fronte materiali ritroviamo il classico connubio tra parti interne/snodi in plastica e le parti a vista in larga parte in metallo, anche se annoto una effettiva diminuzione dell’utilizzo della sacra zama rispetto ai tradizionali standard EX Gokin (il Grendizer pesa circa 830 grammi per 26 cm di altezza), che sinceramente non saprei come giustificare (risparmio sulla lavorazione? Scelta tecnica per un futuro inserimento nello Spacer?), ma al tempo stesso ci tengo a chiarire che abbiamo comunque tra le mani il solito bel mattoncino Fewture, un vero chogokin.


Ed è un prodotto solido e posabile, grazie alla solita miriade di snodi a scatto e il bacino estraibile (novità per un EX Gokin), stranamente da sfruttare anche per muovere in avanti le gambe; attenzione però alle parti che possono cozzare le une sulle altre, che stavolta non sono poche: le spalline sulle metallose lame dell’alabarda, i magli sulle rispettive braccia, le corna della testa ancora sulle lame e così via, quindi occhio! Peccato per i piedi in plastica, a mio avviso un po’ mollicci… forse preferire il metallo avrebbe giovato alla stabilità generale, comunque buona, beninteso. Complessivamente si tratta di un lavoro più che buono, questo Grendizer si può senz’altro valorizzare con una posa dinamica e cazzuta.


Stupendi gli accessori, con le pesantissime e spettacolari alabarde con lame in metallo (rette discretamente dalle braccia) e il Double Spacer dotato di una colorazione davvero ottima e uno sculpt stranamente piuttosto classico, quasi in contrasto con il robot principale pesantemente re-inventato. L’attacco a quest’ultimo è tecnicamente semplicissimo, ma leggermente ostico: ho dovuto esercitare una discreta pressione prima di sentire il fatidico “claaack!!”, senza il quale lo Spacer è solo appoggiato. Non proprio un tocco di classe il dover ricorrere ad uno spessorino trasparente da frapporre tra il mecha e la navicella, questo per evitare dannosi sfregamenti tra parti le verniciate.... Presente anche il solito stand in bundle con questi chogokin, piattaforma circolare con asta regolabile in metallo.


Nota di demerito per l’imballaggio… ottimo l’alloggio in polistirolo, ottimo il cartonato esterno, ma nulla separa il tutto dal brown box, che è quindi a contatto diretto con la scatola, non essendoci più i funzionali angolari in polistirolo che tra l’altro facevano tanto “oggetto da collezionismo”… per contro, il packaging così risulta è meno ingombrante.


Si tratta senza dubbio di un ottimo prodotto, massiccio, imponente, spettacolare; tuttavia, visto il costo esorbitante e l’estetica pesantemente stravolta (non solo rispetto ai canoni classici, ma anche rispetto agli altri prodotti Fewture), forse la scelta migliore sarebbe quella di visionarlo dal vivo e poi valutarne l’eventuale acquisto. E’ un pezzo davvero esagerato, in tutti i sensi…



lunedì 20 giugno 2016

GRENDIZER&SPAZER SUPER ROBOT CHOGOKIN



Alabarda spaziale….maglio perforante.....lame rotanti…..al cuore non si comanda ragazzi! Dopo il primo Goldrake Super Robot Chogokin, recensito ottimamente dal nostro Damiano, Bandai corregge il tiro e sforna una seconda versione del mitico robottone creato da Go Nagai. Non solo il mecha viene riveduto nei colori, qui con parti bianche in sostituzione del grigio, ma viene anche dotato dello Spazer. Ovviamente la casa nipponica rilascia sul mercato anche il singolo disco, in questo modo viene data la possibilità agli acquirenti della prima versione di completare il set senza dover obbligatoriamente acquistare la nuova. 


Nella confezione quindi troviamo il nostro Goldrake con una colorazione più attinente all’anime. Come detto i bicipiti, l’addome e le cosce sono dipinti di bianco lucido, mentre le parti esterne delle gambe ora sono azzurro chiaro. Leggera rivisitazione anche per il volto che sembra essere stato ritoccato anche nello sculpt. La dotazione accessori è stata diversificata rispetto all’uscita precedente, non sono presenti nella confezione gli effetti per il lancio dei magli perforanti e quelli del tuono spaziale, ma abbiamo ovviamente in più la coppia di mani per il posizionamento nel disco. L’altezza è di 16,5 cm per un peso di 175 grammi. 


Lo Spazer ha un diametro di 14,5 cm, un’apertura alare di ben 28 cm ed un peso di 147 grammi. La realizzazione è di ottima qualità e fedeltà. L’apertura frontale è stata in parte rivista rispetto al “vecchio” GX04, niente più portelli a scorrimento, Bandai ha optato per una soluzione più pratica e veloce. Le parti laterali rientrano all’interno liberando in questo modo le sedi per l’alloggiamento delle braccia, contemporaneamente si possono far uscire i due alettoni nascosti all’interno. IL Goldrake viene fissato sempre tramite aggancio addominale, qui in pratica è stata riproposta la medesima soluzione del modello in versione GX. La parte frontale del disco invece si toglie completamente per consentire l’accesso al robot, diciamo che lo Spazer del GX04 è più all-in-one, mentre questo SRC è di concezione più economica. Chiaramente non possono mancare le classiche armi, lame rotanti e missili perforanti, finalmente ben realizzati e molto più fedeli a ciò che si vede nella serie tv. Oltre a questo troviamo anche uno stand Act con doppio sostegno. Può essere utilizzato sia per sorreggere lo Spazer che il Goldrake, previo inserimento dell’apposita placchetta da posizionare sul retro del bacino. 


Goldrake è Goldrake, pur avendo acquistato il Gx04 ed il primo SRC uscito, non ho resistito anche a questa versione. A mio modo di vedere la più bella interpretazione fino ad ora prodotta da Bandai. Aggiungiamo la solita grande posabilità che ci consente di replicare le classiche pose dinamiche del cartone animato, ed il gioco è fatto! Alabarda spaziale…..maglio perforante…..lame rotanti…..ma che bello è tornare bambini!