martedì 18 dicembre 2018

GX76X SPAZER SET DC SOUL OF CHOGOKIN


A distanza di qualche mese dall’uscita del GX76, ecco arrivare l’elemento immancabile e complementare del robot pilotato dal Principe Duke Fleed. Stiamo parlando chiaramente dello Spazer, il disco con cui Goldrake nella serie tv effettua la maggior parte dei suoi voli e comparse. Nella nuova edizione DC è accompagnato dal Double Spazer (Goldrake 2) e dal piccolo TFO. Bandai non poteva certo lasciare il Grendizer senza il suo supporto volante primario, ecco quindi arrivare sul mercato il GX76X.

La confezione chiaramente ricalca lo stile delle uscite Dynamic Classics riprendendone i colori e le decorazioni con i disegni originali. La dimensione è notevole rispetto a quella del GX76, all’interno di essa due blister in plastica custodiscono tutte le parti che compongono lo Spazer Set. Oltre ai tre mezzi troviamo anche una basetta espositiva con gli accessori per unire il robot ai due moduli principali. Caliamo un velo pietoso sull’ormai scarno opuscolo a colori che reputo decisamente inutile. Presente ovviamente anche il manuale istruzioni in bianco e nero. 

Lo Spazer è chiaramente il piatto forte del nostro GX76X, lo è per importanza e, soprattutto, per le dimensioni, ben diverse dal “vecchio” disco che si trova nel GX04. Montando le ali si raggiunge la notevole misura di 30 centimetri, mentre la profondità fino ai motori è di 22. L’incastro della ali è molto semplice, ma una volta posizionate si ha l’impressione che rimangano leggermente alzate rispetto alla classica posizione. Il Disco esteticamente è impeccabile, molto bella la doppia tonalità usata, bianca per la parte superiore ed azzurra per quella inferiore. Nelle foto promozionali non mi aveva molto convinto, ma dal vivo invece è molto gradevole e non pregiudica affatto l’estetica. Tutta la struttura è in plastica di buona qualità, ho rilevato solamente due segni delle sprue sulle due alette rosse che fuoriescono lateralmente. Nessuna imperfezione sulla mia copia, soprattutto sulle parti rosse frontali, oggetto di numerose critiche da parte di molti collezionisti. Lo Spazer è dotato delle classiche armi che tutti conosciamo, lame rotanti e missili perforanti. Bandai ha realizzato decisamente bene le due varianti che rispecchiano fedelmente ciò che si vede nella serie animata. Il montaggio è davvero semplicissimo e non richiede particolari accorgimenti. Passiamo a quello che è la funzione primaria del nostro disco, ovvero accogliere al suo interno il Grendizer (Goldrake). La casa giapponese ha riprogettato tutto il sistema, sia di apertura, inserimento e fissaggio finale. La prima fase è riservata all’apertura della parte posteriore. La pinna centrale rossa si tira all’indietro e si alza, successivamente si procede al sollevamento del blocco motori che andrà spinto poi completamente in avanti fino a bloccarsi. L’ultimo step è riservato all’apertura del pannello azzurrino nella parte bassa del disco. La seconda fase è chiaramente quella riguardante il frontale dello Spazer dove Bandai ha introdotto la novità più rilevante. Le due parti centrali si allargano e vengono fatte rientrare all’interno della struttura, replicando di fatto la soluzione adottata dalla defunta CMS Corporation anni fa. Prima di effettuare questa operazione è però fondamentale far uscire le due alette rosse nascoste all’interno perché altrimenti bloccherebbero il rientro dei due pannelli frontali. Successivamente si procede con l’apertura delle parti rosse e delle ultime due azzurrine nella parte bassa.

Arriviamo ora alla preparazione del nostro Grendizer (Goldrake) perché anche per lui la soluzione d’inserimento è totalmente cambiata. Oltre al cambio delle mani che troviamo nella dotazione accessori del set, dobbiamo rimuovere i due pannelli neri al bacino, la famigerata mutanda per capirci. La nuova soluzione prevede l’aggancio di una struttura supplementare che consentirà al modello di scivolare semplicemente all’interno del disco. Questo accessorio va a coprire il bacino, i femori ed i fianchi con una specie di cintura in parte trasparente ed in parte colorata. Questa sorta di nuova imbragatura ha anche la funzione di proteggere il modello da contatti e sfregamenti durante la fase di aggancio. L’inserimento di per se è realmente semplice, la slitta a cui il Grendizer viene fissato permette immediatamente il suo scivolamento all’interno del disco. Fatto ciò si può chiudere la parte posteriore che avviene procedendo in senso opposto all’ordine di apertura. Per terminare il posizionamento bisogna piegare le braccia e chiudere con un apposito pannello rosso, la parte superiore sopra la schiena del Grendizer (Goldrake). Questo pezzo è il vero e proprio fermo che blocca il robot dentro alla struttura. Il nuovo procedimento ideato è senza dubbio più sicuro, ma allo stesso tempo un po’  più cervellotico. Perché la sua riuscita avvenga, bisogna che tutte le sezioni siano perfettamente posizionate ed allineate come riportato dalle istruzioni. Il risultato finale è esteticamente più appagante, fatta eccezione per la parte bassa dove purtroppo troneggia un enorme vuoto ai fianchi del robot!

Passiamo ora al Double Spazer, da noi conosciuto più semplicemente come Goldrake Due. Questa sorta di aereo pilotato da Alcor fornisce un secondo supporto per il volo del Grendizer (Goldrake) e si aggancia alla schiena del robot. La nuova versione concepita per il Set GX76X porta con se due sostanziali differenze, il materiale costruttivo e la modalità di aggancio. La realizzazione è totalmente in plastica e non mi ha decisamente entusiasmato. La struttura è molto leggera e trasmette la sensazione di una certa fragilità. In compenso la colorazione è valida e priva di difetti. Come particolari da segnalare abbiamo i rotori che possono girare realmente e le due lame cicloniche che si possono unire. La testa della cabina di pilotaggio può piegarsi unitamente alle ali per assumere la posizione in atterraggio. Per l’aggancio al Grendizer (Goldrake) Bandai ha optato per la sostituzione della punta frontale, bisogna quindi staccare quella lunga  e sostituirla con una più corta. Nella parte inferiore è nascosto il perno di fissaggio che assicura il nostro Goldrake Due al robot di Actarus. Come detto all’inizio dell’articolo è presente nella confezione anche il piccolo disco TFO, semplicissimo nella sua realizzazione, ben curato e fatto per completare il Set con la medesima dotazione del primo GX04.

La basetta in dotazione è più piccola di quelle a cui ci siamo abituati in questi ultimi tempi e non corredata dalla classica targa nominativa, ma preserva comunque la funzione di contenitore per alcuni accessori. In questa versione abbiamo due sportelli separati che, aprendosi, rivelano da una parte un secondo supporto trasparente per il GX76 e dall’atra un piccolo blister con le mani sostitutive, due perni ed un pannello da applicare al Double Spazer. Così com’è questa base permette di esporre i tre moduli del set, ma di fissarne solamente due grazie ai supporti presenti nel piccolo blister. Spazer e Double Spazer quindi hanno la loro collocazione ben definita sulla modesta superficie offerta dallo stand. Curiosamente però il TFO, pur essendo forato nella parte sottostante, non è stato dotato di alcun tipo di fissaggio. Questa mancanza può essere però colmata mediante l’utilizzo di un piccolo perno presente negli Stand ACT prodotti sempre da Bandai. Altrimenti lo si può tranquillamente appoggiare in qualsiasi punto si voglia. A sottolineare la complementarità con il GX76, la basetta dello Spazer Set si unisce a quella del Grendizer (Goldrake) tramite l’uso di un’asta di sostegno posizionabile in due modi differenti. Collocata in senso verticale può sostenere lo Spazer con all’interno il robot o il Grendizer (Goldrake) agganciato al Double Spazer, qui grazie all’impiego del secondo supporto trasparente in dotazione. Grazie poi alla testa orientabile a scatto, si possono far assumere inclinazioni diverse per esposizioni un po’ più dinamiche. A tal proposito il disco è sto dotato di un apposito accessorio da sostituire al pannello posto sul fondo. Segnalo però che la sua tenuta non è molto affidabile, soprattutto con il Grendizer (Goldrake) all’interno. Fissando l’asta in orizzontale ed utilizzando quella di sostegno dedicata al GX76, possiamo esporre il disco, il robot e gli altri due mezzi. Anche se il colpo d’occhio è notevole, continuo a preferire lo stand del GX04 che, a mio modesto parere, offriva una soluzione estetica più appagante. Bisogna anche tener conto che, l’unione delle due basi, occupa decisamente un bello spazio, fattore spesso decisivo per le nostre esposizioni in vetrina.

Il GX76X Spazer Set DC si presenta alla prova definitiva con molte luci e qualche ombra. La realizzazione di alcune parti e soluzioni un pochino cervellotiche per la fase di agganciamento, intaccano in parte il mio giudizio finale. La cosa che più mi è dispiaciuta è il trattamento riservato al Double Spazer che, in sostanza, sembra essere proprio un giocattolino da bancarella all’insegna del risparmio! Questo Set rimane comunque un acquisto imprescindibile per l’appassionato di Grendizer (Goldrake) e per il collezionista che vuole completare la nuova realizzazione Dynamic Classics. Come più volte abbiamo scritto, l’estetica è in definitiva il vero punto di forza della serie DC che, anche in questo Spazer Set, risulta essere il fattore determinante di tutta la produzione. 



lunedì 3 dicembre 2018

GX76 GRENDIZER (GOLDRAKE) DC SOUL OF CHOGOKIN


Dopo Z, Great Mazinger e Getter Robot, non poteva certo mancare lui nella serie Dynamic Classics. Bandai realizza finalmente una nuova versione del tanto amato Grendizer (Goldrake)! Sono passati veramente moltissimi anni dall’uscita del GX04 e tantissimi appassionati ne hanno sempre invocato un restyling più al passo con le nuove produzioni della casa giapponese. Approfittando quindi della nuova serie dedicata ai grandi classici, Bandai partorisce il nuovo GX76 Grendizer DC.


Subito un netto cambiamento di rotta rispetto al passato, il modello viene commercializzato privo dello Spazer e double Spazer. La confezione, di modeste dimensioni, contiene il solo robot, le classiche armi e la basetta espositiva. Come per i precedenti DC sono presenti un foglio istruzioni in bianco e nero ed un altro, veramente scarno, a colori. Menzione doverosa agli art work della scatola che riprendono i disegni originali del cartone animato. Il primo contatto con il nuovo Grendizer è emozionante, per chi ha amato alla follia il cartone animato, questa è la realizzazione strappa lacrime. Esteticamente molto fedele, tanto metallo e un altezza più che soddisfacente di ben 19 centimetri. Alabarda spaziale, tre diverse coppie di magli perforanti, due avambracci opzionali e tre paia di mani alternative. Questa la dotazione accessori del nostro Grendizer DC. Ovviamente nella basetta sono inseriti anche i restanti pezzi, le due parti cave per il bacino, i due pezzi per simulare il lancio dei magli ed il fermo a pinza per l’asta di sostegno.


Tecnicamente non c’è molto da dire, anche questo GX76 è concepito in modo identico ai predecessori. Ottima posabilità per la testa, le braccia ed il busto che ha un doppio snodo. Uno per il pettorale ed uno per la rotazione ed inclinazione a livello addominale. La parte bassa è sempre molto limitata nei movimenti, ritroviamo ovviamente la brutta soluzione della mutanda con le parti da cambiare. Nel caso del Grendizer i pezzi sono due data la conformazione del bacino con il fregio centrale. Curioso il cambiamento di materiale per questa sezione del modello, qui realizzati in plastica per entrambe le versioni. Nota molto positiva invece per il piegamento degli avambracci, dove è stata applicata la medesima soluzione usata nella versione SRC. Tutte le articolazioni presenti sono a frizione, purtroppo triste marchio di fabbrica della serie DC.


La colorazione è molto bella, ben distribuita e priva di qualsiasi imperfezione. Finalmente le corna hanno la doppia tonalità di giallo, oltre che avere la corretta forma. Le  quattro vituperate banane del GX04 sono ormai un lontanissimo ricordo. Molto apprezzata la scelta di dotare il Grendizer delle tre modalità del maglio perforante. Troviamo la versione completamente aperta, la tradizionale con le punte rivolte in avanti e la terza completamente chiuse. Per montare queste tre varianti bisogna usare i due avambracci sostitutivi e poi fissare il tutto al braccio del modello. Anche la mitica Alabarda è stata scolpita in modo corretto e dotata anche delle due punte terminali da utilizzare quando vengono brandite le due aste separate.


Posso affermare senza problemi che il GX76 è realmente il miglior Grendizer (Goldrake) disponibile oggi sul mercato. Fedeltà ed un ottima qualità realizzativa sono le armi vincenti della nuova realizzazione Dynamic Classics di Bandai. Permangono purtroppo alcune scelte discutibili a livello tecnico, ma in generale il prodotto offre quello che tutti gli appassionati nostalgici cercavano da tempo. La casa nipponica ha comunque realizzato anche gli altri moduli decidendo la loro distribuzione in altre due uscite separate, una addirittura TWS (Tamashii Web Shop). Potremo dunque ricomporre tutto il set completo con una nuova ed aggiornata estetica, ma ad un prezzo decisamente superiore a quello del buon vecchio GX04S.